Le due yazide sopravvissute all’Isis ricevono il premio Sakharov 2016

0
109

Il riconoscimento, istituito nel 1988, è assegnato ogni anno dal Parlamento europeo alle persone e alle organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà

In un’atmosfera di grande serietà e commozione, martedì 13 dicembre, le yazide Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar hanno ricevuto nell’assemblea plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo il premio Sakharov per la libertà di pensiero. Sono state premiate come simbolo della forza della comunità yazida che è oggetto delle violenze del califfato e più in generale per tutte quelle donne che hanno subito reati sessuali. «Più di 3500 fra donne e bambini sono ancora schiavi dell’Isis. Essi ogni giorno muoiono migliaia di volte» ha dichiarato Lamiya, che ha poi raccontato agli europarlamentari la sua terribile esperienza, nelle mani del califfato, come schiava del sesso e di come sia stata gravemente sfigurata durante la fuga verso la libertà da una mina che ha però ucciso una sua amica d’infanzia e anche un’altra ragazza.

nadia-murad-basee__lamiya-aji-bashar_ali_ferzat-2016Nadia Murad ha spiegato ai parlamentari che quanto sta avvenendo in Siria e in Iraq è un vero e proprio genocidio perpetrato dagli uomini del califfato. «Oggi» – ha continuato Nadia – «la mia comunità è disintegrata sotto il peso delle uccisioni e della riduzione in schiavitù sessuale per le donne e gli abusi sui bambini». Le yazide hanno chiesto all’Unione europea un’azione internazionale perché i responsabili di questo genocidio vengano puniti. «Ci sono ancora mezzo milione di yazidi in Iraq» – ha concluso la giovane seviziata – «sono gli ultimi membri di questa comunità in Medio Oriente». Ambedue hanno supplicato i parlamentari europei ad impegnarsi per la creazione di zone di sicurezza nel Paese per le minoranze, chiedendo accoglienza e integrazione in Europa per gli Yazidi. Alla fine dei discorsi delle due povere ragazze vi è stata una grande ovazione da parte dell’intera assemblea.

Consegnando il premio, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz è intervenuto ricordando come sia dovere dell’Unione europea proteggere i perseguitati, oltre a chiedere alla Corte Penale Internazionale di indagare sui crimini commessi dagli uomini del sedicente Stato islamico, presentando infine il fratello minore di Lamiya, che si è riunito alla sorella dopo ben 18 mesi passati in un campo profughi. Nadia e Lamiya vivono ora in Germania e sono impegnate per sensibilizzare il mondo sulla condizione della comunità yazida in Iraq, una delle minoranze religiose più antiche, ora sottoposte a genocidio da parte del califfato.

sakharov-2Tutta la cerimonia è stata seguita in diretta a Roma presso la sala Koch del Senato della Repubblica, da un centinaio di studenti di varie scuole di Roma, di Rieti e di Assisi alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso, di Pier Ferdinando Casini presidente della Commissione Esteri del Senato, di Gian Paolo Meneghini direttore per l’Italia dell’Ufficio Informazioni del Parlamento europeo e della avvocatessa Hauwa Ibrahim, vincitrice del Premio Sakharov 2005.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giovanni De Negri (apertura e ultima) ed European Union

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui