Prima italiana per l’artista di Los Angeles. Un’esperienza che lo ha portato anche allo sviluppo di molti altri progetti
Todd Westover, affermato pittore e musicista di Los Angeles, arriva per la prima volta in Italia. Prima Roma, poi Venezia, dove ha compartecipato alla mostra The Sound of Colour. La rassegna, ospitata dalla Galleria Accorsi Arte, è stata organizzata dall’associazione Sixteen Art & More in concomitanza con la 59ª Biennale.
L’invito in Italia è arrivato dalla collega pittrice residente a Londra Raisa Ambros, che ha unito, a quelli dell’associazione già presenti, il gruppo di diciannove artisti internazionali che rappresenta. Proprio a Roma, Todd e Raisa hanno avviato un progetto molto particolare, che sta già riscuotendo successo. Dipinti a quattro mani per la serie Westover–Ambros, presto esposta nelle gallerie di Osaka, New York, Barcellona e altre ancora.
Approccio con l’Italia
«Mi sembra che l’Italia apprezzi la qualità e la bellezza più di altri Paesi. Sicuramente più degli Stati Uniti», la prima impressione di Westover. «Che si tratti di qualcosa di secolare o di nuovo, tutto è fatto con un senso dello stile senza paragoni».
«Tutti sono vestiti all’ultima moda, tutto ha un ottimo design, dalla segnaletica stradale ai rubinetti. Le persone sono belle, sensuali, molto amichevoli e il cibo è incredibile!». Insomma, un’atmosfera speciale.
Una sera al ristorante a Venezia
Ad esempio, una sera a Venezia, si trovavano in compagnia del fisarmonicista di fama internazionale Radu Zaplitnii, che ha aperto la rassegna. «In città è conosciuto da tutti. E conosceva tutti. Eravamo a cena in un posticino incredibile, considerato tra i migliori in città. Radu ha iniziato a suonare con il padrone del ristorante, che lo ha accompagnato alla chitarra, cantando con una voce incredibile».
«Mi sono ritrovato a percuotere un bicchiere di vino con un cucchiaio, mentre cantavo la versione di Louis Prima di Buona Sera. A fine esibizione, altre persone si sono aggiunte, portando sempre più prosecco e cibi dalla cucina. Ogni piatto era delizioso, il pane fresco, il vino, ovviamente, eccezionale, il servizio impeccabile. Il proprietario veniva spesso al nostro tavolo, cantavamo e parlavamo. Mi ha detto che avrebbe volentieri esposto uno dei miei quadri al ristorante, ne sarei certamente onorato. Siamo ritornati il giorno dopo, per salutare e per fare un pasto leggero. Invece è successa la stessa cosa della sera prima!».
Roma vs California
«La California è famosa per non apprezzare il passato. Gli edifici storici vengono abbattuti facilmente e rimpiazzati con scatole di metallo e vetro. Le piccole attività familiari non possono competere con le grandi catene e tanti negozi sono costretti a chiudere. A Los Angeles ci sono migliaia di senzatetto, perché non ci sono servizi sociali e sanitari a disposizione. Tutto questo non si vede a Roma. Da noi il cibo etichettato come “organico” viene inondato di pesticidi, mentre tutto ciò che ho mangiato a Roma e in Italia era fresco e saporito. La peggiore pizza romana batteva comunque la migliore losangelina. E la gente del luogo sembra avere gusto per la vita. Una sera, il proprietario di un ristorante dove eravamo, è venuto a dirmi che la gente gli chiedeva chi fossi e se fossi famoso. Di sicuro mi sono sentito famoso in quel momento».
Venezia e la Biennale
La fama la precede, ma arrivare a Venezia resta sorprendente. «La sua bellezza è quasi indescrivibile. Avevo sentito dei canali e delle calli, dei negozi, ma non avevo realmente idea finché non l’ho visti di persona. L’architettura è irreale, tutto si riflette nell’acqua. E la luce è magica, impossibile fare una brutta foto».
Anche Venezia, come Roma, ha una Storia importantissima. «Ovunque guardi ci sono Storia e bellezza, tutto in uno, ogni singola cosa. Sono stato completamente assorbito dalla città, ogni volta che ero in albergo sentivo il bisogno di uscire di nuovo, di andare in giro». Sensazioni simili a quelle date da New York, «l’energia per la strada è così forte, vibrante. Se non l’hai sperimentata, perdi qualcosa».
L’Arsenale, che ospita la Biennale dal 1980, è poi «senza dubbio il luogo migliore per esporre capolavori d’arte che abbia mai visto. Poi vedere queste sculture incredibili, questo allestimento perfetto e creativo, è tutto molto impressionante».
The Sound of Colour
«Sono molto grato a Raisa Ambros», che lo ha invitato insieme al suo gruppo di artisti internazionali. Le improvvisazioni musicali di Radu Zaplitnii hanno aperto la rassegna. Il compositore di grande talento ha portato i suoi pezzi originali alla mostra, ispirato dall’arte e dai vini offerti dallo sponsor Terre di Petrara.
«Il secondo giorno gli organizzatori hanno avuto un’idea geniale. Siamo anche andati a esporre il mio dipinto davanti all’Arsenale. Qui Radu ha continuato a improvvisare musica, dedicandola al mio quadro Flower 40. Sono momenti unici che porterò sempre nel cuore».
«Raisa mi ha accompagnato tutto il tempo, per assicurarsi che tutto andasse bene, non ce l’avrei fatta senza di lei. Un’esperienza che ti cambia la vita, non la dimenticherò. La mostra della Galleria Accorsi Arte è stata un successo. Ho conosciuto persone interessanti e molti colleghi italiani. L’organizzazione, anche solo per fare arrivare le opere da tutto il Mondo, con ogni mezzo, è stata perfetta».
Flower 40
Come anticipato, Todd Westover ha esposto Flower 40, che ha suscitato interesse per lo stile unico.
«Spedirlo sarebbe costato oltre mille dollari, ma i miei amici mi hanno consigliato di portarlo personalmente alla mostra. Così ho organizzato il viaggio. Raisa ha avuto la brillante idea di stamparlo su tela direttamente in Italia. Ha funzionato, l’associazione Sixteen Art and more si è occupata di tutto e al mio arrivo il quadro era già installato. Un bel sollievo!».
Vino che ispira l’arte
Già impressionato da cibi e vini italiani, Todd ha potuto anche apprezzare i bianchi e i rossi offerti da Terre di Petrara per la rassegna. Il buon vino può ispirare l’arte, afferma in un video. Aiuta l’artista ad avere creatività, liberare la fantasia. Lo gradirebbe molto anche a Los Angeles, magari per integrarlo nelle sue opere. Così, Todd e Raisa, hanno proposto una collaborazione a Michelangelo Simonelli, il titolare, finalizzata a realizzare delle originali etichette colorate.
Westover-Ambros
Un tipo di ispirazione che Westover ha avvertito anche dai quadri della Ambros: una base su cui inserire la propria arte, incorporando armonicamente il tutto.
Ha conosciuto inizialmente i lavori di Raisa via internet. «Ho avuto la sensazione di poter aggiungere qualcosa senza togliere nulla alle sue composizioni, scelte cromatiche, sensazioni. Lei ha un grande senso di colore e composizione. Le sue pennellate, le curve, si integrano molto bene con le mie. Solo dopo ho saputo che questi dipinti erano stati esposti a Los Angeles nel 2020, in una mostra personale di Raisa, nel quartiere di Venice. Poi erano tornati a Londra e quindi in Italia. Ora ci sto nuovamente lavorando da Los Angeles. Tre li ho completati a Roma, altri otto sono in arrivo».
L’arte per Westover
«Penso che l’arte esista per farci sentire qualcosa. Ecco perché ci siamo, per fare esperienze, esprimerci. L’arte agisce da molla. Mi sento quasi obbligato a creare e provare a dipingere ogni giorno. Credo veramente sia la mia missione sul pianeta, creare bellezza, diffondere gioia».
Caratteristici di Westover sono i fiori, o come lui stesso dice, «più che fiori. Quasi un emblema, un riferimento al passato, ricordo di un tempo storico dallo spirito libero, risvegliato per evocare un umore diventato la mia firma».
Tecnica
«Uso una tavolozza in qualche modo muta, spesso in movimento verso toni inusuali popolari negli anni Settanta. Verde avocado, arancione bruciato, mostarda, foglia di tè, marroni caldi. Credo sia in un certo senso una tavolozza post–moderna, ma che sembri legarsi a ogni arredamento».
Todd usa l’acrilico, che si asciuga più rapidamente e «permette di stratificare il colore facilmente. Di solito parto da un’idea grezza, una composizione limitata. Ma a un certo punto il dipinto prende il sopravvento, si mostra e ha una mente e anima propria. Diventa subconscio, forma flussi, incidenti felici, inciampi, crea un risultato perfetto. Le pennellate creano molto più di un fiore, portano in vita un’espressione visuale di quello che ho dentro e stimolano reazioni positive anche negli spettatori. Portano alla luce la felicità e l’amore per la vita».
Il lavoro non contiene messaggi politici o socio-economici, «non faccio nessuna affermazione e non sono condizionato dall’attualità. È una celebrazione della vita, già che i fiori sono simbolo di rinnovamento e rinascita. Godersi la vita, questo è il messaggio».
Progetto ispirato dall’Italia
Todd Westover sta ora preparando una serie di dipinti basati sulle foto scattate a Roma e Venezia. «Includono vicoli stretti con sottili colonne di luce, acqua o cielo e meravigliosi edifici sul lato opposto. E sempre qualcosa di magico in mezzo. Qualcuno che cammina, un uccello, un’imbarcazione, fiori su un balcone. Qui, tutto è già stato dipinto da secoli. Spero di riuscire a fare qualcosa secondo la mia cifra stilistica».
Ginevra Larosa
Foto © Todd Westover













