La protesta mossa dal frate agostiniano contro la vendita delle indulgenze e lo sperpero delle ricchezze dalla Chiesa
Lutero contro la vendita delle indulgenze per trovare i fondi necessario alla costruzione della Basilica di San Pietro a Roma e lo sperpero delle ricchezze da parte della Chiesta, il 31 ottobre del 1517 affisse sul portone della chiesta del castello di Wittemberg, le sue famose 95 tesi. Nel 1514 papa Leone X concesse a tutti i fedeli che avessero fatto un’offerta per la realizzazione della Basilica l’indulgenza plenaria, ossia il perdono da tutti i peccati. Questa mercificazione del “perdono divino” scosse Lutero il quale lo riteneva inaccettabile.
Chi era Martin Lutero
Martin Lutero nacque nella cittadina tedesca di Eisleben, il 10 novembre del 1483 da una famiglia che lo allevò in un ambiente rigido e permeato dal cattolicesimo e dalle superstizioni popolari: «Sono figlio di contadini, ci sono stati però contadini che sono diventati re e imperatori» come ricorda nei suoi “Discorsi a tavola”. Nel 1497 frequentò la scuola di latino di Magdeburgo presso l’associazione religiosa di stampo medievale “Fratelli della vita comune” per poi frequentare l’università di Erfurt, dove conseguì il titolo di Baccalaurus Artium. Qui si avvicinò alla lettura della Bibbia che lo affascinò a tal punto da fargli desiderare di possederla. Leggenda vuole che durante un temporale, nel 1505, colpito da un fulmine, promise a Sant’Anna che se gli avesse risparmiato la vita, avrebbe abbandonato la sua strada per abbracciare la vita monastica.
Gli studi nel convento di Erfurt
Contrariamente al volere paterno, nel 1507 fu ordinato sacerdote dopo essere entrato nel convento agostiniano della sua città natale di Erfurt dove si dedicò alla pratica delle virtù conventuali e agli studi teologici approfondendo gli insegnamenti religiosi di Sant’Agostino. Per le sue capacità Johann von Staupitz, abate teologo che avvicinò Lutero allo studio della Bibbia, lo segnalò a Federico III di Sassonia, che cercava docenti per l’università di Wittenberg da lui fondata, dove esercitava lo stesso Staupitz. Giunto a Roma nel 1510 rimase sconvolto dalla condotta del clero, che sovente frequentava anche donne e bassifondi della Capitale. Si ricorda che giunto in piazza del Popolo si gettò in terra gridando «Salve Roma santa, città di martiri, santificata dal sangue che essi vi hanno sparso».
Credo di stampo medievale
La sua fede era strettamente legata ai canoni medievali e non sentiva sua la decadenza della Chiesa di Roma tanto da muovere pesanti e numerose critiche contro di essa e il clero. I suoi studi della Bibbia lo portarono a intendere, diversamente dalla Chiesa, come Dio considera i peccatori: solo Lui infatti può giudicarli senza l’intercessione dell’uomo. Papa Leone X in quel periodo cercava un modo per ottenere i fondi per la realizzazione della Basilica di San Pietro di Roma così optò per la vendita delle indulgenze, una pratica che consentiva di cancellare i peccati mediante il pagamento di un obolo. Questo non fece altro che accrescere le convinzioni di Lutero: La salvezza divina si raggiunge esclusivamente con la fede. Per questo stilò la redazione di 95 tesi che nella mezzanotte del 31 ottobre 1517, affisse sul portone della chiesa del castello di Wittenberg.
Le 95 tesi
Nella Germania dell’epoca la Chiesa aveva numerosi possedimenti dai quali ricevevano la decima, che non faceva altro che arricchire ancor di più Roma, parallelamente si dedicavano alla vendita delle indulgenze. Per sostenere le sue opinioni, scrisse la “Discussione sulla dichiarazione del potere delle indulgenze”, con la quale cercò di aprire un dibattito con il principe di Sassonia e la comunità accademica. Questo gesto scatenò un terremoto politico e religioso che venne riconosciuto come Riforma protestante.
Lutero cercò di evidenziare l’importanza della fede in Gesù Cristo come la strada principale per la salvezza dell’anima e contro il valore salvifico delle opere buone, escludendo categoricamente la possibilità d’intercessione da parte di intermediari, siano essi Santi, Chiesa o Madonna. Inoltre promosse la lettura della Bibbia in tedesco, lingua più accessibile al popolo, rispetto all’uso del greco o del latino.
La scomunica
Salito al trono il giovane Carlo V d’Asburgo, la Chiesa emanò una bolla papale che invitava Lutero a ritrattare le sue idee. Per tutta risposta, divenuto ormai simbolo di una riforma politico-religiosa, Lutero bruciò platealmente la bolla in cui lo si minacciava di scomunica. Federico il Saggio di Sassonia lo salvò dalla pena di morte poiché comprese che se Lutero si rafforzava, la Chiesa si indeboliva. L’Europa e la Germania erano ufficialmente scisse in due, da una parte l’imperatore Carlo V che non intendeva ridurre le autonomie dei principi tedeschi e dall’altra i principi che non vollero restituire le terre confiscate alla Chiesa. Una spaccatura che divenne ufficiale con la pace di Augusta del 1555 tra imperiali e luterani.
Gianfranco Cannarozzo
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