Ue, Commissione dà cifre schema Sure: Italia in testa con 27,4 miliardi di euro, poi la Spagna con 21,3

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Roma prima beneficiaria, complessivamente 81,4 miliardi a 15 Paesi per proteggere l’occupazione. Presto firma accordi garanzie per emissione prestiti a 15 anni con tassi bassissimi

La Commissione europea ha presentato al Consiglio Ue le sue proposte per lo schema Sure (dall’acronimo inglese Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, letteralmente “supporto per mitigare i rischi di disoccupazione in caso di emergenza”). Si prevede di stanziare 81,4 miliardi complessivi a 15 Stati membri. Lo si legge in un comunicato dell’esecutivo europeo, già anticipato dal commissario italiano Paolo Gentiloni: all’Italia andrebbero 27,4 miliardi di euro, la cifra più elevata tra i fondi che arriverebbero; a seguire la Spagna dovrebbe riceverne 21,3 miliardi, la Polonia 11,2, il Belgio 7,8, la Romania 4, la Grecia 2,7, la Repubblica Ceca 2, la Slovenia 1,1, la Croazia 1. Agli altri Paesi interessanti (Bulgaria, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta e Slovacchia), infine, andrebbe meno di un miliardo. Si attende ora il via libera dal Consiglio, dopodiché saranno accesi prestiti ai Paesi “a termini favorevoli”, a tassi di interesse molto più bassi di quelli che i singoli Stati spunterebbero sui mercati dei capitali, grazie al programma Sure, fondi che saranno usati per affrontareimprovvisi aumenti della spesa pubblica per preservare l’occupazione“.

La Commissione europea ha dunque proposto di assegnare all’Italia la quota più alta, 27,4 miliardi di euro, del sostegno finanziario di 81,4 miliardi previsti per i 15 Stati membri che avevano richiesto ufficialmente di poter beneficiare dei fondi dello strumento Sure. È la quota più alta ma di un miliardo inferiore rispetto ai 28,4 richiesti dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e da quella del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, con la lettera inviata lo scorso 8 agosto al vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e ai commissari per l’Economia Paolo Gentiloni, per il Lavoro Nicolas Schmit e per il Bilancio Johannes Hahn, con cui i ministri facevano domanda ufficiale di attivazione di Sure per l’Italia. È un elemento fondamentale della strategia globale dell’Ue volta a tutelare i cittadini e attenuare le gravi ripercussioni socioeconomiche della pandemia di coronavirus. Si tratta di una delle tre reti di sicurezza concordate dal Consiglio europeo per proteggere i lavoratori, le imprese e i Paesi membri.

Per il ministro dell’Economia e delle Finanze italiano Gualtieri la decisione della Commissione è un «apprezzamento alle politiche messe in campo in questi mesi dal governo italiano per la salvaguardia dei livelli occupazionali, che sono state ritenute importanti e degne di essere pienamente sostenute, e un riconoscimento della scelta che abbiamo fatto di varare misure molto ampie che sono pressoché integralmente finanziate». Il responsabile dell’Economia ha ricordato pure le principali misure messe in campo dall’esecutivo del Belpaese a sostegno del lavoro e dell’occupazione, dalla Cassa integrazione per tutti i lavoratori dipendenti alle indennità per i lavoratori autonomi di vario tipo, i collaboratori sportivi, i lavoratori domestici e quelli intermittenti, dal fondo perduto per autonomi e imprese individuali al congedo parentale, dal voucher baby sitter alle misure per i disabili, dal credito di imposta sanificazione a quello “Adeguamento Covid”.

 

Elodie Dubois

Foto © Commissione europea

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