Al World Food Forum della Fao l’occasione per le nuove generazioni per cercare soluzioni al raggiungimento di un futuro migliore
In un mondo in cui le esigenze umane crescono e mutano ogni giorno di più, i sistemi agroalimentari sono continuamente sottoposti a pressioni produttive che spesso si rivelano essere, non solo dannose, perfino insufficienti. È in tale scenario che le idee e azioni giovanili divengono centrali per combattere la fame.
Il 25 settembre 2015, i leader di 193 Paesi membri dell’Onu hanno adottato per consenso la risoluzione “Trasformare il nostro Mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”. Impegnandosi a collaborare per poter raggiungere, entro tale anno, i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e i loro 169 relativi propositi al fine di garantire equità sociale, crescita economica e tutela ambientale.
Largo ai giovani
Purtroppo, secondo la stima della divisione statistica della FAO, nel 2022 ben 738,9 milioni di persone hanno sofferto la fame, altre 2,4 miliardi si sono trovate in uno
stato di grave o moderata insicurezza alimentare e oltre 3,1 miliardi non hanno avuto accesso a diete sane. Quindi nonostante l’impegno preso, ad oggi, risulta quasi impossibile il raggiungimento del 2° SDG, “Zero Hunger” (fame zero), in quanto si stima che nel 2030 oltre 590 milioni di persone soffriranno ancora la fa-me. Di pari passo ai fallimenti riscontrati riguardo il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi e gli SDG, il nostro Pianeta è soggetto a crisi riconducibili ai sistemi agroalimentari, tra cui la perdita della biodiversità, i cambiamenti climatici, la deforestazione e molti altri.
In una società che cambia, soggetta a sfide sempre più impellenti, cresce la consapevolezza e l’azione giovanile rispetto la necessità di un cambiamento su scala globale. Fautori di interventi concreti, promotori di progetti rivoluzionari e di un’azione che non può più essere rimandata, i giovani sono stati scelti, ancora una volta, dalle organizzazioni internazionali come punto di ripartenza e di slancio. Nasce così nel 2021, ad opera del comitato per i giovani dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il “World Food Forum” (WFF). Costituito con l’intento di accelerare il raggiungimento degli SDG, plasmando i sistemi alimentari a livello locale, regionale e globale per una futura alimentazione più sostenibile, inclusiva e per tutti.
“Global Youth Action”
Non a caso anche quest’anno, in occasione della terza edizione del WFF, tenutasi a ottobre nella sede FAO a Roma, vi è stata una sezione dedicata interamente ai giovani. La “Global
Youth Action” è pensata, insieme al “Science and Innovation” e “Hand-in-Hand Investiment”, per essere uno dei pilastri su cui basare l’evento del 2024, sfruttando il vantaggio che deriva dalla cooperazione intergenerazionale, dai partenariati e dalle azioni concrete in ambito politico, scientifico, innovativo, culturale e degli investimenti. La sezione giovanile è istituita per essere il motore centrale dell’impegno dei giovani nella governance alimentare, nonché per essere il punto di incontro tra conoscenze, idee e innovazioni al fine di elaborare e promuovere proposte e soluzioni al riguardo.
Tale settore presenta diverse strategie di lavoro e cooperazione tra tutti coloro che desiderano apportare un contributo concreto alla realizzazione di un presente e futuro che li vede, oggi più che mai, protagonisti indiscussi.
Tre delle principali sezioni
“Youth Assembly”
Nate con l’intento di mettere in contatto le nuove generazioni provenienti da tutte le parti del Globo, le assemblee giovanili puntano a trasformare i sistemi agroalimentari attraverso la costruzione di dialoghi politici che spaziano da problematiche locali e globali, fino all’economia e alla cultura. L’intento è quello di essere un luogo di incontro tra persone con background diversi dove possa avvenire uno scambio di prospettive che consenta il fiorire di idee innovative.
“Innovation Lab”
Di fronte le sfide che ci pone il futuro molti giovani si impegnano per poter realizzare
progetti che portino a un effettivo cambiamento nel trasformare i sistemi agroalimentari e affrontare la conseguente crisi climatica. Tale laboratorio innovativo consiste in competizioni per studenti e giovani professionisti negli ambiti più disparati della ricerca scientifica e tecnologica. Da qui trae ispirazione l’istituzione del “Transformative Research Challenge” (TRC), concorso volto alla ricerca di idee per porre fine alla fame e innovare i sistemi agroalimentari.
Quest’anno ha visto vincitore indiscusso il team “InnovateRVF” con la presentazione del progetto “One Health in Action: Mobile-App and Suitcase-Lab for RVF Prevention”, volto alla prevenzione della febbre della Rift Val-ley, malattia endemica nei Paesi dell’Africa Subsahariana. Tra i progetti con maggiore riconoscimento vi è anche quello degli “AgroArmor”, volto a sfruttare il potenziale del sorgo selvatico, pianta erbacea, per poter tutelare le piantagioni dal parassita denominato Lafigma. Nonché quello del “LixiLab”, con l’obiettivo di affrontare la contaminazione delle acque con metalli pesanti e batteri morti, attraverso il biodesign e l’impegno della comunità per un’agricoltura sicura.
“Local Action”
Le sfide da affrontare sono numerose e complesse. Per poter ottenere risultati a livello globale, bisogna incrementare l’azione a livello locale e regionale. A tale fine sono stati lanciati i “National Chapter”, piattaforme nazionali guidate dai giovani che, collaborando con gli uffici decentralizzati della FAO, svolgono un’attività concreta sul proprio territorio nazionale. Continuando a ricercare nuove soluzioni per un futuro alimentare migliore, restando in contatto con le altre realtà nazionali per poter proseguire a ispirarsi a vicenda.
“National Chapter Italy e le prime proposte”
Durante l’ultimo WFF è stata ufficialmente lanciata la creazione del Capitolo nazionale italiano che diventerà operativo dal prossimo anno. È una realtà aperta a tutti i giovani della Penisola interessati a prender parte al cambiamento del sistema alimentare del Paese e a contribuire al raggiungimento dell’obiettivo “Zero Hunger”.
Durante la settimana del forum i giovani hanno avuto la possibilità di partecipare ad eventi, organizzati a loro volta da ragazzi, su tali importanti tematiche. Dando un significativo contributo ai dibattiti e alle riflessioni che hanno rafforzato il loro ruolo di agenti di cambiamento. Le proposte emerse durante le discussioni saranno incluse nel compendio del WFF. Tale estratto sarà presentato ai Governi nazionali per stimolare un’azione consapevole della comunità internazionale nel rispetto dei SDG.
Tra le proposte emergono idee legate alla ridistribuzione, alle persone più bisognose, delle forniture alimentari in eccesso per le mense. Trovano posto anche le
dimostrazioni culinarie, la semplificazione delle etichette per sensibilizzare e informare sulla differenza tra freschezza e sicurezza, nonché le campagne educative nelle scuole e nei supermercati per stimolare un utilizzo alternativo degli scarti alimentari. Passando per la trasformazione dei rifiuti in nuovi prodotti per la cura personale, fino alla formazione di partnership tra giovani leader, Ong e agenzie governative per poter sostenere un cambiamento sistemico, affrontando le cause alla radice dello spreco alimentare a livello politico e comunitario.
Molto spesso criticati e additati come indifferenti e perditempo, tale partecipazione è la testimonianza di come le nuove generazioni desiderino concretamente fare la differenza. Collaborando, superano ogni confine per poter sanare ciò che altrimenti sarebbe perso: il presente e futuro di tutti noi.
Ottavia Scorpati
Foto © Giovani2030, Nac.today, Ottavia Scorpati, Action Against Hunger













