L’Unione europea aiuta i Pvs nella lotta al cambiamento climatico

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Con un contributo di 17,6 miliardi di euro nel 2015 le istituzioni dell’Ue e gli Stati membri hanno permesso ai Paesi in via di sviluppo di ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra

L’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale sul superamento della soglia di concentrazione di CO2 di 400 parti per milione ha preoccupato un po’ tutti. Sembra che finalmente a livello mondiale, non solo con il recente Accordo di Parigi, ma anche nell’esame delle politiche per l’ambiente a livello di singoli Stati, si sia accesa la spia di pericolo. Come ha ricordato l’uscente segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, recentemente (link) a Strasburgo per la ratifica da parte dell’Ue del succitato Accordo (COP21), «non esiste un piano “b” perché non esiste un pianeta “b”».

Earth Day, Nazioni Unite, cambiamenti climatici UESarà forse per questo, ma finalmente anche i Paesi più ricchi “comprendono” che devono contribuire ad aiutare i Paesi in via di sviluppo (Pvs) a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e a far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici. I contributi dell’Unione europea e degli Stati membri hanno registrato un forte aumento nel 2015, in particolare per quanto riguarda il finanziamento dell’adattamento. L’importo totale è stato confermato ieri, nel corso di una riunione del Comitato economico e finanziario dell’Ue, in vista della conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici che si terrà prossimamente a Marrakech, in Marocco.

I contributi complessivi versati dall’Unione europea e dagli Stati membri sono stati pari a 17,6 miliardi di euro lo scorso anno, riportando un aumento significativo rispetto al 2014. Tali contributi sono stati efficacemente destinati ad iniziative di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi nei Pvs. Ovviamente costituiscono un passo importante verso l’attuazione dell’accordo sui cambiamenti climatici giuridicamente vincolante raggiunto a Parigi nel dicembre 2015. Per la precisione sono fonti di finanziamento per il clima provenienti dai bilanci pubblici e da altre istituzioni finanziarie di sviluppo comunicate dagli Stati membri nel contesto dell’articolo 16 del regolamento 525/2013. Che comprendono, inoltre, 1,5 miliardi di euro per il clima provenienti dal bilancio dell’Unione europea e 2,2 miliardi di euro provenienti dalla Banca europea per gli investimenti.

Earth Day, Nazioni Unite, cambiamenti climatici UEGli ultimi dati dimostrano la determinazione dell’Ue ad aumentare il proprio contributo ai finanziamenti internazionali per il clima al fine di conseguire l’obiettivo, stabilito per i Paesi industrializzati, di mobilitare 100 miliardi di dollari americani all’anno entro il 2020 e di estendere tale periodo fino al 2025. Prima del 2025, le parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici fisseranno un nuovo obiettivo collettivo. I contributi alla mitigazione e all’adattamento saranno mobilitati congiuntamente ricorrendo a numerose e diverse fonti, pubbliche e private, bilaterali e multilaterali, ivi comprese fonti alternative di finanziamento, e assicurando la trasparenza dell’attuazione.

 

Elodie Dubois

Foto © Consiglio dell’Unione europea, Shutterstock

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