Sale la tensione in Polonia, arrestato un leader dell’opposizione

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Mateusz Piskorski, esponente del partito Zmiana, è stato fermato con l’accusa di spionaggio. Ma i suoi collaboratori: vogliono chiudergli la bocca

Il clima politico si fa sempre più teso in Polonia, finita da mesi sotto i riflettori per l’impronta autoritaria imposta al Paese dal governo nazionalista ed eurofobico di Beata Szylo, al potere dallo scorso autunno. Non bastassero la legge che pone sotto il controllo governativo la linea editoriale della TV di Stato, lo scontro tra l’esecutivo e la Corte Suprema a cui è stata imposta una maggioranza qualificata per l’emissione delle sentenze, e la macchina del fango scatenata contro Lech Walesa (accusato di essere stato un informatore del Kgb), ora arrivano anche gli arresti eccellenti.

Mateusz_PiskorskiA finire in manette mercoledì scorso è stato Mateusz Piskorski (foto), leader del partito Zmiana, che si colloca su posizioni anti-Nato e più vicine alla Russia: l’accusa che gli viene mossa dai servizi segreti polacchi è di aver svolto attività spionistica in favore di Mosca, un capo d’imputazione che ricorda tempi bui e che è sentore di una forte tensione interna al Paese.

Piskorski non ha mai nascosto la sua avversità all’Alleanza Atlantica, accusata di aver trasformato la Polonia in una colonia e di averne soppresso la sovranità. Si era schierato inoltre a favore del referendum indipendentista della Crimea e della secessione del Donbass dall’Ucraina, eventi indicati da lui come sacrosante forme di resistenza ad un regime fascista.

Secondo i suoi collaboratori, tuttavia, l’arresto non sarebbe riconducibile a queste sue posizioni filorusse, quanto piuttosto alla sua intenzione di scrivere un libro sulla misteriosa morte di Andrzej Lepper, esponente politico di area populista, scomparso nel 2011: le autorità ricondussero la morte ad un suicidio, ma per Piskorski l’uomo sarebbe stato vittima di un omicidio di Stato.

Bandiera_RP_UEL’arresto eccellente va comunque ad avvelenare ulteriormente il dibattito politico a Varsavia e dintorni. I timori di una svolta autoritaria in Polonia non sono così remoti, tanto che numerosi appelli di intellettuali e attivisti per i diritti umani hanno fatto da cornice a recenti manifestazioni organizzate nella capitale e in altre città. La stessa Ue ha mostrato preoccupazione per gli eventi, tanto che mercoledì scorso la Commissione europea ha inviato al governo Szylo un ultimatum a risolvere il suo contenzioso con i giudici costituzionali entro la data di oggi.

Alessandro Ronga

Foto © Wikicommons / R. Voltaire/ A. Barabasz

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