Commissione Ue all’Italia: manovra entro aprile o procedura di infrazione

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Nel rapporto dell’esecutivo si richiede una correzione del debito di almeno lo 0,2% del Pil entro la primavera. Padoan: «Gli effetti delle riforme si vedono, ma dobbiamo fare di più»

«L’Italia presenta eccessivi squilibri», così si legge nel rapporto sul debito pubblico italiano redatto dalla Commissione europea.  Nulla che non ci si aspettasse visto che il Belpaese, effettivamente, non è ancora riuscito a conformarsi a quanto previsto dal patto si stabilità per il 2016 e 2017.  C’è tuttavia ancora tempo prima che la Commissione apra la «procedura per disavanzi eccessivi»: si attenderanno infatti le

Valdis Dombrovskis

previsioni di primavera 2017 (previste per maggio). Entro quel termine l’Italia dovrà, secondo quanto richiesto dall’esecutivo europeo, procedere a una correzione dei conti pubblici di «almeno lo 0,2% del Pil». La Commissione terrà conto «dei dati sui risultati di bilancio per il 2016 e dell’attuazione degli impegni di bilancio assunti dalle autorità italiane a febbraio 2017».

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha inoltre sottolineato che i costi cui l’Italia ha dovuto far fronte per «il terremoto e la crisi dei rifugiati sono stati completamente ignorati in questa valutazione».  Nel testo della Commissione si fa riferimento anche a una serie  di riforme positive il cui impulso, tuttavia ha mostratro un rallentamento a partire dalla metà del 2016.

«Dopo positive riforme – si legge nel rapporto – nei processi di bilancio, nel mercato del lavoro, nel settore bancario, nelle procedure per insolvenza, nel sistema giudiziario e nella pubblica amministrazione, lo slancio delle riforme si è indebolito da metà del 2016 e restano lacune in politiche importanti, in particolare per quanto riguarda la concorrenza, la tassazione, la lotta alla corruzione ed il quadro della contrattazione collettiva».

Paolo Gentiloni, Jean-Claude Juncker e Angela Merkel

«Il tasso di debito pubblico – evidenzia il testo – è pronto a stabilizzarsi ma non ha ancora un percorso di discesa a causa del peggioramento del deficit primario strutturale e una sommessa crescita nominale».

A questo si aggiunge che «la competitività resta debole mentre le dinamiche della produttività sono rimaste sommesse, anche a causa della lenta ripresa degli investimenti».

Il ministro dell’Economia Padoan si mostra tuttavia sicuro di ciò che l’Italia può fare: «Nella sua analisi annuale la Commissione Ue apprezza l’ampiezza delle riforme avviate e realizzate dai governi italiani in questi anni» commenta su twitter. «Gli effetti delle riforme – spiega il ministro– si vedono: la crescita è tornata, l’occupazione aumenta, il credito funziona meglio. Ma dobbiamo fare di più».

 

Valentina Ferraro
Foto © European Union

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