Il volo di un drone per salvare vite umane. La rete associativa umbra denominata “+Umanità” che conta su oltre 200 partners
Il volo di un drone per salvare vite umane: il 5 settembre scorso, nel cortile di Palazzo Cesi ad Acquasparta, il pubblico ha potuto vedere tutte le fasi di un esperimento a distanza, che ha inaugurato formalmente un progetto meritorio e memorabile denominato “From Sky to Heart“.
Alla presenza di un parterre prestigioso, su un ledwall collocato in piazza, si è potuto assistere in diretta al volo di un drone, dotato di defibrillatore semiautomatico esterno, che ha raggiunto rapidamente una zona impervia sulla montagna di Poggio Azzuano (Terni), dove è stato simulato un arresto cardiaco improvviso su un anziano che si trovava a cercare funghi insieme alla nipote.
La tecnologia al servizio della salute
Con questo esperimento, autorizzato dall’Enac, si è voluto dimostrare che in alcuni casi in cui si verifica un arresto cardiaco improvviso, l’uso del drone può fare la differenza tra la vita e la morte. Un plauso davvero a questo complesso progetto internazionale tra tecnologia e scienza, appartenente a una rete associativa umbra strutturata e capillare denominata “+Umanità” che conta oltre 200 partner (pubblici e privati, nazionali e locali).
L’esperimento è avvenuto in stretta collaborazione con il 118 regionale dell’Umbria e con il Soccorso alpino e speleologico dell’Umbria. “From Sky to Heart” ha goduto di numerosi patrocini, tra cui Acsi, l’Associazione di cultura sport e tempo libero, l’Associazione per l’Italia nel mondo, Provincia di Terni, Asl Umbria 2 e svariati Comuni dell’Umbria. L’appuntamento ha ricevuto infine l’egida morale del Comitato nazionale italiano fair play, storica associazione benemerita del Coni preposta alla promozione dei valori dello sport.
Ulteriori informazioni si posso trovare nel sito ufficiale www.fromskytoheart.it
Incontriamo per Eurocomunicazione Gino Venturi, co-responsabile di “From Sky to Heart” insieme a Marisol Flores.
Le sue specificità professionali: ci racconti qualcosa del suo passato lavorativo
«Sono stato un funzionario pubblico del settore culturale, poi per decenni mi sono occupato di sindacato e di servizi. In sostanza ho sempre operato nel campo socio-culturale. Ora sono in pensione, ma nulla è cambiato in quanto seguito a fare, come volontario, quello che sempre ho fatto».
Lei come è arrivato ad essere responsabile del progetto “From Sky to Heart”? Quali gli step principali affrontati fino ad oggi? E con l’altra responsabile del progetto, Marisol Flores, come vi siete conosciuti?
«Cinque anni fa, casualmente, davanti una tazzina di caffè al bar qualcuno mi ha detto che 60.000 persone all’anno in Italia muoiono per arresto cardiaco improvviso ma che, se si interviene subito con il massaggio cardiopolmonare e con un defibrillatore, 8 su 10 hanno salva la vita. Mi sono subito detto allora che era il caso di rimboccarsi le mani perché questa capacità di intervento fosse assicurata tramite la formazione della popolazione».
«Un impegno condiviso subito con Marisol Flores (nella foto a destra con il Magg. Gen. Michele Tirico, comandante del Corpo di Sanità e Veterinaria dell’Esercito italiano, ndr), anch’essa da tempo attiva sul sociale, e insieme abbiamo realizzato molte attività promozionali e formative che hanno interessato diverse decine di migliaia di persone. È in questo contesto che abbiamo elaborato anche il progetto “From Sky To Heart” per poter far arrivare rapidamente un defibrillatore anche nelle zone impervie e consentire così di salvare la vita alle persone».
Che cosa ha rappresentato ai fini dell’intero progetto lo step operativo del 5 settembre?
«Il drone che salva la vita, dotato di defibrillatore, è stato realizzato con il sostegno della Fondazione Carit, e ottenuta l’autorizzazione dall’Enac ha spiccato il volo in quella data esatta. Quindi, si è trattato della conclusione di un percorso durato anni, ma per noi soprattutto un nuovo punto di partenza per intensificare la battaglia per contrastare la morte per arresto cardiaco».
I passi successivi in calendario quali sono?

«Il successo avuto da “From Sky To Heart”, anche per le significative e autorevoli presenze internazionali che sono state presenti ad Acquasparta, ci spinge a muoverci immediatamente e con grande slancio su più versanti. Abbiamo le idee molto chiare e intendiamo muoverci con immediatezza e grande determinazione. Un primo versante è quello della ricerca scientifica, in modo da integrare maggiormente il drone con il defibrillatore e rendere così lo strumento ancora più veloce, elemento determinante nel caso di arresto cardiaco improvviso. Un secondo versante è sul piano normativo: occorre semplificare e accellerare il procedimento autorizzatorio al volo partendo dalla consapevolezza che si sta parlando non di un drone ludico, bensì di un drone che serve a salvare vite».

«Un terzo versante è quello di fare sinergia a livello internazionale; abbiamo già stabilito accordi con la Real Federacion Espagnola de Salvamento y Socorismo. La presenza ad Acquasparta della Lega mussulmana mondiale, dell’Istituto italo-latino americano e di alcune ambasciate ci apre prospettive entusiasmanti. Per ultimo, ma è certo il versante più importante, intendiamo proseguire la nostra campagna di informazione e formazione della popolazione. Sarebbe anche necessario che la formazione sia resa obbligatoria per gli studenti e magari anche per coloro che intendono acquisire la patente di guida. Pensiamo che nel giro di un anno si possano registrare significativi risultati in tutte queste direzioni».
Lisa Bernardini













