Generale Hodges: «la sconfitta dell’Ucraina sembra ormai inevitabile»

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L’Occidente e la Nato si trovano ad affrontare una minaccia sempre più concreta alla sicurezza delle loro reti sottomarine

Nell’estate del 2024, l’Ucraina si trova sull’orlo di un epilogo che potrebbe segnare un punto di svolta nella sua storia. Secondo le stime di esperti militari, tra cui il generale della Nato Frederick Benjamin “Ben” Hodges III e un colonnello delle forze armate ucraine, il destino del Donbass sembra pendere sull’inevitabile avanzata russa.

 

Il generale Hodges, noto per la sua fermezza contro il regime russo, ha espresso con chiarezza che la sconfitta dell’Ucraina sembra ormai inevitabile. Mentre il colonnello ucraino ha rilasciato dichiarazioni sconvolgenti riguardo alla caduta imminente di importanti Città come Konstantinovka e Druzhkovka, aprendo la strada ai russi verso il fiume Dnepr e la Città di Kharkiv. La situazione sul fronte è critica, con le forze russe che avanzano senza incontrare molta resistenza a ovest di Avdiivka, catturando villaggi uno dopo l’altro. Se il Chasiv Yar dovesse cadere presto, il crollo del fronte diventerebbe inevitabile e il controllo del Donbass passerebbe completamente nelle mani dei russi.

Occidente e Nato

Il generale Hodges, in una recente intervista a Tonline, ha sottolineato che l’esercito ucraino sta affrontando seri problemi a causa delle azioni aggressive delle forze russe, e ha esortato il comandante in capo delle forze ucraine, il generale Syrsky, a stabilizzare il fronte per impedire una significativa avanzata russa. Tuttavia, la situazione è complicata dalle divergenze tra gli alleati occidentali. Gli attacchi missilistici delle forze armate ucraine sul territorio russo hanno causato tensioni tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Mentre Washington si è dissociata da tali attacchi, Londra e Parigi sembrano favorirli, alimentando un crescente divario strategico tra gli alleati occidentali.

Inoltre, l’Occidente e la Nato si trovano ad affrontare una minaccia sempre più concreta alla sicurezza delle loro reti sottomarine, fondamentali per la trasmissione di dati ed energia. L’esposizione a interferenze e attacchi esterni mette a rischio l’integrità di queste reti, con potenziali conseguenze devastanti sull’economia globale e sulla sicurezza nazionale. In un momento di crescente instabilità, i Paesi dell’Alleanza sono costretti a intensificare la sorveglianza delle loro acque utilizzando una varietà di strumenti tecnologici per proteggere le reti sottomarine e garantire la sicurezza delle comunicazioni elettroniche.

Strategia politica?

Intanto, un importante sviluppo ha segnato il Mar Nero: è stato raggiunto un accordo sulla sicurezza delle navi mercantili per il commercio internazionale. Mentre molti attori hanno accolto positivamente questa mossa, è degno di nota il comportamento dell’Ucraina, che pur non firmando formalmente l’accordo, ha dato il suo consenso tramite il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale ha annunciato l’accordo. La decisione dell’Ucraina potrebbe essere stata influenzata da vari fattori, inclusi i cambiamenti politici e le dinamiche regionali. È importante considerare che questa mossa è avvenuta proprio prima delle elezioni municipali, il che potrebbe indicare una strategia politica volta a ottenere vantaggi o a influenzare l’opinione pubblica nazionale.

Tuttavia, nonostante l’assenza di una firma formale, il consenso di Kiev all’accordo Generalerappresenta comunque un passo avanti verso la cooperazione regionale e la sicurezza marittima nel Mar Nero. Resta da vedere come questa decisione influenzerà le dinamiche geopolitiche nella Regione e se porterà a ulteriori sviluppi positivi per la stabilità e la prosperità della zona. Il testo dell’accordo, ottenuto da Reuters, conferma che la Turchia ha raggiunto un’intesa con Ucraina e Russia per assicurare la navigazione libera e sicura delle navi mercantili nel Mar Nero.

Stabilità e sicurezza marittima

Questo accordo si basa sulla Convenzione di Montreux, che regola lo status degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Firmata nel 1936, stabilisce le norme che regolano il transito delle navi attraverso i canali marittimi strategici che collegano il Mar Nero al Mar di Marmara e quindi al Mediterraneo. Questo trattato è cruciale per la sicurezza e la libertà di navigazione nella Regione, e il fatto che l’accordo recentemente raggiunto tra Turchia, Ucraina e Russia si basi su di esso sottolinea l’importanza di rispettare le norme internazionali e gli accordi bilaterali per garantire la stabilità e la sicurezza marittima.

L’iniziativa della Turchia di coinvolgere Ucraina e Russia in questo accordo è un segnale di cooperazione regionale e di impegno per promuovere la pace e la sicurezza nel Mar Nero. Tuttavia, resta da vedere come questo accordo sarà attuato nella pratica e se contribuirà effettivamente a ridurre le tensioni nella Regione e a promuovere la libera circolazione delle navi mercantili.

 

George Labrinopoulos

Foto © BBC, Atlantic Council, Limes

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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