Manifestazione di interesse da parte del Gruppo MSC e Lufthansa per acquisire la quota di maggioranza
La nuova compagnia aerea Ita Airways, nata dalle ceneri di Alitalia, è partita il 15 ottobre 2021. Certamente l’avvio in un periodo di bassa stagione, quando il trasporto passeggeri si riduce dopo il boom della stagione estiva, non ha aiutato la start up. In più aggiungiamo il perdurare della pandemia che ha ridotto drasticamente il numero dei passeggeri negli aeroporti italiani, segnando 80,7 milioni nel 2021 con una contrazione del 58,2% rispetto al 2019 e il quadro si completa.
I risultati ottenuti nei primi 2 mesi e mezzo (15 ottobre 2021-31 dicembre 2021), pur essendo in linea con il piano industriale secondo le dichiarazioni del presidente, Alfredo Altavilla, e dell’amministratore delegato, Fabio Lazzerini, non inducono all’ottimismo. Ciò in virtù del fatto che sono stati registrati 86 milioni di euro di ricavi, i passeggeri trasportati sono stati 1.260.000. Le stime dei ricavi a settembre erano di 173 milioni di euro nei primi due mesi e mezzo, inferiori di oltre il 50%.
«I ricavi del 2021 sono stati il 50% in meno rispetto al piano industriale, influenzati da alcuni fattori come la pandemia. Poi non abbiamo vinto il bando di gara della Sardegna e non abbiamo potuto cominciare la campagna pubblicitaria per vendere i biglietti fino al 5 di ottobre», spiega Alfredo Altavilla nel corso dell’audizione alla Commissione Trasporti della Camera. «È necessario integrare la compagnia all’interno di un’alleanza a condizioni di pari dignità che garantisca crescita e risultati economici positivi. E che, inoltre, sfrutti e valorizzi le potenzialità di Fiumicino e Linate per generare traffico per Ita Airways. Evitando, così, di diventare la ruota di scorta di altri vettori per fare fideraggio in Europa», prosegue Altavilla. «Stiamo parlando di un’alleanza di equity e ci sono contatti con molteplici operatori sia europei che extraeuropei».
Prossimi obiettivi
Le previsioni economiche del Piano industriale 2021-2025 stimano un fatturato che raggiungerà 3.329 milioni di euro. Un risultato economico (EBIT), dunque, di 209 milioni di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il 3° trimestre del 2023.
A preoccupare non sono soltanto i risultati sin qui ottenuti, ma una strisciante lotta di potere fra il presidente e l’amministratore delegato che potrebbe portare, stando ai rumors sempre più insistenti, all’allontanamento di Fabio Lazzerini. E questo non giova alla navigazione del nuovo vettore in un momento così critico.
Alfredo Altavilla, Fabio Lazzerini
In tutto questo c’è la volontà di cedere la quota di maggioranza annunciata in una nota dalla Compagnia aerea che “ha ricevuto oggi (24 gennaio) una Manifestazione di Interesse da parte del Gruppo MSC e Lufthansa per acquisire la maggioranza di Ita Airways. Il Gruppo MSC ha concordato con Lufthansa la sua partecipazione alla partnership a termini da definire durante la Due Diligence. Sia il Gruppo MSC che Lufthansa hanno espresso il desiderio che il Governo italiano mantenga una quota di minoranza all’interno della Società. Inoltre, il Gruppo MSC e Lufthansa hanno richiesto 90 giorni di esclusiva per lavorare su questa manifestazione d’interesse”.
“Ita Airways è soddisfatta che il lavoro svolto in questi mesi per offrire le prospettive migliori alla società stia cominciando ad avere i risultati attesi. Ovvero una compagnia riconosciuta valida per partner di calibro internazionale sia sul trasporto passeggeri che sul cargo. Il cda esaminerà in una prossima riunione i dettagli della manifestazione d’interesse stessa“.
Ita Airways si espande, aumenta il numero degli aerei con l’ordinazione di 28 aeromobili Airbus. Nel 2022 la flotta crescerà sino a 78 aeromobili per arrivare a 105 entro la fine del 2025. I dipendenti da 2.800 (1.250 staff e 1.550 personale navigante) cresceranno di 1.000 unità nel 2022 per arrivare a 5.750 persone nel 2025 e l’esigenza è quella di vendere la quota di maggioranza. Che, una volta avvenuta, porta il comando nelle mani dei nuovi padroni stranieri e Ita Airways nata per ri-avere una compagnia di bandiera italiana verrà inglobata come una low cost qualsiasi.
Se i rumors sulle dimissioni di Fabio Lazzerini dovessero concretizzarsi, Ita Airways perderebbe un tecnico che ha passato la vita nel trasporto aereo e la guida assunta da un presidente che ha trascorso la sua nel mondo delle automobili.
Domenico Cempella
È da ricordare (e sottolineare) che il periodo migliore della storia contemporanea di Alitalia è stato il quinquennio 1996–2001. Allorquando ai comandi della compagnia aerea erano stati chiamati l’ingegner Fausto Cereti, in Fiat Avio all’inizio della carriera di manager per poi passare ad Aeritalia e ad Alenia Aerospazio; e Domenico Cempella, una vita trascorsa nel trasporto aereo, assunto nel 1958 con la qualifica più bassa della categoria impiegatizia per arrivare sino alla carica di amministratore delegato sino alle dimissione avvenute il 2 febbraio 2001. La fine “dell’era Cempella” ha segnato una lenta agonia di Alitalia sino ad arrivare all’amministrazione controllata nel 2008.
Enzo Di Giacomo
Foto © ITA Airways – Alitalia













