Turismo, nonostante il coronavirus l’Italia distacca gli altri Paesi Ue

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Il settore dei viaggi è sempre tra i più colpiti quando ad essere interessato è il mondo intero

Sui social tantissime le dimostrazioni d’affetto, con una crescita in percentuale di sentiment positivo (da 4,0% a 4,3%). Tante le manifestazioni di solidarietà fondate su valori che vedono il vivere italiano in modo sempre più esemplare. L’estate è ormai alle porte e, nonostante il Covid-19, i social fanno chiaramente capire che il desiderio di vacanze è molto forte e l’Italia si conferma essere tra le mete più ambite. Dal 18 marzo al 30 aprile, si contano un totale di 617,4 mila mention della Penisola – di cui 32,6 mila comparse sul web e 584,8 mila dai social – che hanno prodotto 186,4 milioni di interazioni, una campagna promozionale spontanee da 331 milioni di euro. Nel corso delle ultime due settimane le citazioni che contengono riferimenti al tema turismo sono aumentate progressivamente. Le reazioni dell’ultima settimana mostrano 20.800 reazioni di gradimento, 3.700 di empatica tristezza, 1.400 di affetto e 1.300 di stupore.Le previsioni del bollettino numero 0 sono solo un ricordo. Per il periodo turistico estivo da giugno ad agosto il numero delle prenotazioni aeroportuali riporta il trend tra i diversi Paesi europei in equilibrio: in Italia si contano 407 mila prenotazioni (-68,5%), in Spagna 403 mila (-63,7%) e in Francia 358 mila (-66,3%). Le strutture ricettive registrano una minore disponibilità di posti letto per il mese di giugno, un segnale che lascia ben sperare. E anche il prezzo medio delle camere in vendita sulle OTA che ha subito un calo generalizzato a febbraio e marzo, si sta risollevando in tutta Italia già in previsione del mese di giugno.

Per gli arrivi aeroportuali l’andamento è ancora molto debole, con perdite dal 1° gennaio al 26 aprile del -63,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 (che sale a -94,7% da marzo e aprile), proseguendo il trend di maggiore profondità di calo dovuto alla domanda internazionale fermata dalle restrizioni antivirus. Scendono gli arrivi dal mercato cinese allo -77,4% (valore massimo) e dagli Usa (-71,7%), contro il calo inferiore del -54,5% registrato dalla Russia. L’analisi degli scenari economici a breve termine indica un recupero completo nel triennio, il turismo complessivamente avrà recuperato i volumi del 2019 e li supererà con un totale di visitatori del +4% rispetto al 2019, trend dettato dal turismo domestico. Ma la situazione mondiale degli arrivi aeroportuali internazionali tra gennaio e marzo 2020, evidenzia un calo generalizzato del -38,2% rispetto al I trimestre del 2019, che vede in testa la diminuzione in Asia e Pacifico con il -48,7%, seguita al secondo posto dall’Europa col -36,4%, dall’Africa e Medio Oriente col -29% e dalle Americhe al -26,7%. In Europa è l’area del Centro-Est europeo a subire il calo più profondo pari al -40,7%, seguita dall’Europa Occidentale col -39,7% e dal Sud Europa col -39,2% mentre l’Europa del Nord limita il danno al -33,9%.

Il settore turistico è sempre tra i più colpiti quando ad essere interessato è il mondo intero. In termini di flussi turistici internazionali, se la crisi provocata dalla SARS nel 2003 ha avuto un impatto dello 0,4% sugli arrivi globali da turismo internazionale e la crisi economica del 2009 ha visto una riduzione del 4%, le previsioni per il 2020 segnalano cali del 20-30% secondo l’OMT (Organizzazione mondiale del Turismo). L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) prevede un ribasso del turismo internazionale del 45-70%.

Per una più rapida ripresa del settore il 27 aprile 2020 si è svolta una videoconferenza tra i ministri del turismo europeo. A presiedere la videoconferenza è stato il ministro del Turismo croato Gari Cappelli. Hanno preso parte alla riunione anche Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, il commissario europeo al Mercato interno, il francese Thierry Breton e il segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo (OMT), il georgiano Zurab Pololikashvili. I ministri hanno concordato la necessità di avere un piano comune per la ripresa, cheil loro settore sia “una delle prioritàdel Fondo per la ripresa Ue (Recovery fund) e supportanoun maggiore coordinamento a livello europeo“.

Per l’immissione di liquidità nel settore gli strumenti menzionati sono stati:                      1) Coronavirus Response Investment Initiative ovvero la Commissione europea ha presentato una serie di proposte (pacchetto CRII) il 13 marzo 2020 per modificare la legislazione che consentirà agli Stati membri di beneficiare di un maggiore sostegno finanziario e assistenza mirata. Il 26 marzo il Parlamento europeo ha votato quasi all’unanimità a favore delle proposte della Commissione. Il Consiglio ha infine adottato il pacchetto il 30 marzo 2020, entrato in vigore il 1o aprile 2020.

2) Sure ossia uno strumento contro la disoccupazione garantito da tutti gli Stati membri, che serve a salvaguardare l’occupazione dei Paesi più colpiti dal Covid-19. Il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni ha spiegato che l’idea è quella di un fondo europeo a sostegno di strumenti tipo cassa integrazione per difendere il lavoro nei Paesi più colpiti.

3) Rafforzamento del COSME cioè la Commissione ha fornito un miliardo di euro dal bilancio dell’Ue come garanzia al Fondo europeo per gli investimenti, per rafforzare gli strumenti finanziari esistenti. Ciò dovrebbe mobilitare 8 miliardi di euro di finanziamento del capitale circolante e sostenere almeno 100.000 piccole e medie imprese e piccole società a media capitalizzazione nell’Ue, anche nel settore del turismo.

4) La Commissione inoltre ha rimodulato le norme per gli aiuti di Stato adottando un quadro di riferimento temporaneo che applica maggiore flessibilità nel consentire agli Stati di sostenere l’economia nell’epidemia coronavirus, di sanare i danni causati alle aziende e di sfruttare appieno la flessibilità esistente nel Patto di stabilità e crescita.

Oltre i finanziamenti un altro tema che ha particolare rilevanza nella ripresa del settore turistico è la mobilità. Quest’ultima è l’anima stessa del turismo. Nel prossimo futuro si parlerà di viaggi e turismo con tutte le precauzioni necessarie. Per far questo, gli Stati devono coordinare i criteri per la riapertura delle strutture turistiche. I ministri hanno proposto che il piano di rilancio dell’industria del turismo dovrà essere capace di integrare misure coordinate e differenziate nel breve e medio termine, volte al sostegno economico del settore. Questo piano risponderebbe anche alle esigenze particolari di alcuni territori, tra cui le regioni ultra-periferiche e le isole e dovrebbe garantire la mobilità intraeuropea sostenendo le compagnie aeree e stabilendo standard di sicurezza comuni.

 

Ginevra Larosa

Foto © Veem, Enit, Nomesparaempresas, Twitter

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