A Monte-Carlo il Festival Printemps des Arts

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La manifestazione musicale, cinematografica, letteraria si svolgerà dall’8 marzo al 2 aprile 2023 con artisti di chiara fama. Presidente del Festival è la principessa Caroline Grimaldi di Hannover

In quella fascia costiera fra le più conosciute al Mondo, in quella porzione di territorio fra Mentone e Nizza, c’è il Principato di Monaco, una delle monarchie più antiche e il più piccolo Stato dopo il Vaticano.

Il Principato dei Grimaldi ha conosciuto uno sviluppo notevole nella seconda metà dell’Ottocento, con l’esplosione nel XX secolo che ne ha consacrato il mito. Cannes, Nizza, Mentone, MonteCarlo si trasformarono da piccoli villaggi agricoli nelle mete invernali più famose e alla moda per l’aristocrazia europea, alla quale dal 1865 in poi si aggiunsero i ricchi americani, un turismo di élite fatto di grandi alberghi e personaggi famosi.

Ora parlare di turismo a Monte-Carlo non risulta difficile, si alimenta attraverso le sue bellezze naturali, le strutture alberghiere, la sua storia. Il fatto di trovarsi lungo quella costa dorata che è la Costa Azzurra, ne ha facilitato lo sviluppo e l’inserimento fra le mete più ambite al Mondo, tanto che Maupassant scriveva “quel giardino incomparabile che inizia a Hyères e finisce a Mentone”.

Luoghi

Fra le numerose manifestazioni che costellano Monte-Carlo, c’è il “Festival Printemps des Arts”, giunto alla XXXIX edizione sotto la presidenza della principessa Caroline di Hannover, che si svolgerà dall’8 marzo al 2 aprile 2023 in 14 luoghi dentro e fuori le mura del Principato. Dall’Auditorium Rainier III all’Opera; dal One Monte-Carlo e Galerie Hauser & Wirth all’Hôtel Hermitage; dal Théâtre Princesse Grace al Club des résidents étrangers; dall’Église Saint-Charles al Théâtre des Variétés; dal Tunnel Riva alla Société nautique de Genève; dal Museo Oceanografico al Centre Culturel Prince Jacques a Beausoleil; dall’Hôtel de Monaco a Cap-d’Ail al conservatorio di Nizza.

Ventuno appuntamenti, concentrati in quattro weekend, che spaziano dalla musica al cinema e alla poesia con formazioni orchestrali e cameristiche di rilievo e solisti talentuosi, questo il cartellone del Festival.

«Anche quest’anno» – sottolinea Bruno Mantovani, direttore artistico – «ho scelto di titolare il festival “Ma fin est mon commencement” op.2 (la fine è il mio inizio), al fine di sollevare degli interrogativi sull’evoluzione stilistica di un autore. Con questo intento proporrò al pubblico l’opera completa per violoncello e pianoforte di Gabriel Fauré interpretata da Aurélien e Denis Pascal, le dieci Sonate per pianoforte di Alexander Scriabin nell’interpretazione di Varduhi Yeritsyan, l’immenso corpus pianistico di Franz Schubert affidato a Michel Dalberto. Inoltre, Laurence Equilbey, alla direzione delle sue due formazioni, l’Insula orchestra e il coro da camera Accentus, interpreterà in compagnia di prestigiosi solisti come Hélène Carpentier o Thomas Oliemans, un concerto dedicato ai grandi affreschi vocali e orchestrale di Felix Mendelssohn».

Esecuzioni

Un posto di rilievo occupa la contemporaneità con quattro prime esecuzioni assolute: “l’Antigone” di François Meïmoun in cui la voce di Laurent Stocker duetta con l’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo (31 marzo); il nuovo quartetto Extasis (1 aprile) di Philippe Schoeller; il ciclo clavicembalistico Désordres passagers di Christophe Maudot (25 marzo); Remember di Fabrice Jünger con il convolgimento di giovani non musicisti, un quartetto e l’elettronica (22 marzo).

Ci sono poi formazioni internazionali come la BBC Symphony Orchestra, l’Orchestre des Pays de Savoie, La Diane Française, l’Ensemble TM+ e quelle cameristiche con i quartetti Diotima, Énéide e il Trio Bernold.

Uno spazio importante sarà consacrato ai ritratti di Michel Dalberto e del Quartetto Diotima. Il primo, monumento del pianismo francese, si esibirà come solista con l’orchestra e con il baritono Edwin CrossleyMercer in un programma che accosta il lied alla melodia francese. Il secondo percorrerà un secolo di musica da camera dall’inizio del Novecento ai giorni nostri, dal Primo Quartetto di Béla Bartók alla creazione di Philippe Schoeller, passando per György Ligeti e Steve Reich.

Musica e cinema americani

Festival Printemps des ArtsVi sarà un focus sulla musica americana di Aaron Copland, Elliott Carter, Steve Reich con un’apertura al jazz di Chet Baker affidato al romano Riccardo Del Fra e al suo quintetto, accompagnati dall’Orchestre des Pays de Savoie. La prestigiosa BBC Symphony Orchestra, diretta da Eva Ollikainen, interpreterà la Sinfonia n. 7 di Sibelius, il concerto per pianoforte della compositrice franco americana Betsy Jolas e la Sinfonia n. 1 di Samuel Barber, grande ammiratore del contemporaneo finlandese. Il cinema americano sarà presente con film muti surrealisti sulle note del Quartetto Éneide.

Alcuni concerti esploreranno le relazioni tra declamazione e musica, le poesie di Anna Achmatova saranno accostate all’integrale delle sonate di Scriabin. L’attore Laurent Stocker leggerà un testo ispirato ad Arthur Rimbaud, scritto da Pierre Michon, e accompagnato dalle improvvisazioni della pianista Camille Taver. Stocker sarà inoltre la voce recitante insieme all’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo della nuova opera di Meïmoun.

Certamente il Festival contribuirà alla ripresa del turismo, già forte nel 2022, unitamente alle altre numerose manifestazione che si svolgono nel corso dell’anno a Monte-Carlo.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Festival Printemps des Arts

 

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