Incendi Los Angeles: la situazione dopo due settimane

0
1224
incendi

Le cause, la propagazione veloce, la difficoltà per domarli, la conta dei danni, i primi arresti, la solidarietà delle celebrità

Dal 7 gennaio scorso, cinque grandi incendi hanno devastato la Città di Los Angeles, distruggendo oltre 2000 case e costringendo all’evacuazione più di 180.000 persone. Sono 12.000 le strutture totalmente distrutte tra abitazioni, aziende e altre costruzioni. Si contano 27 morti e 37 segnalazioni di persone disperse. I danni ammontano a 250 miliardi di dollari.

I cinque focolai

Sono bruciati 163 km² di suolo. L’incendio si è distribuito in cinque grandi aree. Il primo e il più vasto, il Palisades Fire, ha interessato la località costiera e ha devastato quasi 10.000 ettari, qualcosa come 9500 campi da calcio. Il secondo, l’Eaton Fire nella parte settentrionale, ha distrutto 5600 ettari di foreste a nord di Los Angeles. Per intendersi, un ettaro è un campo da calcio. Il terzo è l’incendio di Horst, localizzato a nord-ovest e ha raggiunto i 323 ettari. Il quarto, il Kenneth Fire, nell’area collinare a ovest di Los Angeles ha coperto oltre 435 ettari. L’ultimo, il Lidia Fire, nella Regione tra Sierra Pelona e le montagne di San Gabriel, ha distrutto 200 ettari circa.

Al momento i meccanismi di innesco non sono noti (naturali o dolosi) e bisognerà aspettare le indagini. In passato nella zona, alcuni incendi sono stati dolosi, altri accesi da persone poi spenti male, ma alcuni tra i più devastanti si sono originati a causa di guasti alla linea elettrica.

Quello che sappiamo è che a scatenarli sono stati diversi fattori che hanno poi contribuito a farli avanzare in maniera molto rapida. Come spesso accade per i fenomeni più violenti non c’è una sola causa ma una serie di concause.

Un insieme di fattori

L’ipotesi riguardo la causa scatenante è quella dei malfunzionamenti nella rete elettrica della Città. Secondo l’amministratore delegato della società che si occupa del monitoraggio delle forniture energetiche, i sensori dell’azienda avrebbero individuato un alto numero di guasti e stress alle linee nelle vicinanze dei luoghi in cui si sono formati i roghi. Questa è una delle ipotesi su cui vertono le indagini. Le condizioni meteorologiche hanno poi consentito agli incendi di estendersi e hanno reso difficile il loro spegnimento.

Più il terreno è secco più è pronto a bruciare. In questo periodo dell’anno è anomalo assistere a roghi così devastanti nel sud della California perché la stagione degli incendi termina a ottobre. Infatti diminuendo le temperature e aumentando l’umidità si allontanano i fattori che possono causare roghi.

Ma negli ultimi mesi ha piovuto quasi niente e da giugno a ottobre non ci sono state precipitazioni nonostante i 24 mm millimetri previsti in media nel periodo. La vegetazione era quindi incredibilmente secca.

I venti di Santa Ana

Il terreno estremamente secco dopo sei mesi senza precipitazioni e la scarsità di acqua nei bacini idrici dovuti alla siccità hanno fatto da “comburente” ai venti di Santa Ana che in questo periodo soffiano sul territorio della California meridionale, scendendo dalle alture del deserto verso la costa del Pacifico attraversano gli stretti passaggi montuosi e subiscono una compressione che li riscalda e li secca. Colpiscono la California del sud diverse volte l’anno.

incendi

Le raffiche, molto potenti, hanno raggiunto velocità impressionanti, arrivando a 160 km/h nelle montagne di San Gabriel. Il vento produce su un incendio una corrente che alimenta le fiamme fornendo loro più ossigeno e trasporta velocemente il materiale ardente. Il che ne genera altri nelle zone limitrofe.

L’insufficienza del sistema idrico

L’altra concausa dei roghi è stata l’insufficienza del sistema idrico. Nelle Città il sistema che riforniva i quartieri non aveva la capacità di erogare volumi così elevati di acqua per tante ore. Non è mai stato progettato per combattere un incendio che coinvolgesse una intera comunità.

L’eccessiva domanda di acqua ha comportato notevoli cali di pressione cui si è aggiunta la necessaria interruzione dei servizi elettrici. Le linee che trasportavano l’energia potevano essere abbattute dai forti venti, innescando ulteriori roghi. E ciò ha comportato l’interruzione del pompaggio dell’acqua nei serbatoi di stoccaggio che si sono prosciugati.

Fumi tossici

Un ulteriore effetto dei roghi è la preoccupante qualità dell’aria. Anche il vento più leggero può sollevare i residui dalle aree bruciate e trasportare la cenere in tutta la contea. Questa polvere contiene materiale tossico e cancerogeno.

Inoltre l’area interessata dalle fiamme è diventata rosa a causa del Phos-Chek. La miscela di sostanze chimiche usate per estinguere o rallentare il fuoco è, anche, molto discussa a causa della presenza di cadmio e cromo che sarebbero nocive per la salute umana e l’ambiente.

Gli arresti e il dramma degli animali

Per il grande incendio di Los Angeles sono state arrestate in totale 50 persone. Ne sono poi state trattenute 14. Di queste, 3 per incendio doloso e le rimanenti per saccheggio, volo non autorizzato di droni nelle zone di fuoco, vandalismo e mancato rispetto del coprifuoco. Al dramma umano si aggiunge quello degli amici a quattro zampe. In questi giorni sono migliaia gli animali separati dai loro proprietari, centinaia ustionati, feriti o intossicati dal fumo. Per loro non c’è cibo, né acqua. A minacciare quelli sopravvissuti ai roghi nelle zone evacuate sono anche i coyote e i leoni di montagna che si aggirano nei quartieri distrutti dalle fiamme alla ricerca di cibo. Come possiamo immaginare i residenti di Los Angeles avevano in casa animali di tutti i tipi, conigli, polli, lucertole, capre, maiali, tartarughe, pesci. I rifugi sono al limite della capacità e necessitano di donazioni e famiglie affidatarie per gestire l’afflusso.

Il Fire Aid e le donazioni milionarie delle celebrità

Il 30 gennaio tanti artisti si riuniranno in un concerto, il Fire Aid, per raccogliere i fondi per la ricostruzione dei territori devastati e sostenere le vittime. Sarà trasmesso in diretta e disponibile anche in streaming. Le star della musica Billie Eilish, Lady Gaga e Sting, Katy Perry, Pink, solo per citarne alcuni, e tanti altri artisti tra i protagonisti di questo straordinario concerto di beneficenza per sostenere le operazioni di soccorso. Rod Stewart, tornato definitivamente nel Regno Unito dopo trent’anni trascorsi a Los Angeles si esibirà dopo aver celebrato il suo ottantesimo compleanno all’inizio del mese.

Gli organizzatori dell’evento hanno spiegato che il concerto “raccoglierà fondi per la incendiricostruzione delle comunità devastate dagli incendi e per sostenere gli sforzi volti a prevenire futuri disastri in tutto il sud della California”. Sono molte anche le donazioni milionarie da Beyoncé a DiCaprio a Taylor Swift, Paris Hilton, Jamie Lee Curtis e Sharon Stone. La Disney e la Warner Music hanno destinato fondi per sostenere le persone colpite dagli incendi, i soccorsi e la ricostruzione delle aree distrutte.

 

Veronica Tulli

Foto © IlSussidiario.net, Geopop, Oggi, greenMe, RadioX.web

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui