Violenza domestica: oggi più che mai una realtà sottovalutata da tutti

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Per alcuni quarantena significa non sapere come passare il tempo, per altri, purtroppo, significa molto di più

Da qualche mese ormai sentiamo parlare delle vittime del coronavirus, dell’economia che sta subendo danni gravissimi, di come la classe politica si stia comportando, di gente che non sa cosa fare a casa e sono tutti argomenti importanti, ma ci sono vittime silenti di cui in pochi si stanno preoccupando e occupando. Ai telegiornali non si parla più di violenze nei parchi, sulle strade, dopo serate in discoteca perché non si può uscire eppure le violenze non sono finite.

Ci sono uomini, donne e bambini che stando a casa tutto il giorno hanno un carnefice 24 ore su 24. Sicuramente loro non stanno trascorrendo una bella quarantena e ora come non mai davvero rischiano molto. La violenza domestica, che tanti ancora indicano solo come percosse fisiche, è molto di più. Minacce, insulti, umiliazioni, derisione, ricatti economici, imposizione di rapporti sessuali, anche tutto ciò è violenza domestica. Sentirsi definire scemo/a, pazzo/a, magari davanti ai propri figli, scossi e amareggiati.

Si, perché anche i bambini sono delle vittime. Assistono a scene raccapriccianti che negano loro di crescere in ambienti sani e sicuri. Spesso, nel voler proteggere le madri, subiscono anche loro percosse e aggressioni. Vivono in ambienti non sicuri che li terrorizzano, vivono la paura di essere loro la causa scatenante di tanta violenza nei confronti delle proprie madri o dei propri padri, perché non sanno e non capiscono cosa sta accadendo. Ognuno di noi ha imparato cosa fare e cosa non fare dai propri genitori da piccoli e ogni bambino reagirà in modo differente ma aver assistito a determinate cose lo segnerà inevitabilmente a livello emotivo, e molto spesso anche cognitivamente.

Purtroppo loro sono vittime anche di madri che li maltrattano. In più casi di quelli che si pensa c’è anche il rovescio della medaglia. Sono le donne a maltrattare i bambini e gli uomini. Questi sono i casi in cui si capisce veramente quanto la violenza domestica abbia più sfaccettature. Non si parla di percosse fisiche o costrizioni sessuali, si parla di violenza emotiva, che fa male tanto quanto quella fisica. donne che, soprattutto in questi giorni, non fanno che urlare dalla mattina alla sera perché non sanno come gestire i propri bambini, perché la scuola non può sopperire a quelle 8 ore. Mariti che non sono quasi mai a casa e invece ora se li ritrovano tra i piedi e le grida e gli insulti si moltiplicano. E loro non sono supportati nemmeno dalle persone che li circondano, perché quando è un uomo a denunciare ci sono mille dubbi in più, quasi come se non fosse possibile.

Chi subisce violenze domestiche, uomo o donna che sia, vive in un continuo stato di paura di sbagliare, di dire o fare la cosa che può alterare il compagno, la compagna, la madre, il padre e di conseguenza avere una reazione violenta. Si sentono insicuri e indifesi in casa loro. Ansia perenne per sé e per i propri cari che rende vulnerabili, la propria autostima vacilla ogni volta di più, si creano stati di profonda depressione che in molti casi sfociano in suicidi.

Quando poi ad essere vittime sono le donne subentra la violenza anche fisica. Donne che per paura di ulteriori ripercussioni subiscono gli abusi e non ne parlano con nessuno. Provano a trovare rifugio in alcol e droghe e cadono in una spirale di autodistruzione. Ogni donna reagisce e agisce in modo completamente diverso ma tutte sono accomunate da solitudine e indifferenza sociale. I centri anti-violenza nati negli ultimi decenni sono un valido aiuto e un sostentamento psicologico, dove ci sono persone che aiutano sul serio senza giudizi o recriminazioni. E pian piano aiutano le vittime a riappropiarsi della propria vita e in alcuni casi dei propri figli.

Anche la legge può essere un valido aiuto. La violenza fisica e psicologica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale. Alcuni vengono riportati di seguito:

 

art. 570 – Violazione degli obblighi di assistenza familiare;

art. 571 – Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina;

art. 572 – Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli;

art. 575 – Omicidio;

art. 580 – Istigazione o aiuto al suicidio;

art. 581 – Percosse;

art. 582 – Lesione personale;

art. 583 bis -Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;

art. 594 – Ingiuria;

art. 595 – Diffamazione;

art. 605 – Sequestro di persona;

art. 609 bis -Violenza sessuale;

art. 609 octies -Violenza sessuale di gruppo;

art. 610 – Violenza privata;

art. 612 – Minaccia;

art. 612 bis – Atti persecutori (stalking);

art. 616 – Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza;

art. 617 – Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;

art. 617 bis -Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;

art. 660 – Molestia o disturbo alle persone.

Denunciare gli abusi è un diritto e un dovere di tutti, perché non possiamo sapere se oltre noi stessi stiamo salvando altre vite, anche semplicemente infondendo coraggio e autostima in qualcun altro.

 

Ginevra Larosa

Foto © Fehumoqiquh, Sharemorgancountry, Tiffanyfinalaw, Nellis, Dailyouth, Nccourts.

 

 

 

 

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