Il Turismo crolla sotto il peso di Covid-19

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Grido di allarme per salvare questo settore vitale per l’Italia, che rappresenta il 13% del Pil nazionale ed equivale a 232,2 miliardi di euro, con un’occupazione totale di 3,5 milioni di addetti

Nella “Fase 2” che il governo di Giuseppe Conte si appresta a varare, un posto importante della manovra deve essere riservato al turismo nella sua interezza, per quello che rappresenta economicamente e per il messaggio che irradia nel mondo.

I tanti segmenti del turismo in Italia sono: turismo in arrivo (incoming) da altri Paesi; viaggi in Italia e all’estero per vacanze (leisure); viaggi in Italia ed all’estero per studio e formazione e gite scolastiche; viaggi e trasferte aziendali in Italia ed all’estero; ospitalità in alberghi e villaggi; agenzie di viaggio; mezzi di trasporto; incentive, convention e congressi; eventi business e consumer; manifestazioni ed eventi musicali, artistici ed enogastronomici; parchi a tema e attività per il tempo libero; servizi per la fruizione del patrimonio ambientale, storico e culturale; attività di animazione, ristorazione, interpretariato; realtà territoriali e produzione di prodotti e artigianato locale.

Sono giorni, settimane, mesi difficili per tutti, ma per gli operatori del turismo lo sono ancora di più. Le necessarie misure restrittive a partire da fine febbraio per arrestare il virus hanno portato alla progressiva chiusura di tutte le attività del settore, con la conseguente impossibilità di generare nuovi flussi economici in entrata. È uno «shock generalizzato, senza precedenti, una vera tempesta» spiega Istat in una nota sull’andamento dell’economia italiana a marzo.

A lanciare l’allarme per salvare questo motore dell’economia, della società, della cultura del Paese e per dar voce all’intera filiera e ai consumatori sono le associazioni ASTOI Confindustria Viaggi (che rappresenta il 90% del tour operating in Italia), FTO-Federazione Turismo Organizzato (che raccoglie il mondo della distribuzione turistica con network e agenzie indipendenti e altri segmenti del settore) e importanti operatori del comparto.

I firmatari, i promotori e i sostenitori del Manifesto per il Turismo Italiano chiedono con urgenza al governo l’adozione di alcune azioni per la sopravvivenza delle imprese e di tutti i lavoratori: la costituzione di un Fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del settore turismo organizzato mediante finanziamenti a tasso 0 e prestiti a fondo perduto proporzionalmente al fatturato di ogni singola azienda del settore; il prolungamento della cassa in deroga; la creazione di Buoni Vacanza da utilizzare per l’imminente stagione estiva.

Il turismo italiano (rappresenta il 13% del Pil nazionale) equivale a 232,2 miliardi di euro, con un’occupazione totale di 3,5 milioni di addetti. (Fonte Enit 2018)

Il turismo organizzato, ad esempio, genera un giro d’affari di oltre 20 miliardi di euro e rappresenta oltre 13.000 aziende, con oltre 75.000 addetti occupati. Mentre l’industria degli eventi genera un giro d’affari di 65,5 miliardi di euro con un impatto sul Pil di 36,2 miliardi, contribuendo all’occupazione con 569 mila gli addetti.

Un altro settore in ginocchio è il traffico aereo che nelle ultime settimane è crollato a livello globale e «su Fiumicino oggi la riduzione è di oltre il 95% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno» fa sapere la Società Aeroporti di Roma in una nota. Le stime a livello europeo sono di una perdita complessiva di oltre 100 milioni di passeggeri nel 1° trimestre 2020.

 

Enzo Di Giacomo 

Foto © Enzo Di Giacomo

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