House of Gucci, una storia di potere e ambizione

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La moda, il made in Italy, l’ascesa e un omicidio che ha segnato il Paese

Ridley Scott ci regala un film forte, intenso e mai banale. I 165 minuti di House of Gucci sono ricchi di pathos, raccontano la storia di una famiglia, dell’arrivismo di una donna, dell’ascesa al potere e delle ripercussioni legate a questo.

Se il successo del film lo decretano in parte gli attori, il cast di House of Gucci è stellare, composto da nomi notevoli e premi Oscar. Sono due le colonne portanti che spiccano: Al Pacino e Jeremy Irons.

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La verve, la presenza scenica, l’assoluta consapevolezza dei ruoli interpretati conferiscono alla pellicola quella giusta capacità di attirare l’attenzione e incollarti alla poltrona del cinema, non per gli effetti speciali ma perché resti affascinato da una recitazione ad alti livelli.

Lady Gaga impersona Patrizia Reggiani e ci dà nuovamente prova delle sue capacità attoriali. Un’artista completa che riesce a far suo un ruolo complicato, acquistandone sembianze, movenze e conferendo il carisma che solo lei riesce a ottenere.

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Adam Driver è un perfetto Maurizio Gucci. Dai tratti somatici alla personalità dapprima riservata e timida e poi più spavalda, Driver ripercorre ogni caratteristica del suo ruolo dando modo allo spettatore di conoscere le diverse sfaccettature di un uomo che a un certo punto cambia il proprio carattere e inizia a godere del suo potere e dei privilegi. Un’ambizione, la sua, che dal nulla emerge fino a rinnovare il nome di Gucci assumendo uno stilista americano emergente, Tom Ford (Reeve Carney).

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Degno di nota è un irriconoscibile Jared Leto, superbo in una rappresentazione mai banale e così incisiva portando in scena un umorismo tragico. Fanno parte del cast anche Salma Hayek e Camille Cottin.

L’attesissimo House of Gucci, distribuito da Eagle Pictures, esce al cinema il 15 dicembre ed è pronto a far parlare di sé.

La storia

House of Gucci è ispirato alla storia della dinastia Gucci, tra le più celebri nel mondo della moda. Il film racconta di quando Patrizia Reggiani, una ragazza di umili origini, entra a far parte della famiglia. La sua sfrenata ambizione inizierà a incrinare i rapporti familiari, innescando una spirale incontrollata di tradimenti, avidità, ambizione e vendetta. Il triste finale è noto al mondo intero.

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House of Gucci è la storia di un dramma familiare segnato dagli scandali. L’esplorazione di tre decenni dell’intricata storia della famiglia Gucci. Un brand che ha fatto la  storia della moda italiana, creato dal rinomato fondatore del marchio di moda Guccio Gucci che aprì il suo primo negozio di pelletteria a Firenze, cento anni fa.

Una trama intricata immagine di un’epoca

La storia si dipana dalla fine degli anni Settanta, in un momento particolare per la storia del celebre impero della moda italiana.

Il business di Gucci veniva gestito dallo scaltro Aldo (Al Pacino) e dal fratello, decisamente più conservatore, Rodolfo (Jeremy Irons). Paolo (Jared Leto) è l’eccentrico figlio di Aldo e ambisce a diventare un designer di moda contrapponendosi totalmente al carattere più timido di Maurizio, il figlio di Rodolfo, un ragazzo che ci appare subito iper-protetto e intenzionato più a studiare legge che prendere il testimone di un impero internazionale di moda.

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L’incontro con Paola Reggiani cambia completamente la vita di Maurizio Gucci. L’astuzia di Patrizia nel riconoscere in quel timido ragazzo la possibilità di cambiare la propria vita è sorprendente.

Non vi racconteremo ulteriormente la trama per darvi modo di conoscere la storia così come la rivela il regista Ridley Scott.

Una famiglia da raccontare

Le storie familiari hanno sempre esercitato un certo fascino a livello cinematografico.

Dopo la pubblicazione di “The House of Gucci: A Sensational Story of Murder, Madness, Glamour and Greed” di Sara Gay Forden nel 2001, la Scott Free, la casa di produzione del regista/produttore Ridley Scott, ha opzionato i diritti del film. La sfarzosa ascesa e caduta della famiglia Gucci, attraverso tre generazioni, caratterizzata da stravaganze, avidità, tradimenti e un omicidio rappresentava un soggetto irresistibile.

L’idea del film è nata dalla moglie di Ridley, Giannina, che aveva letto il libro venti anni fa, rimanendo affascinata dalla storia dei Gucci e da ciò che significa per una famiglia gestire una dinastia della moda. «Ero incuriosita da quanto fosse piena di passione questa tragica storia», spiega Giannina Scott.

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«La dinastia Gucci era come la famiglia reale nell’industria della moda e la sua distruzione proveniva dall’interno della famiglia stessa. È una storia familiare affascinante», sottolinea Ridley Scott.

Il talento di Lady Gaga, eclettica ed esplosiva

Dietro la sceneggiatura, le dinamiche delle relazioni tra i personaggi si nascondono molte ricerche, la lettura di centinaia di articoli e di atti del processo per omicidio.

«Aldo ama davvero suo figlio ma allo stesso tempo riconosce le sue inadeguatezze. Come dice lui mio figlio è un idiota ma è il mio idiota», precisa Al Pacino. E la differenza tra i due fratelli si percepisce anche nel rapporto che instaurano con Patrizia. Se Rodolfo la guarda dall’alto in basso, Aldo vede in lei uno spirito affine.

Patrizia Reggiani è una donna aggressiva, manipolatrice, capace di qualsiasi cosa, come di convincere il marito a sbarazzarsi degli altri membri della famiglia dall’azienda.

Lady Gaga, dopo aver stupito il pubblico con la sua interpretazione in A Star is Born, per il quale ha ricevuto una nomination all’Oscar come miglior attrice e ha vinto per la migliore canzone originale, ha dato nuovamente prova del suo talento. «Un vero motore di creatività», come l’ha definita Scott.

Il ruolo dell’ambiziosa Patrizia si contrappone completamente all’ingenua innocente e amorevole protagonista del suo primo film. «Ha fatto tante ricerche sul suo personaggio e si è impegnata molto. Ha mostrato le varie sfaccettature di Patrizia Gucci, passando dall’essere affettuosa e amorevole all’essere determinata e sicura. Ha interpretato meravigliosamente tutte le sfumature di Patrizia», dice il produttore Kevin Walsh.

Le riprese del film

House of Gucci è stato girato in quarantatré giorni e in sequenza, soprattutto a Roma, con ulteriori location nel nord Italia.

Ridley Scott si è affidato al suo cast tecnico con cui ha lavorato a diversi progetti. «Non c’è un team di film-maker migliore al mondo. Siamo stati in grado di finire il film al di sotto del budget previsto e con una settimana di anticipo, anche se abbiamo girato sotto restrizioni Covid», racconta il produttore Walsh. Sono i dettagli nei film di Ridley Scott che fanno la differenza.

«Come un pittore, vede l’atmosfera attraverso il colore. In House of Gucci c’è molto colore, soprattutto nella sezione iniziale e man mano che si scende verso la tragedia, passa a colori più scuri», rivela Giannina Scott.

«È come se il cast fosse un insieme di strumenti musicali diversi, come un’orchestra, tutto dalla batteria ai bassi, agli ottoni, ai fiati e agli archi. Poiché siamo tutti così diversi come attori, Ridley è colui che dirige una sinfonia di tutti questi diversi elementi orchestrali», descrive Lady Gaga.

Eleganza e lusso

Dal film emerge prepotentemente lo stile visivo fatto di eleganza e lusso in un mondo di privilegi dove non si bada a spese e a budget o programmi da rispettare.

Roma, Milano, New York sono le location della sceneggiatura anche se la maggior parte del film è stata girata nella capitale italiana, con interni a Cinecittà.

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La produzione ha girato alcuni esterni e interni a Milano, compresa una scena che è stata progettata per sembrare il centro di Manhattan. Si sono poi spostati in una villa vicino al lago di Como. La catena montuosa delle Dolomiti ha sostituito le Alpi, dove la famiglia Gucci trascorreva le vacanze invernali.

La scena dell’omicidio possiamo definirla una licenza poetica che lo scenografo Arthur Max si è concesso. La location milanese del vero omicidio era poco cinematografica e i film-maker hanno cercato un’atmosfera più intensa individuata in una zona di Roma che è un collage di stili architettonici, gotico, rinascimentale e arabo.

La moda parte integrante del film

La scelta dell’abbigliamento, i gioielli, le scarpe, le borse sono protagonisti di House of Gucci quasi quanto gli attori. Gli accessori, specialmente i gioielli, erano essenziali per il look di Patrizia, sostiene la costumista Janty Yates.

La maggior parte dei gioielli è stata noleggiata da un gioielliere di alto livello a Roma. Boucheron e Bulgari hanno fornito alcuni dei pezzi più preziosi. Le calzature di Patrizia sono state realizzate appositamente da un’azienda romana, Pompei.

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La prima immagine che appare di Patrizia Reggiani è quando sta uscendo da una macchina fuori dalla ditta di trasporti del padre. Un gruppo di camionisti la ammira per un abito aderente che indossa. «Il suo vestito va-va-voom è un omaggio alla creazione originale di Yves Saint Laurent adattata alla vita sottile e alla figura a clessidra di Lady Gaga», riferisce Yates.

La fine di un successo familiare e la presenza nell’Olimpo della moda

House of Gucci rappresenta la fine del controllo della famiglia Gucci sul suo vasto impero della moda, ma anche il tramonto dei marchi di moda di proprietà privata e l’inizio del controllo conglomerale dell’industria.

«Questo è un film sul potere e un film sulla famiglia. È un film sulla passione, l’arte, la creatività e naturalmente la moda. Parla di lealtà e di tradimento», ha spiegato Leto.

 

Alessandra Caputo

Foto © Courtesy of Metro Goldwyn Mayer Pictures Inc.

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