L’avvelenamento di Alexeï Navalny, Francia e Germania prendono le distanze dalla Russia

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La risposta di Mosca è dura: «È ora di mostrare le carte». Ma per i medici tedeschi si tratta di “prove inequivocabili”

Alexei Navalny, 44 anni, che si è fatto un nome esponendo la corruzione tra l’élite russa e nell’entourage del presidente Vladimir Putin, si era sentito male e aveva perso conoscenza il 20 agosto su un aereo tra la Siberia e Mosca dopo aver bevuto un tè all’aeroporto. Inizialmente ricoverato in ospedale a Omsk, in Siberia, Navalny è stato trasferito il 22 agosto in Germania, dove i  medici hanno rapidamente sospettato un avvelenamento da una molecola della classe degli inibitori della colinesterasi, che comprende Novitchok, un insieme di agenti nervini sviluppati dall’Unione Sovietica negli anni Settanta. Il suo entourage aveva immediatamente denunciato l’avvelenamento e si era battuto per ottenere un trasferimento medico in Germania, sospettando che i medici russi cercassero di coprire il crimine.

I medici tedeschi avevano inizialmente annunciato che Navalny era stato avvelenato da “una sostanza del gruppo degli inibitori della colinesterasi”, ma non erano in grado di dire quale. Gli esami tossicologici effettuati da un laboratorio dell’esercito tedesco hanno ora fornitoprove inequivocabilidi avvelenamento da parte di un prodotto della famiglia Novitchok, e il governo tedesco afferma che il principale oppositore del Cremlino, Alexei Navalny, è stato effettivamente avvelenato da un agente nervino e chiede alla Russia chiarimentiurgenti“. Questo stesso agente tossico, secondo le autorità britanniche, era già stato usato contro l’ex doppiogiochista russo Sergei Skripal e sua figlia Yulia nel 2018 in Inghilterra: un caso che aveva provocato una crisi diplomatica tra Londra e Mosca.

Dopo la conferma dell’avvelenamento le diplomazie europee hanno espresso la loro indignazione e chiesto collettivamente spiegazioni, esortando il Cremlino a condurre un’indagine urgente e trasparente per chiarire l’origine di questoatto spregevole e vile“. La leader tedesca Angela Merkel ha denunciatoun criminevolto amettere a tacerel’avversario di Vladimir Putin. «Ora si pongono domande molto serie, alle quali solo il governo russo può e deve rispondere», ha avvertito la Cancelliera. La Francia si è unita a queste denunce attraverso la voce del capo della diplomazia, Jean-Yves Le Drian: «Voglio condannare con la massima fermezza l’uso sconvolgente e irresponsabile di un tale agente neurotossico».

Le diplomazie occidentali esortano le autorità russe ad aprire un’indagine rapida e trasparente, che è l’unica in grado di stabilire le circostanze in cui l’atto è stato commesso. La Casa Bianca ha detto di essere “molto disturbata” dai risultati degli esami medici effettuati in Germania e ha trovato l’avvelenamento “assolutamente riprovevole”. La Russia dice di essere pronta a collaborare, ma, sostenendo  che non si può parlare di avvelenamento fino a quando una sostanza non è stata identificata, si è  finora rifiutata di aprire un’indagine penale, limitandosi a indaginipreliminari“. La Germania, che presiede attualmente il Consiglio dell’Unione europea, se Mosca non fornisce le risposte attese sull’avvelenamento di Alexei Navalny, non esclude conseguenze per il progetto del gasdotto Nord Stream 2 che collega la Russia alla Germania, in costruzione sotto il Mar Baltico, gasdotto quasi completo che potrebbe entrare in servizio già l’anno prossimo. Mentre Alexei Navalny «pur continuando a migliorare», ha dichiarato il Charity Hospital di Berlino dove viene curato, resta “grave” e benchè uscito dal coma, resta ancora “sotto assistenza respiratoria”.

La risposta di Mosca è stata dura: «Stiamo aspettando l’ambasciatore tedesco. È ora di mostrare le carte», l’affondo della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, per la quale è chiaro a tutti che «Berlino stia bluffando». Insomma, il clima è particolarmente teso. Sul caso, tra l’altro, interviene anche l’Alta commissaria delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Michelle Bachelet, che esorta il governo russo «a svolgere, o collaborare pienamente con, un’indagine approfondita, trasparente, indipendente e imparziale». Intanto un nuovo attacco sospetto è avvenuto nelle scorse ore nel quartier generale della squadra di Navalny a Novosibirsk. Due uomini con tute e maschere hanno lanciato un liquido giallo con un forte odore chimico. Secondo quanto riferito alla Cnn dall’attivista Olga Guseva, almeno tre volontari presenti nell’ufficio avrebbero avuto un malore dopo l’aggressione, con vertigini e convulsioni.

Parigi ha annunciato il rinvio di una riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa di Francia e Russia prevista per il 14 settembre a Parigi, a causa delle tensioni legate all’avvelenamento dell’oppositore russo. «Alla luce delle circostanze attuali e dopo uno scambio con le autorità russe, si è deciso di rinviare a una data successiva la riunione del Consiglio franco-russo per la cooperazione sulle questioni di sicurezza», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri francese, Agnes von der Muehll. Il precedente “2+2” (Affari esteri e Difesa) tra Jean-Yves Le Drian, Florence Parly, Sergei Lavrov e Sergueï Choïgou nel settembre 2019 a Mosca aveva dato il via al “dialogo strategico” invocato dal presidente Emmanuel Macron. Il capo dello Stato, giudicando che la Russia guardasse troppo alla Cina, aveva poi scommesso su questo riavvicinamento per cercare di creare un clima di distensione in Europa e di risolvere il conflitto ucraino, sullo sfondo di una nuova guerra fredda con Mosca.

 

Rossella Vezzosi

Foto © The Guardian, The Wall Street Journal, Time24 News, France Culture

 

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