Si aprono le elezioni in Bielorussia dopo una notte di arresti

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Nel Paese governato per lungo tempo dalla stessa persona si potrebbe assistere a una svolta nelle relazioni e nei processi politici

Nella giornata odierna, circa 7 milioni di cittadini bielorussi sono chiamati al voto alle urne. Le votazioni per corrispondenza sono già state avviate lo scorso 4 agosto, i bielorussi si apprestano ad eleggere il prossimo presidente che guiderà il Paese per 5 anni. La sfida attualmente è tra il presidente uscente Aleksandr Lukashenko, al potere dal 1994 in corsa per il 6º mandato e l’ex insegnante di inglese 37enne Svetlana Tikhanovskaya, moglie del famoso blogger e attivista antigovernativo Sergei Tikhanovsky. Tuttavia, nella notte prima dell’apertura dei seggi, una serie di arresti hanno colpito diversi membri del comitato elettorale della candidata all’opposizione. Nel dettaglio è stata arrestata, la responsabile della campagna elettorale Maria Moroz, che probabilmente sarà rilasciata – ma non prima di lunedì – poiché secondo la sua portavoce le accuse contro di lei non sono chiare. Inoltre già nel pomeriggio di sabato, una serie di arresti avevano coinvolto degli attivisti che si erano riuniti pacificamente a Minsk per manifestare. A questo si aggiunge il fatto che anche Maria Kolesnikova stretta collaboratrice del comitato, era stata arrestata e poi rilasciata nello stesso giorno. La sfidante Svetlana Tikhanovskaya, appena ha saputo degli arresti, ha deciso di spostarsi dal suo appartamento a Minsk, per recarsi in una località segreta più sicura.

Il ruolo di Alexander Lukashenko

Lukashenko 65enne, che guida ininterrottamente il Paese sin dal 1994, è stato il vincitore delle tornate elettorali precedenti, nonostante più osservatori esterni hanno ritenuto che, negli ultimi 25 anni, in Bielorussia, non si sono mai tenute elezioni regolari, libere ed eque. Il presidente è comunque molto fiducioso della vittoria, che per essere completa deve attestarsi al di sopra del 80% (come nelle precedenti volte), tuttavia il malcontento tra la popolazione è molto diffuso. Infatti, ci sono state diverse proteste, in particolare nell’ultimo anno; la popolazione lamenta criticità nella gestione dell’emergenza del Coronavirus ed incertezza per la futura situazione economica del Paese a seguito della crisi, inoltre oggetto di dibattito è anche la questione dei diritti umani in quanto la Bielorussia rimane l’ultimo Stato europeo in cui vige la pena di morte. Dal canto suo Lukashenko, si propone come l’unico elemento in grado di garantire la stabilità e accusa l’opposizione di essere in combutta con gli stranieri per destabilizzare il Paese, citando un gruppo di 33 mercenari russi che sono stati arrestati lo scorso luglio, con l’accusa di terrorismo.

Il vento del cambiamento Svetlana Tikhanouskaya

Per risalire alle origini della candidatura di Svetlana Tikhanouskaya, dobbiamo fare un salto indietro di qualche mese. Infatti, in principio i candidati dell’opposizione erano 3, suo marito Sergei Tikhanovsky che era stato arrestato a maggio, per aver partecipato qualche mese prima a una manifestazione non autorizzata. Oltre a lui erano candidati l’ex ambasciatore bielorusso presso gli Stati Uniti Valery Tsepkalo, rifugiatosi in Russia con i figli, al quale era stata negata l’autorizzazione a candidarsi e l’ex banchiere Viktor Babaryko incarcerato con l’accusa di frode, il 18 giugno. A seguito degli arresti, ci si aspettava che nessuno avrebbe portato avanti la loro battaglia, ma 3 donne Svetlana Tikhanovskaya, Veronika Tsepkalova moglie dell’ambasciatore e Maria Kolesnikova collaboratrice dell’ex banchiere, raccolte le firme, hanno deciso di portare avanti lo scontro elettorale contro Lukashenko. Il gruppo ha deciso di convergere sulla figura di Svetlana Tikhanouskaya, che pur senza alcuna esperienza politica è riuscita nelle settimane successive a riempire le piazze con i suoi comizi, lei è portatrice di un programma chiaro e semplice. Il suo obiettivo è vincere le elezioni, per concedere l’amnistia ai prigionieri politici e organizzare, entro sei mesi, elezioni parlamentari e presidenziali libere e trasparenti, per passare il potere al vincitore che sarà democraticamente eletto.

Sulla situazione della tornata elettorale i seggi rimarranno aperti dalle 8 alle 20 orario bielorusso (7-19 in Italia).  Se tra i candidati nessuno otterrà più del 50% dei voti si andrà a ballottaggio, scenario che tuttavia sembra improbabile. L’incontro con la stampa è fissato per la mattinata del giorno successivo al voto, con l’annuncio dei risultati parziali, mentre quelli definitivi saranno approvati entro il 19 agosto.

 

James Sekitoleko

Foto © Agi, Vatican News, Elle.com

Video © Eurocomunicazione

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