La figura emerge dal profondo della nostra storia collegata a eventi fondamentali riguardanti la vita e morte di Cristo
È in corso presso i musei San Domenico di Forlì, fino al 10 luglio 2022, la grande mostra con più di 200 opere dal titolo “Maddalena il mistero e l’immagine” a cura di Cristina Acidini, Fernando Mazzocca e Paola Refice. Il comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci.
La storia
La Maddalena emerge dal profondo della nostra storia. Alcuni anni fa il regista americano Martin Scorsese rese famosa questa figura femminile dell’Antico e Nuovo Testamento, nel suo film “L’ultima tentazione di Cristo”. Ciò perché è una donna misteriosa e a lungo travisata. La Maddalena penitente bagna con le sue lacrime i piedi di Cristo fino ad accompagnarlo sul Calvario. Ma è anche un simbolo femminile e sessuale legato ai nostri tempi areligiosi, consumistici e globalizzati. Eppure il suo nome è antico, Myriam in ebraico, Maryam in aramaico, Maria in greco (il nome della sorella di Mosè). Ma il vero riferimento evangelico è Maria Maddalena di Magdala di Galilea.
Questa figura avvolta nel mistero è collegata a eventi fondamentali riguardanti la vita e morte di Cristo. Maria Maddalena avrebbe seguito Gesù dalla Galilea fino al Golgota. Secondo il racconto dei Vangeli canonici, fu la prima testimone a vedere la tomba vuota e l’unica a vedere i due angeli. Fu la prima a scorgere il Signore risorto e a parlare con lui.
Possiamo affermare che sulla Maddalena penitente, in particolare sulla sua parola, poggia il destino dei primi cristiani. Figura protagonista nei vangeli apocrifi e protagonista nell’arte, nella letteratura e nel cinema. E come in uno specchio, ogni epoca ne ha creato la sua versione: la contemplata, cercando un proprio ideale di vita, fra vizi e virtù perché Maddalena è un personaggio moderno e fragile. Parafrasando un film di Buñuel, L’oscuro oggetto del desiderio della nostra storia: Maddalena, serva del Signore, acquista sovrapposizioni di volti che danno vita a parole nuove e il moltiplicarsi dei significati lungo i secoli rende complessa la ricostruzione della formidabile galleria di immagini.
La mostra
Rimangono gli interrogativi di fondo: Chi era davvero la Maddalena? L’esposizione forlivese indaga su questa identità con 200 capolavori che vanno dall’ellenismo al Novecento. Tra alcuni dei grandi artisti troviamo Masaccio, Cervelli, Signorelli, Perugino, Bellini, Tiziano, Veronese, Tintoretto e Reni. Una mostra in 12 sezioni che esaminano la figura di Maddalena.
L’esposizione forlivese “Maddalena il mistero e l’immagine” è la prima grande mostra europea sul mistero irrisolto di una donna, Maria, che da un punto di vista mariologico si identifica con la Madonna, rivestendo anche una simbologia laica o meglio femminile dell’incarnato della serva di Dio, come rappresenta Guttuso nel suo grande quadro. Maria Maddalena nuda, si aggrappa al Cristo morto. Una simbiosi corporale che supera lo stesso mistero della resurrezione.
Attraverso le 12 sezioni la mostra racconta il confronto con l’estetica del dolore nell’arte antica, la formazione dei modelli iconografici nel Medioevo, la svolta antropologica da Giotto al tardogotico, la prospettiva umanistica compresa tra penitenza, agiografia e ritratto, la tensione formale del Cinquecento e la sensualità del Seicento, la ripresa neoclassica, l’Ottocento religioso e le inquietudini simboliste fino al Novecento, secolo che alla figura della Maddalena ha ridato, oltre e attraverso i miti tragici che ha generato e nei quali ha creduto, il senso del mistero del vivere umano. La Maddalena è una figura femminile che attraversa la storia e continua a riflettersi nel futuro.
Paolo Montanari
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