Recovery Fund da 750 milardi. La Commissione dice sì agli eurobond

0
388

Per l’Italia 172,7 di cui circa 82 a fondo perduto. Conte: «Ci abbiamo creduto fin dall’inizio»

L’Unione europea emetterà sue obbligazioni per un valore complessivo di 750 miliardi di euro, di cui 500 da destinare agli Stati sotto forma di sovvenzioni e 250 come prestiti. Il Recovery Instrument prevede, dunque, titoli di debito da porre sul mercato e che dovranno essere rimborsati tra il 2028 e il 2058. Il maxi Fondo sarà parte integrante del Quadro di Bilancio pluriennale europeo 2021-2027 per un totale di 1.850 miliardi. Questa la proposta varata oggi dalla Commissione che ha ampliato il tetto di spesa annua prevista in bilancio portandola al 2% del Pil. Un “pacchetto senza precedenti e sicuramente una risposta massiccia alla recessione in atto. Soprattutto, una mano tesa ai Paesi che più duramente sono stati colpiti dalla pandemia da Covid 19. All’Italia dovrebbe andare la “fetta” di aiuti più consistente: 172,7 miliardi di cui circa 82 a fondo perduto. Seconda la Spagna, terza la Polonia e a seguire Francia e Germania. Anche per i Paesirigoristi” sono previsti aiuti sia in forma di sovvenzioni che di prestiti.

Ora che l’esecutivo guidato da Ursula Von der Leyen ha fatto la sua scelta e presentato il Piano per la Ripresa, la parola passa all’Aula di Strasburgo (anche se questa straordinariamente si è tenuta a Bruxelles, ndr) e al vertice dei ”27” convocato per il 18 giugno. Le trattative sono in corso. L’ostacolo maggiore resta quello dei Paesi del Nord Europa. Nei giorni scorsi hanno dato voce a un forte dissenso rispetto alla linea franco-tedesca. Ma è la decisione di Parigi e Berlino che alla fine ha pesato. Il Piano di Bruxelles – che la presidente Ursula Von der Leyen di fronte al Parlamento europeo riunito questo pomeriggio in sessione plenaria (video di Eurocomunicazione sotto) ha definito il “Next Generation Eu” – ha sposato la proposta di Berlino e Parigi di emettere eurobond e di prevedere 500 miliardi di aiuti a fondo perduto. La visione reazionaria di Olanda, Austria, Danimarca e Svezia è stata superata da una più progressista, propensa a misure tanto straordinarie quanto innovative. Come appunto gli eurobond. Con il Recovery Fund l’Ue farà il suo ingresso sul mercato con emissioni debitorie proprie, per 750 miliardi di euro. Una misura impensabile fino a qualche settimana fa.

Si tratta per la Von der Leyen di «investimenti comuni nel nostro futuro», erogati «attraverso il bilancio comunitario», «che non riguarderanno il debito passato» e che sono destinati «alle priorità della preservazione del mercato unico, delGreen Deal”, della transizione digitale e della resilienza. Investendo insieme nel nostro futuro», ha detto la presidente dell’esecutivo europeo, «moltiplicheranno la prosperità per tutti. Questa crisi non può essere affrontata da nessun Paese da solo. Un’economia in difficoltà da una parte indebolisce una forte dall’altra. Divergenze e disparità aumentano e abbiamo solo due scelte: o andiamo da soli, lasciando Paesi e regioni indietro, o prendiamo la strada insieme. Questo è il momento dell’Europa».

Dall’Italia il premier Giuseppe Conte plaude al lavoro della Commissione. «La direzione è quella indicata da noi. Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio. Cinquecento miliardi a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato e liberiamo presto le risorse». Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, insiste sulla necessità di procedere rapidamente. «Dobbiamo andare veloci e adottare un accordo ambizioso con tutti i nostri partner europei», dichiara. Il fattore tempo resta uno dei nodi più importanti da sciogliere. Rendere disponibili finanziamenti e prestiti troppo tardi rischia di vanificare ogni sforzo.

 

Annamaria Graziano

Foto © Unione europea, BBC, The Telegraph

Video © Eurocomunicazione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui