Sergio Mattarella: con la Francia «è opportuna e necessaria piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Ue»
Parigi-Roma, la crisi diplomatica a seguito dello sbarco della nave Ong Ocean Viking, della Sos Mediterranée, con a bordo 230 migranti di cui 50 minori, non sembra giungere a un punto di svolta positivo. Anzi, il portavoce dell’Eliseo, Oliver Veran, ha affermato che «l’Italia ne esce perdente perché normalmente dispone di un meccanismo di solidarietà europea che significa che un gran numero di Paesi europei, in particolare Francia e Germania, si impegnano in cambio del fatto che l’Italia accolga le navi».
Il caso Ocean Viking
La relazione tra Italia e Francia sembrerebbe essersi incrinata per la gestione del Governo Meloni sulla situazione dei migranti, soprattutto in merito alla nave Ong, che da giorni sostava lungo le coste siciliane in attesa del permesso di poter sbarcare gli immigrati a bordo, come stabilito dal regolamento in merito ai “porti sicuri”. La Francia in virtù della risposta negativa dell’Italia, in via del tutto eccezionale, ha acconsentito ad accogliere a Tolone i migranti rimasti a bordo (il Governo italiano aveva concesso lo sbarco solo dei fragili e di coloro che necessitavano di assistenza medica).
Azione non priva di conseguenze: Parigi, che si è ritirata dal “patto di ricollocamento dei migranti” concordato la scorsa estate tra alcuni Paesi dell’Ue, come affermato dal ministro dell’Interno francese Darmanin, avrebbe dovuto accogliere 3.500 migranti.
La crisi, secondo alcune fonti, avrebbe avuto origine durante la Cop27. Secondo il giornale Le Monde, in quella occasione i due leader avrebbero concordato lo sbarco della Ocean Viking, tanto che nel suo discorso il premier italiano avrebbe espresso parole di gratitudine verso la Francia. Ringraziamenti rinnovati attraverso un comunicato ufficiale al quale ha prontamente fatto seguito una smentita francese.
Ventimiglia, controlli a tappeto
All’inasprimento dei toni fanno seguito i controlli a tappeto dei migranti dal lato francese della frontiera per bloccarne l’ingresso e controllare ogni mezzo in transito. Sulla vicenda si era espresso anche il vescovo di Ventimiglia, Antonio Suetta, che ha ritenuto la reazione della Francia «spropositata, non umana e poco leale dal punto di vista della solidarietà europea».
Toni pacati per non “gettar benzina sul fuoco” da parte del ministro degli Esteri Antonio Tajani che aveva ritenuto l’azione di Parigi «assurda e spropositata», sottolineando che «ci sono persone che vogliono venire in Italia, noi siamo pronti a curarle ma non tutti possono venire. Sulla redistribuzione non è stato fatto molto per cui bisogna trovare soluzioni con determinazione». Al suo esordio alla Farnesina ha pronto un “Piano Marshall” per l’Africa consistente in una serie di accordi con Libia, Tunisia, Marocco per la gestione dei flussi migratori.
“Europa batta un colpo”
Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, intervistato dal Corriere della Sera, si è detto perplesso per la vicenda e chiede l’intervento dell’Europa: «Non si può continuare a far finta di nulla, l’Europa batta un colpo. Non ci si può chiedere di tenere spalancate le frontiere così che loro possano tenerle chiuse. Il Governo vuole dare un segnale, perché l’Unione capisca che stiamo parlando di un problema di grandissima portata, da affrontare insieme. Se non siamo arrivati a una soluzione è perché qualcuno pensa che l’Italia possa continuare a pagare un prezzo per tutti. Ma l’immigrazione è un problema grande come una casa, non capisco la reazione esagerata e scomposta della Francia. Sono reazioni incomprensibili e spiacevoli, anche dal punto di vista personale».
Un piano comune
La portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, durante un briefing con la stampa in merito alla situazione dei migranti ha sottolineato che tra navi comuni e Ong, non esistono differenze in merito all’obbligo di salvare vite in mare «a prescindere dalle circostanze».
Rende noto inoltre che la Commissione europea al momento è al lavoro per trovare una soluzione e che presto «sarà convocata una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno. Abbiamo messo sul tavolo una piattaforma di solidarietà volontaria» conclude.
«L’Italia ne è la prima beneficiaria, con la Francia e la Germania che hanno provveduto ai primi ricollocamenti. C’è la necessità che la solidarietà continui e questo sta accadendo». La sottosegretaria francese per gli Affari europei, Laurence Boone, in occasione del Consiglio Affari Esteri Ue ha ribadito la necessità dell’Europa di procedere unita.
Interesse nazionale a ogni costo
Sulla vicenda il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dall’inaugurazione del prolungamento della tangenziale Rho-Monza, sostiene, che «l’interesse nazionale va mantenuto ad ogni costo, certo con i modi e i toni giusti, ma senza dimenticare che l’Italia sta rispettando a pieno tutte le regole europee e non può essere lasciata sola nella gestione dei flussi migratori. Troppo comodo immaginare che sia solo l’Italia Paese di prima accoglienza». In linea con il “pugno duro” di Matteo Salvini.
Catherine Colonna, «Roma avrà conseguenze»
Intervistata da Le Parisien la ministra francese Catherine Colonna, si era espressa sulla vicenda dichiarando che «l’Italia non rispetta né il diritto internazionale né quello marittimo. Dal premier Giorgia Meloni metodi inaccettabili, Roma avrà conseguenze».
Marine Le Pen e il sostegno all’Italia
Dalla Francia intanto arriva il sostegno all’Italia da parte del leader di Rassemblement National, Marine Le Pen, che ha sostenuto: «Devono tornare nei loro porti di origine e d’altra parte si tratta dell’unica soluzione che dà prova di umanità. L’eldorado europeo non esiste, noi non abbiamo i mezzi per un’accoglienza degna. Bisogna essere fermi, e fare tutto il possibile per dissuaderli dal tentare la traversata. Voglio anche mettere i Paesi del Maghreb e del Mediterraneo orientale davanti alle loro responsabilità. Devono rispettare il diritto, e accogliere queste navi nei loro porti quando sono a pochi chilometri dalle loro coste». Rinnovando l’appoggio al premier Meloni.
“Torneremo in mare”
Per Sophie Beau, cofondatrice e direttore esecutivo di Sos Mediterranée, quello che è accaduto a Tolone «non deve più verificarsi. Niente ci farà rinunciare all’imperativo del soccorso in mare. È criminale lasciare questo spazio marittimo senza risorse significative dedicate alla ricerca e al salvataggio».
Berlino supporta la Francia
Anche Berlino, il giorno dopo che Italia, Malta, Grecia e Cipro avevano dichiarato le azioni delle organizzazioni “fuorilegge”, si era schierata, ribadendo che “l’impegno delle Ong merita la nostra riconoscenza e il nostro appoggio”, come twittato dall’ambasciatore tedesco in Italia Viktor Elbling. Con la Germania si era creato il primo incidente diplomatico a seguito del caso della nave Ong Humanity I.
Per Mattarella necessaria «piena collaborazione»
Sulla crisi tra Roma e Parigi è intervenuto anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, che in colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron, ha sottolineato la necessità di una piena e totale collaborazione in ogni settore, anche in ambito bilaterale che europeo.
Gianfranco Cannarozzo
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