L’esposizione di Claudio Bissattini a Marino: a waste land

La pittura come metafora della disgregazione e della crisi nello sguardo colto e lucido dell’artista romano

Un cumulo di immagini infrante, di oggetti disfatti e abbandonati popola l’immaginario pittorico di Claudio Bissattini. Un mondo nel quale non c’è spazio per l’uomo, ma solo per gli esausti residui di vite estinte. Cifra peculiare il disfacimento, osservato con una oggettività che non è mai algida, nella quale si cela anzi un sentore di rimpianto.

Terra di nessuno è il titolo della mostra che inaugurerà il prossimo 3 ottobre nelle sale del Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino, organizzata e realizzata da Michelangelo Contemporanea Art Gallery, a cura di Lorenzo Canova.

Percorso lungo ed eclettico quello di Bissattini, sempre improntato a una grande attenzione verso il dato prettamente pittorico. Nella sua ultima declinazione, dal carattere prossimo all’iperrealismo, il pittore sembra riassumere le istanze decisive della riflessione sul linguaggio estetico. La sua visione evoca il segno della Pop Art, con quel suo indagare attorno alla semplicità delle cose e ai suoi molteplici significati, al concetto di merce e di consumo, ma anche la complessità della nuova figurazione europea.

Bissattini è perfettamente consapevole della grande tradizione, intercetta le vibrazioni che provengono dal passato. L’interrogarsi sul caos, sulla finitezza inevitabile delle cose, porta l’artista a comporre vere e proprie nature morte del mondo post-moderno, eludendo qualsiasi tentazione di denuncia sociale o ecologica. Lo spettatore si trova di fronte immagini reali e visionarie al tempo stesso, discariche del mondo contemporaneo o deserti inabitabili di un prossimo futuro, orfani di un’umanità estinta. Come nel racconto Terre basse di Thomas Pynchon, l’ambientazione è quella di una discarica ingombra di rifiuti e di pile di pneumatici sul punto di crollare, simbolo di una realtà in disfacimento. Perché la pittura di Bissattini richiama fortemente la cultura nord-americana.

Nel contempo Bissattini è un pittore fortemente romano, legato all’ambiente in cui vive. La serie dedicata all’idroscalo e a Pasolini ne è testimone. Dietro gli oggetti c’è tutto un universo. Per questo il pittore se ne appassiona. Prive della loro funzione originaria, le cose assumono una metafisica profondità. La loro bellezza appassita rifiorisce nelle istanze di un segno cromatico sempre curato e accattivante, pregno di significato. Allo spettatore attento non sfuggiranno gli indizi più oscuri disseminati nella tele, quelle zone dove l’evidenza iperrealistica cede il passo al non finito, dove il reale diviene ombra indistinta, quella Terra di nessuno evocata dal titolo. Perché l’artista, novello Orfeo, cerca di sottrarre più cose possibili all’infero oblio, al disfacimento che sempre minaccia le nostre vite.

Completa l’offerta espositiva un interessante catalogo, con un illuminante saggio di Lorenzo Canova, un piccolo contributo nel quale il grande scrittore americano Jonathan Franzen esprime il proprio apprezzamento per la pittura di Bissattini e un racconto dello scrittore Riccardo Cenci ispirato alla poetica dell’artista.

 

Pierfrancesco Mailli

Foto © Bissattini immagini

 

 

Claudio Bissattini Terra di nessuno

Marino – Museo Civico U. Mastroianni

3 ottobre – 3 novembre 2020

Orario 9-13 15-19 tutti i giorni (chiuso lunedì e giovedì)

Ingresso gratuito

Inaugurazione 3 ottobre ore 18.00

A cura di Lorenzo Canova

Ideazione Fabio Cozzi

Organizzazione e realizzazione Michelangelo Contemporanea Art Gallery

Coordinamento Rossella Adduci

Con il patrocinio della Regione Lazio

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