Ucraina, il voto all’Onu dovrebbe destare più attenzione

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Ucraina

Il disastro della guerra colpisce sempre più i cittadini inermi che continuano a difendersi come possono o cercano di scappare nei Paesi vicini

Nel settimo giorno di invasione dell’Ucraina si stimano circa duemila morti tra i civili. Bombe e missili russi colpiscono anche stazioni tv e università.

La città di Kherson, centro strategico nell’Ucraina meridionale, è stata conquistata dalle forze russe. I bombardamenti su Kharkiv hanno colpito almeno tre scuole e la Cattedrale dell’Assunzione della città. Inoltre gravi danni sono inflitti anche a Okhtyrka, dove decine di edifici residenziali sono stati distrutti. La città portuale di Mariupol, situata sulla costa settentrionale del mar d’Azov, al centro di un assalto delle forze russe, non ha più acqua mentre 500mila persone sono rimaste bloccate.

Le accuse dei primi cittadini

L’allarme arriva dal sindaco di quest’ultima città, Vadym Boichenko, come riporta il Guardian. «Le forze di occupazione della Federazione russa hanno fatto di tutto per bloccare l’uscita dei civili dalla città, mezzo milione di persone», afferma, precisando che «non possiamo nemmeno prendere i feriti dalle strade, dalle case e dagli appartamenti, poiché i bombardamenti non si fermano».

«Non possiamo contare il numero delle vittime, ma crediamo che almeno centinaia di persone siano morte. Non possiamo entrare per recuperare i corpi», spiega il vicesindaco di Mariupol, Sergiy Orlov, alla Bbc. Poi sottolinea che un distretto lungo il fiume, normalmente abitato da 130.000 persone, è stato quasi completamente distrutto. «L’esercito russo qui sta mettendo in campo tutte le sue armi: artiglieria, sistemi di lancio di razzi, anche tattici e aerei. Stanno cercando di distruggere la città».

L’ipotesi di un cessate il fuoco sarà sul tavolo dei negoziati tra Russia e Ucraina, riferisce il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, citato da Interfax.

Putin sbaglia i conti

In un video su Telegram pubblicato dal Servizio di sicurezza di Kiev parla un militare russo catturato: «Putin pensava di prendere l’Ucraina in tre giorni. Le scorte di viveri che ha distribuito ai suoi soldati quando li ha inviati a combattere bastavano per quel lasso di tempo. Per ordine della massima dirigenza della Federazione russa, inoltre, i militari sono stati privati di cellulari e documenti». Il soldato compare seduto, con le mani legate dietro la schiena e con una benda vistosamente insanguinata intorno alla fronte.

Le autorità ucraine hanno reso noto che oltre duemila civili sono stati uccisi dall’inizio dell’invasione russa. “Bambini, donne e forze di difesa perdono la vita ogni ora“, si legge in un comunicato diffuso dai servizi di emergenza e rilanciato dai media internazionali. “Durante i sette giorni di guerra, la Russia ha distrutto centinaia di snodi di trasporto, edifici residenziali, ospedali e asili. Mentre i soccorritori hanno spento più di 400 incendi scoppiati dopo i bombardamenti in tutto il Paese e disinnescato 416 esplosivi”.

L’Ucraina rivendica di aver ucciso 5.840 soldati russi, di aver abbattuto 30 aerei, 31 elicotteri e almeno 211 carri armati“. Lo scrive il quotidiano Kyiv Independent in un bollettino giornaliero, la cui attendibilità non può essere verificata. Si parla anche della “distruzione di 862 veicoli blindati, 85 sistemi di artiglieria, 9 antiaerei, 60 serbatoi di carburante, 355 non meglio precisati veicoli e di aver catturato 40 tubi lanciarazzi”.

Il voto sulla risoluzione contro Mosca dell’Onu

«La Russia sta muovendo armamenti eccezionalmente letali in Ucraina, comprese bombe a grappolo e termobariche»: accusa l’ambasciatrice Usa all’Onu Linda ThomasGreenfield intervenendo al Palazzo di Vetro prima del voto sulla risoluzione contro Mosca per l’invasione dell’Ucraina.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che comprende tutti gli Stati membri, ha votato con una sessione di emergenza una risoluzione per condannare l’invasione in Ucraina, e per chiedere alla Russia di ritirare l’esercito. Dei 193 Paesi membri, 141 hanno votato a favore della risoluzione, 35 si sono astenuti e 5 hanno votato contro. Dei cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) uno ha appoggiato la risoluzione e tre si sono astenuti.

La risoluzione votata mercoledì 2 marzo 2022 chiedeva la fine della guerra e il ritiro immediato dei soldati russi dall’Ucraina. Anche la Serbia, storico alleato della Russia e tra i pochi a non aver imposto sanzioni ha votato a favore. Sorpresa anche dagli Emirati Arabi Uniti, in buoni rapporti con la Russia.

Contro e astenuti

A votare contro sono stati 5 Paesi: la Russia, la Bielorussia, stretta alleata che ha accettato di fare da porta d’accesso e deposito di armi per l’invasione, l’Eritrea, la Corea del Nord e la Siria.

Si sono invece astenuti 35 Paesi, tra cui molti Paesi africani, ad esempio Angola, Congo, Mali, Mozambico, Senegal, Sudan e Sud Sudan. Nota è anche l’influenza cinese nel continente, che infatti ha espresso identica posizione.

Quale sarà il vero rischio per l’Occidente? La Cina o la Russia? In un analisi più attenta si nota come sia la prima a influenzare le decisioni di alcuni dei Paesi più estesi nel Mondo. E oltretutto è sempre la Cina che con l’astensione, di fatto, non si schiera né da una parte né dall’altra, approfittando, forse, della situazione per crescere economicamente e non solo.

Il voto, in questo caso, esprime uno schiacciante isolamento diplomatico della Russia per quanto riguarda la decisione di invadere l’Ucraina. Ma siamo sicuri che l’Occidente e in particolare l’Europa stiano considerando la situazione nella sua globalità?

L’Onu si svuota

Diplomatici e ambasciatori hanno lasciato in massa l’aula del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra quando il ministro degli Esteri della Russia, Sergei Lavrov, ha iniziato il suo intervento in collegamento con l’Onu.

Quella di Lavrov è ”disinformazione totale” e non merita l’attenzione dei diplomatici, scrive su Twitter la ministra degli Esteri britannica Liz Truss. “La Russia è isolata e dovrebbe vergognarsi di sedere alle Nazioni Unite”.

Le parole di Lavrov

«Per la Russia è inaccettabile la presenza di armi nucleari americane in Europa», dichiara Lavrov davanti a una platea vuota. «Per noi è inaccettabile che, contrariamente ai principi fondamentali del Trattato di non proliferazione, armi nucleari statunitensi siano ancora presenti sul territorio di alcuni Paesi europei». Poi sottolinea l’importanza di evitare una nuova corsa agli armamenti ed esorta Washington ad aderire a una moratoria sul dispiegamento di missili a corto e medio raggio in Europa.

In una conferenza stampa di questa mattina (3 marzo 2022) Lavrov tuona contro Washington. «La Russia è pronta al dialogo con i Paesi occidentali esclusivamente sulla base del rispetto dei reciproci interessi e dell’uguaglianza. È chiaro che la terza guerra mondiale può essere solo nucleare. Ma attiro la vostra attenzione sul fatto che è nella testa dei politici occidentali che una guerra nucleare gira costantemente, e non in quella dei russi. La Russia non permetterà che qualunque tipo di provocazione la costringa a perdere l’equilibrio. Washington domina l’Europa come Napoleone o Hitler hanno fatto a suo tempo. La Russia si aspetta che l’isteria svanirà e che l’Occidente ne uscirà fuori», ha aggiunto il capo della diplomazia russa.

Il problema dei profughi

In un tweet l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, rende noto che: “Un milione di persone sono fuggite dall’Ucraina da quando le forze russe hanno invaso il Paese. In soli sette giorni abbiamo assistito all’esodo verso i Paesi vicini. Per molti altri milioni di persone, all’interno dell’Ucraina, è tempo che le armi tacciano, in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria vitale“.

Si aggirano intorno a mille al giorno gli ingressi in Italia di ucraini in fuga. Il flusso – in aumento – è iniziato negli ultimi giorni e finora – secondo quanto si apprende – si contano circa 4mila arrivi, per la stragrande maggioranza donne e bambini. Gli ucraini entrano principalmente dal confine friulano e poi si sistemano autonomamente presso familiari sparsi sul territorio nazionale (sono 240mila). Si stanno attivando per l’ospitalità anche famiglie di italiani che hanno dipendenti ucraini. In caso di intensificazione del flusso scatterà il piano del Viminale che prevede l’attivazione a breve di cinquemila posti nei Centri di accoglienza straordinari e tremila nel sistema Sai di accoglienza e integrazione.

Chiesa

A risultare rilevanti sono le prime prese di distanza tra la base della Chiesa ortodossa russa e il Patriarcato di Mosca guidato da Kirill. «Piangiamo il calvario a cui nostri fratelli e sorelle in Ucraina sono stati immeritatamente sottoposti», afferma un gruppo di 236 sacerdoti e diaconi della Chiesa ortodossa russa. Definiscono la guerra in Ucrainafratricida“, chiedono la riconciliazione e un immediato cessate il fuoco. Il Patriarcato di Mosca è storicamente legato a doppio filo con il Cremlino. Non ci sarebbero tra le firme quelle di metropoliti, le figure più alte in gerarchia. La lettera è aperta ad altre firme.

Commenti Usa, Unione europea e Regno Unito

Nella notte è arrivato anche l’atteso primo discorso sullo Stato dell’Unione di Joe Biden. Accolto alla Camera da standing ovation e applausi bipartisan, il presidente americano ha mandato messaggi chiari a Vladimir Putin. Infatti lo ha definito un “dittatore” che “pagherà un prezzo alto” per l’invasione dell’Ucraina. Poi l’annuncio anche della chiusura dello spazio aereo Usa alle compagnie russe e l’avvertimento agli oligarchi di Mosca: «vi sequestreremo yacht, appartamenti lussuosi e jet privati».

«Offriremo protezione a chi cerca riparo e aiuteremo chi cerca un modo sicuro per tornare a casa», afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando la proposta di Bruxelles per sostenere le persone in fuga dalla guerra in Ucraina.

«No, non stiamo entrando in guerra. Stiamo rispondendo a una richiesta di aiuto, fornendo supporto. È un Paese invaso da Putin, è legittima difesa anche perché cittadini russi stanno protestando. Non stiamo entrando in guerra, stiamo facendo arretrare Putin», ha detto stamattina il ministro degli esteri Luigi Di Maio, rendendo noto che l’ambasciatore Zazo, spostatosi a Leopoli, «stanotte ha portato fuori da Kiev circa 100 nostri connazionali, 20 minori e circa 10 neonati».

La Spagna invierà direttamente alla resistenza ucraina «materiale militare offensivo». Ad annunciarlo in Parlamento il premier, Pedro Sánchez. «Queste armi si aggiungeranno a quelle che la Spagna destina a un fondo comune europeo».

Il premier britannico Boris Johnson ha ribadito l’impegno del Regno Unito a rafforzare le sanzioni contro la Russia, il regime di Putin e gli oligarchi. Ma anche a fornire armi a Kiev e ad aprire la porte a chi fugge “dal disastro umanitario” che sta emergendo in Ucraina. Promette, anche, di renderle più stringenti se il presidente russo non «invertirà la marcia dei suoi tank».

 

 

Ginevra Larosa

Foto © CronacaNews
Video © Eurocomunicazione

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