Confcommercio: in dieci anni chiusi 70mila negozi

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Auspicabile un piano pluriennale per rigenerazione urbana dotato di un Fondo ordinario statale, per garantire la qualità infrastrutturale delle città

«Città con sempre meno negozi, quasi 70 mila in meno negli ultimi dieci anni, soprattutto per la concorrenza del commercio elettronico e il perdurare della crisi economica». È il commento di Carlo Sangalli presidente di Confcommercio al termine della presentazione, a Roma in Piazza Belli, da parte di Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi sulla ricerca di come città e centri storici, negli ultimi dieci anni, sono cambiati dal punto di vista del commercio. La ricerca ha preso in esame numerose categorie, dagli alimentari, ai tabacchi, ai carburanti, alla telefonia e computer, libri, giocattoli, farmacie, ambulanti, bar e ristoranti. Sono stati indagati 110 comuni di medie dimensioni, capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluogo ma più popolosi. A livello Italia il commercio al dettaglio in sede fissa era nel 2008 pari a 573.583 esercizi, nel 2019 si è ridotto a 503.901 ben – 69.682. Anche il commercio ambulante ha subito una contrazione pari a meno 13.960. Crescono invece alberghi, bar e ristoranti, erano 298.190 nel 2008 sono aumentati nel 2019 a 347.510. Le imprese straniere registrate sono aumentate tra il 2012 ed il 2019 e sono a più 27,7 mentre quelle italiane diminuiscono a meno 5,6 . Aumentano anche gli occupati stranieri nel commercio, erano 375.000 nel 2012 sono ora 530.000. (più 41,5).Nei centri storici si riscontra una apertura di bar, ristoranti, e alberghi mentre diminuisce il commercio al dettaglio in sede fissa e quello ambulante. Questo trend è più accentuato al sud rispetto al centro nord.

La ricerca riporta anche i centri che sono a rischio di declino commerciale. Al primo posto troviamo Perugia con meno 14,3 di negozi in sede fissa seguita da Ancona con meno 13,7, quindi Gorizia -13,1, Bari -12,9, Trieste – 11,9, Chieti -11,1 ed a seguire Genova, Salerno, Biella. Riguardo  l’indice di sviluppo commerciale in comuni vitali, gli ambulanti sono un più 16,5 ad Iglesias, più 16 a Varese, più 9,1 a Lecco,  più 5 a Crotone, 0,7 ad Avellino.

Il focus sui centri storici ci dice che nel complesso il commercio in sede fissa è a meno 14,3 e in particolare hanno chiuso negozi di libri e giocattoli (-25,9), stazioni di servizio che erogavano carburanti (-30,1), mobili e ferramenta (-25,2), vestiario e calzature (-17,1), alimentari (-0,6) e ciò è dovuto alla scomparsa di domanda per queste categorie rivelatesi  deboli che ne hanno determinato la loro espulsione dal mercato, per i margini ridotti. Di contro sono aumentati i negozi di vendita di telefonia e computer (più 25,6) e le farmacie (più 40,6). Anche i canoni di locazione hanno contribuito alla riduzione delle attività commerciali nei centri storici. È indubbio che l’incremento dei consumi nelle province favorisce un aumento degli esercizi commerciali mentre il deterioramento del tessuto commerciale con variazioni del numero di negozi fissi ha un impatto nelle variazioni del valore aggiunto pro capite. Ritornando a quanto dichiarato dal presidente Sangalli al termine dell’esposizione di Mariano Bella: «C’è bisogno di un piano nazionale per la rigenerazione urbana per migliorare la qualità della vita dei residenti e rendere i centri storici più attrattivi per i turisti.
Ooccorre un maggiore sostegno all’innovazione delle piccole superfici di vendita e soprattutto una riforma fiscale complessiva per abbassare le tasse e sostenere la domanda interna che vale l’80% del Pil. Città belle e che funzionano sono un grande valore sociale ed economico per i nostri territori. Un motore” di occupazione e crescita che non può girare “al minimo”».

Confcommercio: in dieci anni chiusi 70mila negozi

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Posted by Eurocomunicazione on Saturday, February 22, 2020

 

Giancarlo Cocco

Foto e video © Eurocomunicazione, Giancarlo Cocco

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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