Memoria del primo film di Sordi a 100 anni dalla nascita

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Ricordo dell’attrice Dria Paola che tenne “a battesimo” il grande Albertone con il film “Cuori nella tormenta” del 1940

Il 15 giugno del 1920 nasceva a Roma in Trastevere l’attore, il regista, il comico, lo sceneggiatore il cantante, e doppiatore che avrebbe rappresentato in tutto il mondo il massimo esponente della cinematografia italiana: Alberto Sordi.

Era nato in via San Cosimato 7 una targa sull’antico edificio lo ricorda. Il padre Pietro era professore di musica e strumentista ed era titolare di tuba contrabbassa presso l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. La madre Maria Righetti, era insegnante elementare. Nella famiglia Sordi, prima di Alberto, erano nati la sorella Savina (1911-1972), il fratello Giuseppe (1915-1990) e la sorella Aurelia (1917-2014), un terzogenito anche lui di nome Alberto era morto nel 1916 dopo pochi giorni di vita quindi il nostro Alberto ne aveva ereditato il nome nel ricordo. Parte della sua infanzia la trascorse nella cittadina di Valmontone di cui il padre era originario. Sin da piccolo cominciò ad improvvisare recite, poi fu ammesso come soprano nel coro di voci bianche della Cappella Sistina all’epoca diretto da don Lorenzo Perosi, questo fino alla precoce trasformazione della voce in basso che divenne da quel momento una delle sue caratteristiche. A 16 anni (1936) incise un disco di fiabe per bambini per la casa discografica Fonit e con il ricavato, interrotti gli studi di Avviamento Commerciale presso l’Istituto “Giulio Romano di Trastevere, con grande afflizione della madre, partì per Milano iscrivendosi al corso di recitazione all’Accademia dei filodrammatici. Più tardi avrebbe comunque conseguito da privatista il diploma da ragioniere per contentare i genitori.

Rientrato a Roma nel 1937 trovò lavoro come comparsa a Cinecittà e apparve per la prima volta come generico, vestito da soldato romano nel film kolossal “Scipione l’Africano”. Nello stesso anno vinse un concorso della casa cinematografica MGM per doppiare la voce di Oliver Hardy, presentandosi con lo pseudonimo Albert Odisor insieme a Mauro Zambuto che prestava invece la voce a Stan Laurel. In un programma televisivo degli anni ’60 Alberto Sordi raccontò: «mi presentai alle audizioni privo di esperienza specifica nel doppiaggio e con poche aspettative di successo, ma fu il direttore della MGM a ritenere che il mio registro di voce basso, fosse ideale per l’abbondante mole del personaggio che dovevo doppiare e fui scritturato senza indugi, debuttando nel ridoppiaggio della comica “Sotto zero”».

Il vero debutto nel cinema, per il quale in questi anni ben poco se ne è parlato, Alberto Sordi lo ebbe in una particina nel filmCuori nella tormenta”. Questo prima pellicola di Sordi fu girato tra febbraio e aprile del 1940. Gli attori principali erano Dria Paola (al secolo Etra Pitteo di cui chi scrive ne sta facendo un libro memorialistico, ndr) che in questo film fa la parte di Teresa (in precedenza aveva girato 27 film tra cui il primo film sonoro italiano “La canzone dell’amore”, interamente ripreso negli stabilimenti cinematografici Cines-Pittaluga di via Veio a Roma nel 1930, e presentato al Supercinema della capitale davanti a Mussolini e dignitari della Real Casa il 7 ottobre 1930). Altri attori di “Cuori nella tormenta” furono Silvia Manto attrice alle prime armi, nella parte della fatale Roberta Lanzi, Camillo Pilotto che aveva in precedenza interpretato vari ruoli in altri film con Dria Paola, nella parte del dottor Fabbri, l’attore Mino Doro nella parte di Piero Trentin, Felice Minotti nella parte di Giovanni padre di Teresa, Amina Pirani Maggi che impersonava Gilda la madre di Teresa, Alberto Sordi nella parte di Giulio Ferri.

La trama: nei pressi di un paesino delle Alpi precipita un aeroplano pilotato da una giovane donna piuttosto eccentrica (Silvia Manto). Viene curata dal medico condotto e la ragazza si ferma nel paese e sembra accettare le attenzioni di una guida alpina. Il medico cerca di convincerla a partire al più presto per non far soffrire la fidanzata della guida (Dria Paola), che deve subire le trascuratezze del fidanzato. Dapprima la donna fatale rifiuta ma a seguito di un incidente automobilistico che mette a repentaglio la vita della fidanzata dell’alpigiano, si decide ad allontanarsi per lasciare che i due giovani ritornino alla loro tranquilla esistenza. Sordi appare nel film mentre balla con una ragazza e vicino la coppia con Dria Paola. Il film fu distribuito nelle sale il 27 maggio del 1940. Alcuni giorni dopo, esattamente il 10 giugno, con lo slogan “Vinceremo” urlato dal balcone di palazzo Venezia, l’Italia entrava in guerra. Nel 1940 Alberto Sordi fu chiamato alle armi. Indossò l’uniforme del Regio Esercito e prestò servizio presso la banda musicale dell’81° Reggimento di fanteria “Torino”, accompagnando le partenze dei militari per la breve campagna francese. Ebbe comunque il tempo per proseguire la sua carriera artistica.

Ritornando al film “Cuori nella tormenta” nel quale appare per la prima volta Alberto Sordi, c’è da dire che il film è di genere drammatico che la regia, il soggetto e la sceneggiatura furono del bravo Carlo Campogalliani con il quale Dria Paola aveva già fatto oltre cinque film in precedenza. Anche Camillo Pilotto aveva lavorato in precedenza con lei in numerosi cortometraggi fra cui il già citato “La canzone dell’amore”. Silvia Manto, nome d’arte di Maria Luisa Mantovani, anche lei debuttante, aveva studiato lingue alla facoltà di Venezia nel 1935 poi aveva seguito corsi di recitazione al Centro Sperimentale di cinematografia, acquisendo il diploma nel 1937. Nel 1943 ritornò a Venezia durante la Repubblica Sociale italiana, per lavorare negli studi installati a La Giudecca e partecipò a quattro film. Nel dopoguerra tornò alla cinepresa nel 1947 ma saranno solo due film ai quali parteciperà per cessare la sua attività definitivamente nel 1952 quando la stella di Alberto Sordi ricominciava a brillare intensamente. Questo film segna invece la fine della carriera di Dria Paola (Etra Pitteo) in quanto volle far scendere un velo di oblio sulla carriera precedente. Parteciperà al film “In cortile” nel 1955 poi scomparirà definitivamente Dria Paola, al secolo Etra Pitteo, ci ha lasciato a 83 anni nel 1993 ed è seppellita come anche Sordi e altri grandi attori nel cimitero Verano di Roma.

Tutte le volte che ebbi modo di incontrarla, fumatrice impenitente, nel suo attico di via Latina, non parlò mai dei suoi trascorsi. Si mostrò sempre una persona pacata e gradevolissima, piena di vitalità intellettiva come sempre è stato anche il grande Alberto Sordi. Nel 2019 a 120 anni dalla sua nascita in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, poiché Etra era originaria di Rovigo, la Polesine Film Commission ha voluto istituire un premio “Dria Paola” che è stato consegnato a Renato Cecchetto originario del Polesine. Così la avvenente attrice che fece innamorare giovani schiere di ammiratori e che “fece parlare il cinema”, è uscita finalmente dal silenzio. Poiché quest’anno, a ottobre, ricorrono 90 anni dalla proiezione del primo film sonoro italiano al Supercinema di Roma, è auspicabile come avverrà a settembre per Alberto Sordi, che il ministero dei Beni culturali possa ricordarla in una serata-evento.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Film Tv, PicClick, Archivio Nonnato Silvia

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