In Italia il mercato ha registrato nel 2020 un fatturato in aumento del 42% rispetto all’anno precedente per un totale di 42 milioni di euro
Ha destato stupore la notizia, apparsa sui media, che il Gruppo Bolaffi in una asta in modalità internet, ha venduto un lotto che comprendeva la collezione completa del giornalino Topolino, dagli albori fino al numero 2000, per la cifra record di 40.900 euro inclusi i diritti.
Su Topolino hanno imparato a leggere ben tre generazioni di italiani, e ci si sono cimentati i più grandi artisti del fumetto nostrano, da Guido Martina a Tito Faraci, da Romano Scarpa a Giorgio Cavazzano, da Silvia Ziche a Casty.
Topolino in Italia
Nella Penisola dapprima fu edito dalla Casa Nerbini come pubblicazione periodica a fumetti in formato giornale dal 1932 fino al 1937, poi dalla Arnoldo Mondadori Editore fino al 1949 con 738 numeri. Inizialmente aveva otto pagine e oltre ai fumetti di Disney incorporava produzioni di altri autori sia italiani che americani. Nell’aprile del 1949, la testata in formato giornale, venne soppressa e fu creato dalla Mondadori, per ottimizzare i costi di stampa, il formato “Topolino libretto” lanciato come “Topolino in tasca” simile al settimanale, allora molto in voga, Reader’s Digest. Oggi il numero uno del 1949 della Mondadori è quotato intorno ai 2.000 euro. Da quel momento il fumetto, in collaborazione con la Walt Disney Company, presenta solamente storie con personaggi della Disney. Dal 1988 la testata venne pubblicata dalla sola Disney Company Italia, mentre dal 2013 è subentrata la Panini Comics che ha superato i 3.500 numeri.
Topi e gatti nel mondo disegnato da Walt Disney
Il topo più celebre del Mondo è nato nel gennaio del 1928 dalla matita e fantasia di Walt Disney (Chicago 1901 – Burbank 1966). Secondo una leggenda Walt Disney si trovava seduto su un treno, amareggiato in quanto l’animazione della sua serie Osvaldo Leprotto, era stata affidata a un altro studio. Mentre rimuginava sul da farsi, gli venne in mente di un piccolo topo che ogni tanto, nel suo misero studio, faceva capolino in cerca di cibo, nutrendosi delle briciole di pane e formaggio, che Walt senza il becco di un quattrino, poteva permettersi sgranocchiare seduto alla scrivania.
Decise quindi di trasformare il suo piccolo amico nel protagonista di una serie intitolata “Mortimer Mouse” in seguito Mortimer fu cambiato in Mickey. Era il 18 novembre del 1928 quando fu proiettato il primo episodio della serie “Steamboat Willie”, che era il nomignolo con cui venivano chiamati i mozzi dei piroscafi che percorrevano il fiume Mississippi.
L’avversario con cui si batteva il mozzo Topolino era il capitano di un malandato battello, un gatto grande, grosso e manesco, che gli appassionati di cartoni conoscevano da qualche anno. Si trattava di Pietro Gambadilegno il cattivo che è quindi il personaggio più anziano creato da Disney.
Gli inizi di Topolino e Minnie
Mickey Mouse all’inizio era rappresentato con le caratteristiche che venivano attribuite ai molti neri che abitavano lungo il Mississippi, un personaggio allegro, ottimista dotato di uno spiccato senso del ritmo. Anche la sua fidanzata Minnie, portava un nome molto comune presso la popolazione di colore. In seguito Topolino si trasferì in una tipica cittadina della provincia americana e, grazie al suo ottimismo, diventò il simbolo del “New Deal”, un periodo particolare della storia americana tra le due guerre, in cui si dovette compiere un entusiastico, sforzo, per uscire dalla grande crisi economica che in quegli anni aveva colpito l’America e l’Europa.
Dal disegno animato al fumetto
Nel 1930 ai disegni animati Disney affiancò una serie di fumetti in cui Topolino rivelò altri inediti lati del suo carattere. Mentre nei cartoni era un personaggio principalmente umoristico nei fumetti si trasformò nell’eroe più sfaccettato. Le sue imprese si svolgono in un mondo caricaturale interpretato da animali umanizzati. Topolino vive ancora oggi vere e proprie avventure e si trova a confrontarsi con tematiche attualissime, racconti di azione con gangster, scienziati pazzi, incontra extraterrestri sempre con il suo ineguagliabile ottimismo.
Il Club segreto de “Gli amici di Topolino”
Sin dall’inizio nel 1949 la Mondadori per dare più incisività al tascabile Topolino “inventò” il club “Gli amici di Topolino”. Fino agli anni 80 ogni numero conteneva un bollino che doveva essere applicato sulla tessera. Raccogliendoli, oltre ad acquisire lo status di socio, si iniziava a scalarne i ranghi burocratici come in una loggia degli Illuminati. Si passava da ispettore a ispettore regionale, da consigliere regionale a nazionale da governatore a socio a vita.
Nel numero di gennaio del 1953 cioè di ben 70 anni fa a pagina 15 si parla di una coppa d’argento riservata ai club e del diploma di riconoscimento che verrà inviato ai presidenti dei club. In ogni numero, nelle pagine centrali, erano presenti anche giochi e cruciverba. Ritornando ai bollini che dovevano essere staccati e applicati sulla tessera, i mercatini di fumetti abbondano oggi di Topolino mutilati dai lettori che all’epoca avevano tentato la scalata al potere ritagliandoli, per cui questi fumetti pur d’epoca, hanno oggi un valore significativamente inferiore.
Le ambientazioni dell’Universo Topolino
La Città in cui Topolino vive è chiamata Topolinia ed è spesso rappresentata vicina a Paperopoli in cui vive Paperino. Secondo la tradizione entrambe si trovano nello Stato americano fittizio di Calisota al nord della California. Paperopoli è sulla costa del Pacifico, ubicata alla foce del Mouse River.
A Topolinia abitano, oltre Topolino, anche Pippo, Pluto, il commissario Basettoni e i nemici Pietro Gambadilegno e Macchia Nera. I primi abitanti di Topolinia furono dei bucanieri spagnoli che si stanziarono lì alla fine del 1600, così viene raccontato nella storia “Topolino e il festival dei bucanieri”.
Personaggi che ruotano intorno a Topolino
Minnie è la fidanzata di Topolino, una topolina gentile e disponibile che al momento opportuno sa essere determinata. È molto legata al suo fidanzato e talvolta appare gelosa. La sua migliore amica è Clarabella – una mucca antropomorfa – che in diverse storie ha buoni rapporti con Trudy, la fidanzata di Gambadilegno. Con Paperina che abita a Paperopoli si vede di rado.
Pippo è il miglior amico di Topolino è un cane antropomorfo con due grossi denti sporgenti e alto di statura. Simpatico amichevole è però sbadato, talvolta goffo e maldestro e non molto intelligente. Nei fumetti è spesso affiancato dal nipote Gilberto, uno studente universitario prodigio.
Orazio è il fidanzato di Clarabella, un cavallo antropomorfo molto amico di Topolino e prodigioso meccanico.
Pietro Gambadilegno è un enorme gatto antropomorfo di corporatura massiccia, un criminale e il peggior nemico di Topolino, è irascibile, rozzo e prepotente. Disprezza Topolino che gli manda sempre all’aria i suoi furti. Nei fumetti italiani ha un cugino scienziato Plottigal. In molte storie Pietro, soprattutto nelle prime strisce, ha una protesi in legno al posto della gamba sinistra.
Macchia Nera è uno dei grandi nemici di Topolino, un cane antropomorfo che indossa una tunica nera. Più intelligente e competente di Gambadilegno si sente superiore a lui e ad altri criminali.
Dal fumetto di Pecos Bill alla striscia di Forza John
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, con i soldati americani e inglesi che sciamavano nelle contrade italiane, l’America rappresentò il luogo dove i propri sogni si sarebbero potuti realizzare. Il racconto western catapulta gli italiani nei cinema ove vengono proiettati film dove i bisonti e gli indiani corrono nelle grandi praterie, i canyon, le gesta dei pionieri e dei cowboy, i duelli di “Sfida all’OK Corral” o “Mezzogiorno di Fuoco”, la costruzione delle ferrovie che univano le sponde del Pacifico e dell’Atlantico. Così anche gli editori si adeguano al clima come Mondadori che nel 1949 inizia la pubblicazione di “Pecos Bill” il cowboy senza pistola creato da Guido Martina.
In ogni Città nascono editori improvvisati che assoldano disegnatori che sappiano illustrare albi con storie provenienti da Oltreoceano. Ad esempio il caso delle strisce di Forza John, una serie a fumetti creata nel 1949 da Luigi Grecchi. Dapprima allegata a L’Intrepido in omaggio, successivamente, visto il successo editoriale, venduta autonomamente. Nel 1953 le storie del personaggio John Graham proseguirono nel settimanale Il Monello.
Il personaggio John Graham
John Graham è un personaggio immaginario pubblicato in 775 puntate dalla editrice Universo in diverse serie che andavano dal 1949 al 1964. John Graham è un giovane cadetto, poi sottotenente, dell’aviazione militare americana che vive avventure esotiche in giro per il Mondo. Dall’estremo Oriente all’Africa. Nella prima storia era presentato come un cadetto, cowboy dell’aria. Attorno a questo personaggio si muovevano altri protagonisti e figure di contorno che animavano le vicende. Il primo numero esordì come Forza John! con punto esclamativo, per poi divenire dal secondo numero senza l’accento. Poiché del primo numero non se ne trovano in giro, i rari albi tascabili originali hanno un discreto valore.
Le vendite record alle Aste del Gruppo Bolaffi
Il gruppo Bolaffi nasce a Torino da Giulio Bolaffi che combatté con i partigiani nelle Valli di Lanzo. Subito dopo la seconda guerra mondiale, motivato dal desiderio di dare lavoro ai suoi ex compagni, avviò una attività editoriale pubblicando “La settimana nel Mondo” con rubrica filatelica. Nel 1946 aprì dapprima un negozio filatelico a Torino seguito poi da filiali a Milano e Roma. Nel 1962 pubblicò cataloghi nei settori dell’antiquariato, del tempo libero, dei vini, dei viaggi. Sviluppò i criteri di catalogazione e quotazione dei francobolli. Bolaffi è morto nel 1987 ma la sua passione è raccolta dal figlio Alberto e dal nipote Giulio Filippo.
Oggi le Aste Bolaffi sono presenti a livello internazionale per l’incanto di oggetti da collezione. Tra le più prestigiose si ricorda, nel settore numismatico, la vendita del 10 scudi di Carlo Emanuele I di Savoia venduto nel 2007 per 220 mila euro. Nelle aste per libri antichi e manoscritti per un libro del matematico toscano Luca Pacidi, stampato nel 1494 a Venezia che è stato aggiudicato per ben 530mila euro. Infine, a settembre 2016, il top assoluto nella storia delle Aste Bolaffi è stato l’aggiudicazione del raro diamante “Very ligt pink” da 7,44 carati venduto per 700mila euro.
Giancarlo Cocco
Foto © Agenzia Dire, Giancarlo Cocco













