Il romanzo di Trish Doller, “Avevi detto che era per sempre” è un viaggio introspettivo originale e intenso
L’appartenenza, il distacco, la decisione di percorrere un viaggio alla scoperta non solo del mondo ma anche di se stessi. Avevi detto che era per sempre di Trish Doller, pubblicato da Sperling & Kupfer, è un romanzo forte ma allo stesso tempo delicato, romantico ma non banale, incisivo e mai scontato. La scrittrice ci conduce in un itinerario avvincente e suggestivo percorrendo un tragitto nei Caraibi a bordo di una barca a vela.

Attraverso le sue pagine e una narrativa semplice, Avevi detto che era per sempre racconta l’amore e la perdita, una storia sulla vita che ti obbliga a ricominciare, anche nei momenti più difficili.
È un libro che sin dalla prima pagina pone il lettore di fronte a una notizia devastante. La potenza delle parole racchiuse in una lettera ha la capacità di catapultarti subito nel mondo di Anna e del dolore che deve affrontare. Ritrovarsi inermi di fronte alla perdita del proprio amore. E magari avere anche la percezione di non aver compreso chi stava accanto a noi, domandarsi il perché di un gesto così invasivo contro la propria persona e chiedersi cosa si sarebbe potuto fare.
La parte più nascosta di noi
Anna, attraverso la scelta coraggiosa di compiere il viaggio seguendo la mappa di Ben scopre sé stessa, la sua forza interiore e fisica, la sua volontà di voltare pagine e ritrovare la felicità.

La lettura del romanzo della Doller è talmente suggestiva che ti concede la capacità di respirare la sua stessa aria marina, a bordo di una barca a vela, in balia del vento. Percepisci la silenziosa contemplazione dei paesaggi che circondano Anna, intravedi la luce nascosta dalle nuvole in mare aperto, seguita dal buio totale e poi di nuovo da quella maestosa superficie dell’acqua illuminata dalla luna. Il tutto è bilanciato perfettamente dal lento scorrere dell’acqua che va di pari passo a una nuova storia e nuove emozioni da costruire.
La storia
Ben era il grande amore di Anna, con il quale la ragazza voleva trascorrere il resto della vita. Il destino, però, aveva in serbo un altro progetto. Dieci mesi dopo la tragica morte di Ben, con il cuore spezzato, Anna deve capire come andare avanti senza di lui.

Quando un promemoria sul cellulare ricorda ad Anna il viaggio in barca a vela ai Caraibi pianificato insieme, decide di intraprenderlo da sola. La vela era la passione del suo fidanzato e si rende conto che ha bisogno di aiuto. Assume così Keane, un marinaio professionista irlandese. Anche Keane lotta con un futuro molto diverso da quello che aveva programmato, per altri motivi.
Tra le condizioni climatiche avverse e isole bellissime, i sentimenti e l’attrazione tra Anna e Keane esploderanno.
Tra le righe
La luce che vediamo è ciò che resta delle stelle morte. Se avessi prestato maggiore attenzione al punto che aveva indicato, stasera avrei potuto trovarla. Ma non importa. So già cosa si prova a cercare di restare aggrappati alla luce di una stella morta.
Ha un bagliore di comprensione negli occhi, e per la prima volta da mesi non mi sento come un pezzo ammuffito di qualcosa di non identificabile in fondo al frigorifero di qualcuno. Mi sento vista.

Non riesco a immaginare che ci si possa stufare di questo blu o del verde attorno alle isole. C’è tanta pace.
Torniamo in acque profonde, di un blu intenso, e cullanti, e il passaggio delle onde lungo lo scafo è musica. Vento e acqua si combinano e creano una canzone.
L’autrice
Trish Doller è una scrittrice, viaggiatrice e soccorritrice di cani. Quando non scrive ama andare in barca a vela, in campeggio ed evitare i lavori domestici. Vive nel sud-ovest della Florida con un cane da pastore supponente e un ex pirata. Avevi detto che era per sempre segna il suo debutto nella narrativa femminile.
Alessandra Caputo
Foto © Jesi Cason, Caribbeanislands













