Uragano, quanto la natura può essere devastante

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Uragano

Milton è il nome assegnato a quello che, dopo il passaggio di Helene, sta continuando a devastare la Florida

La parola uragano è stata coniata dal National Hurricane Center e proviene dal caraibico Hurican che significa Dio del male. Si tratta delle tempeste più violente della Terra. Vengono chiamati anche tifoni o cicloni a seconda di dove si verificano. In Giappone ad esempio vengono chiamati tifoni mentre in India cicloni. Il termine scientifico però è ciclone tropicale. Solo quelli che si formano sopra l’Oceano Atlantico o l’Oceano Pacifico Orientale sono denominati “uragani“. In Europa non succede praticamente mai.

L’occhio del ciclone

Un uragano si forma generalmente a causa di grandi masse d’aria calde e umide, quindi soprattutto nelle zone tropicali dove c’è una percentuale di umidità elevata e l’acqua del mare raggiunge temperature calde di circa 26-27 gradi centigradi. La maggior parte degli uragani tropicali che colpiscono ad esempio gli Stati Uniti nascono solitamente dalle coste Africane sotto forma di tempeste: l’aria calda rilasciata dal mare sale verso l’alto raffreddandosi rapidamente e ritornando verso il basso.

Questo fenomeno non avrebbe una lunga durata nel tempo se non intervenisse l’azione della forza di Coriolis (una forza apparente causata dalla rotazione terrestre, è zero all’equatore e aumenta in grandezza verso i poli). Quindi a una distanza di circa 500600 Km dall’equatore provoca una deviazione dei venti che iniziano a muoversi in cerchio con velocità sempre più elevate man mano che si avvicinano al centro del vortice, chiamato occhio.

Fasi di formazione

Per uragano nella meteorologia si indica un particolare ciclone tropicale, quale ad esempio l’uragano atlantico. Quest’ultimi sono caratterizzati da un vento di una forza eccezionale, che corrisponde all’incirca al dodicesimo grado della scala di Beaufort. Gli uragani si formano in base a precisi processi.

  • I venti caldi e umidi prodotti dal mare entrano in conflitto con l’aria fredda e umida che li sovrasta. L’aria calda tende a cadere e dà origine alla particolare turbolenza.
  • La precisa spirale ascendente costituita da aria calda dà luogo al formarsi di nubi massicce, le quali girano attorno all’occhio del ciclone. Siamo sovente in presenza di un’apposita zona di bassa pressione del diametro di 20 km.
  • A circa 15 km di altitudine si allarga il cappello dell’uragano fino a mezzo chilometro di diametro.
  • Si verifica il ciclone, ruotando sull’occhio. L’uragano può spazzare generando venti che possono superare i 280 km/h.
  • Spazzando la terra genera pioggia torrenziale, si libera del vapore acqueo accumulato in precedenza.

Come si misura la forza

UraganoLa potenza degli uragani e dei cicloni si misura con la scala SaffirSimpson, chiamata così dal nome degli statunitensi Herbert Saffir e Robert Simpson che l’hanno ideata nel 1969. È formata da 5 categorie che, in base alla velocità del vento generato, danno una misura delle possibili devastazioni che il fenomeno produrrà.

  • Categoria 1: i venti vanno da 118 a 153 km/h. I danni sono limitati a barche, alberi, tetti, con possibili inondazioni nelle zone costiere.
  • Categoria 2: i venti vanno da 154 a 177 km/h, i danni peggiorano e può essere necessario evacuare le persone che vivono sulla costa.
  • Categoria 3: i venti vanno da 178 a 209 km/h, sono colpite anche le case. Le zone costiere possono essere sommerse da acqua alta fino a 4 metri più del normale.
  • Categoria 4: i venti vanno da 210 a 240 km/h e si creano danni gravi alle abitazioni. Le inondazioni della costa possono superare i 6 metri sopra il livello consueto. Oltre alla popolazione che vive sulla costa può essere necessario evacuare gli abitanti entro i 10 km dal mare.
  • Categoria 5: la più devastante con venti superiori ai 250 km/h. Gli edifici vengono abbattuti e le inondazioni sulla costa sono gravissime. Gli abitanti entro i 16 km dalla costa devono abbandonare le loro case.

Situazione in Florida

Secondo quanto riportato dal National Weather Service almeno 27 tornado si sono abbattuti sulla Florida subito prima e durante il passaggio dell’uragano Milton che ha scaricato tutta la sua potenza nella zona di Siesta Key scendendo poi a categoria 2 e fortunatamente in queste ore a categoria 1. Le autorità Usa avvertono tuttavia che il suo impatto può essere ancora molto pericoloso. Oltre due milioni di residenti sono senza elettricità. Le contee maggiormente colpite dai disservizi sono quelle di Hardee e Sarasota. Diverse aree hanno subito danni, circa 125 abitazioni sono distrutte, e sono emessi almeno 116 avvisi di allarme, secondo quanto ha riferito il governatore Ron DeSantis. Stamani sono in corso le operazioni di ricerca e ci sarebbero alcune vittime alloggiate presso lo Spanish Lakes Country Club – ovvero una comunità per anziani vicino a Fort Pierce.

L’uragano Milton ha strappato via anche il tetto dello stadio Tropicana Field, a St. Petersburg, sede della squadra Tampa Bay Rays. Solo uno dei tanti danni provocati in vaste zone con venti che hanno raggiunto e superato i 160 km/h. Ma la vera portata della distruzione verrà alla luce quando sorgerà il sole sulla Florida, ma le troupe della Cnn e i funzionari locali stanno già segnalando strade allagate, detriti volanti e danni significativi alle case. A Tampa, durante la notte, improvvise inondazioni hanno colpito le strade mentre le esplosioni dei trasformatori hanno illuminato il cielo. Taylor Swift ha fatto una donazione di cinque milioni di dollari per aiutare le persone colpite dagli uragani Helene e Milton.

Curiosità

I nomi degli uragani sono decisi prima ancora della loro nascita dall’organizzazione meteorologica mondiale, che ha predisposto 6 liste di nomi propri maschili e femminili (un tempo erano solo femminili), uno per ogni lettera dell’alfabeto e da assegnare in sequenza. Quando le liste sono esaurite si ricomincia da capo sostituendo i precedenti. Quelli dei più devastanti non sono rimpiazzati, come ad esempio Katrina, l’uragano che nel 2005 distrusse la Città di New Orleans, rimarrà per sempre legato a quell’evento.

 

Ginevra Larosa

Foto © National Ocean Service, Ecoage, KIII, NPR

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