Da Parigi parte una nuova “Via della seta”

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Artisti dall’Europa all’Asia centrale hanno esposto per una settimana le loro opere presso la galleria Corrado Bortone Art, trovando un punto di incontro fra le diverse culture

Parigi diventa per una settimana il crocevia tra Europa e Asia. Dal 17 al 24 dicembre, presso la galleria Corrado Bortone Art, si è tenuta la mostra “Sur la route de la soie”, (“Sulla via della seta”) con la direzione artistica di Nazira Jenishbekova-Barrionuevo.

La pittrice del Kirghizistan ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’evento dove ha esposto le sue opere, un’occasione per numerosi artisti europei e asiatici di far entrare il pubblico nel proprio mondo interiore, attraverso l’esposizione delle loro opere d’arte, di artigianato, di gioielleria: un’ampia varietà non solo di produzioni e contenuti, ma anche di scelte cromatiche e di approccio stilistico, dall’olio su tela alla realizzazione di uova cucite in stoffa, con sperimentazioni continue tra gli artisti: «uso soprattutto l’olio su tela», afferma la Jenishbekova-Barrionuevo, «ma sono sempre alla ricerca di nuovi stili e tecniche».

Dopo il successo londinese e parigino di fine ottobre, l’Asia centrale torna a farsi conoscere nel cuore dell’Europa, con la presenza di artisti come Margarita Usmanova, Kuralay Amanzholova, Abay Chunchalinov, Almagul Esimova, Bakytnur Burdesbekov, Syrga Sarukieva, Asia Bekisheva, Larisa Pak, Maruy Bytursunova, Nuria Khabibulina e Seitmakhan Sermukhameduly, Elena Fursa, Tatyana Vorontsova che hanno condiviso gli spazi con l’italiana Francesca Girola e i moldavi Nicu Antontchouk e Raisa Ambros – ora trapiantati rispettivamente a Parigi e Londra.

«Attraverso il mio lavoro cerco di trasmettere al pubblico tutta la bellezza e le sottigliezze di fiori bellissimi e di tutto ciò che ci circonda», spiega Larisa Pak, artista floreale del Kirghizistan che ha portato a Parigi i quadri Peonie e Sakura, realizzati con olio su tela. Non a caso, la Pak trae ispirazione dall’arte coreana e giapponese, concentrandosi, nel lavoro, solo su «energia positiva per la felicità, il successo e il progresso». Tecnica del cucito invece per Khabibulina Nuria Salikhovna, che realizza uova finemente decorate sullo stile delle celebri Fabergé, da rompere come segno di rinascita.

Da sempre scritto il destino di Kuralay Amanzholova, cresciuta in una famiglia di artisti, padre pittore e madre illustratrice. «Dipingevo sempre con mia sorella, era come un rituale. Era la mia strada e non avrei potuto fare diversamente», racconta, «è come respirare». Non per questo non ha avuto le normali difficoltà nella realizzazione di sé, «ma ora sono felice e posso dichiarare con orgoglio di essere un’artista». Per dare vita alle sue opere osserva il suo stato d’animo, come quello dell’ambiente circostante: «sono i momenti che voglio catturare nei dipinti», ad esempio nella danza del giovane sciamano o nel risveglio dell’amore in una relazione che muove i primi passi. Stessa soddisfazione della connazionale Margarita Usmanova, la cui tecnica sintetizza scrittura fluida e tratti espressivi che danno vita ai suoi sogni, alle sue visioni. Sin da bambina desiderava di esporre i lavori in Italia o a Parigi, ora con The Grail e Warrior and Victim la fantasia è diventata realtà.

L’importanza di conoscere e confrontarsi con le diverse culture è fondamentale per tutti gli artisti presenti, uniti dalla passione per un’arte che non conosce confini. Tra questi anche Francesca Girola, che con il dipinto Trasparenze punta a «trasmettere lo stato d’animo e le emozioni attraverso linee e colori che penetrano nell’anima».

Attiva nella promozione dei suoi artisti Raisa Ambros e Nicu Antontchouk è l’ambasciata della Repubblica della Moldova. Sostegno diretto è arrivato dal responsabile degli affari dell’ambasciata moldava in Francia Vlad Chirinciuc, giunto alla kermesse parigina con la moglie Galina. «È stato un grande piacere partecipare alla mostra Sur la route de la soie», dichiara Chirinciuc, che ha speso non poche parole d’elogio per i due pittori connazionali.

Scuola 1968, Antontchouk vive ormai dal 1994 nella capitale francese, dopo aver compiuto i suoi studi all’Accademia di Belle Arte di Chisinau. Specializzato in pittura, grafica e acquarello, adotta uno stile realistico con elementi personalizzati che pone l’enfasi sulla prospettiva, combinata al colore parigino che rientra spesso nelle sue opere. Ha già realizzato una serie di acquarelli sul tema del “Paesaggio urbano”, dove esalta il carattere architettonico di Parigi. Sulla stessa linea l’opera portata a Sur la route de la soie, Notre-Dame dopo la tragedia, ispirato al drammatico incendio della cattedrale dell’aprile 2019.

Vlad Chirinciuc ha già incrociato Raisa Ambros in due eventi simili sempre a Parigi, testimoniandone la crescita. I suoi «Shining Through e Procreation continuano a fondere l’arte astratta con il colore fauvista», commenta Chirinciuc, «mi fa molto piacere che abbia trovato la sua tecnica e il suo stile», in sintesi «il suo percorso nella pittura». Da una parte «l’esplosione di colori vivaci, come una luce brillante nel cielo sopra l’oscurità» nel Shining Through, dall’altra «il turbinio di tonalità che ci conduce, col pensiero, ai tormenti della creazione e che dà l’impressione che una nuova vita sia venuta al mondo» nel Procreation.

Il percorso della Ambros è stato in grande ascesa nell’ultimo anno. Già giornalista in Italia e nel Regno Unito, ha partecipato a quattro mostre collettive tra Parigi e Londra ad ottobre. Oltre alla sua presenza alla mostra “Sur la route de la soie”, le sue opere possono essere visitate fino al 19 gennaio alla Old Biscuit Factory a Londra, durante lo show “Vicious Circle”, curato dalla Art Number 23 Gallery. Ora esporrà anche a Praga e ad Atene (per due mesi) sempre per la galleria londinese Art Number 23, una delle tre che la rappresenta nel mondo. Poi tra il 14 e il 16 febbraio sarà la volta della prima esibizione personale, alla Start Up Fair di Los Angeles, mostra curata dal artista americano Ray Beldner. Quindi il ritorno nel 2020 a Parigi, ancora da “solista”, alla galleria Evenementielle. La pittrice sta preparando anche una mostra personale a Roma e Milano.

«Ho una passione speciale per il colore», racconta Raisa Ambros, «che mescolo in modo originale per i miei quadri astratti». Le opere sono «terapeutiche, attraverso l’uso di colori, forme e flusso di energia, pensate per essere contemplate, appese in posizioni differenti, manifestando ogni volta una nuova dimensione, significato, umore» e aprendosi a «un numero infinito di interpretazioni».

Una strada trovata grazie alla pratica dell’arte terapia, che ha suscitato processi creativi «a volte sviluppati consciamente, a volte inconsciamente, in uno stato di beatitudine e in connessione con l’universo. Lascio l’ispirazione guidarmi, il mio sentimento è più forte di una creazione coordinata». Chiudere un anno importante con Sur la route de la soie è stato per lei motivo di orgoglio, «le tematiche e gli stili dei colleghi del Kazakistan e del Kirghizistan sono espressive e particolari, mi ispirano molto. Sono molto fiera di essere un ponte tra l’Europa e l’Asia nel percorso d’arte».

 

Angie Hughes

Foto © Nazira Jenishbekova-Barrionuevo; Vlad Chirinciuc; Larisa Pak; Raisa Ambros; Khabibulina Nuria Salikhovna

 

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