Il film costituisce un caso esemplare di rapporto creativo tra letteratura e cinema. Una realtà, quella siciliana, ripresa dal suo obiettivo
Rispetto al romanzo “I Malavoglia” di Verga Luchino Visconti con il film “La terra trema” coglie lo spirito dell’opera verghiana, pur non restando fedele alla trama.
Differenze
Ad esempio il negozio di lupini di Padron ‘Ntoni nel romanzo, turba l’ordine arcaico e rurale di Aci Trezza ed è uno strumento di emancipazione della famiglia Malavoglia. Nel film di Visconti, lo stesso, viene trasformato nel consapevole tentativo classista del giovane ‘Ntoni e della sua famiglia, di appropriarsi dei mezzi di produzione per sottrarsi allo sfruttamento dei mercanti.
Se il tentativo di ‘Ntoni viene sconfitto dalla malasorte, dalla fatalità, e dalla mancata solidarietà di classe, resta però lo spiraglio di una vittoria ideologica che rende edificante la storia di questa famiglia di pescatori. In Verga invece vi è un racconto corale dei Vinti.
Nel “La terra trema” vi è invece una sorta di saga famigliare, in cui, non soltanto emergono il separato e diverso agire dei personaggi, ma anche la loro solitudine rispetto alla comunità del loro radicale isolamento nella lotta. Visconti ricorre continuamente a Verga per i dialoghi e spesso radicalizza il senso e la valenza del testo letterario.
Letteratura e cinema
“La terra trema” costituisce un caso esemplare di rapporto creativo tra letteratura e cinema. Una realtà, quella siciliana, ripresa dal suo obiettivo. Il film risente della doppia anima viscontiana. Da una parte il mare con la sconfitta, la distruzione, la disperazione e l’impossibilità della rivoluzione. Dall’altra la ragione con la fermezza della lotta, la dignità del lavoro, la volontà di giustizia e la necessità di cambiamento.
Vi è poi la compresenza di due lingue, l’italiano, estranea al mondo dei poveri, e il dialetto siciliano che è il linguaggio della quotidianità. Il film come progetto iniziale doveva essere un documentario finanziato dal Pci (Partito comunista italiano). Ma in realtà Visconti costruisce un vero e proprio film autonomo con aspetti documentaristici. Gli attori sono presi dalla strada e parlano solo il dialetto siciliano.
La prima idea di questo film tratto da Verga è del 1941. Visconti lo incontrò a Catania e le sue parole sono significative: «A un lettore lombardo abituato alla tradizione e limpido rigore manzoniano, il mondo primitivo e gigantesco dei pescatori di Aci Trezza e dei pastori di Marino, è da sempre apparso sollevato su un tono immaginario e violento. Ai miei occhi lombardi la Sicilia di Verga era l’isola di Ulisse, un’isola di avventure e fervide passioni». Il fatalismo verghiano, diviene lotta per la sopravvivenza in Visconti.













