I Paesi dell’Ue permetteranno ad Ankara di acquisire il controllo dell’energia destinata all’Europa attraverso l’importazione dalla Siria?
Una delle ultime azioni dell’amministrazione Biden uscente sembra destinata a essere la firma di una partnership strategica per la fornitura di armi statunitensi alla Repubblica di Cipro. Non sembra un caso, visto che nelle ultime settimane la Turchia si è definita un regolatore di ciò che sta accadendo nella Regione del Mediterraneo orientale, cioè quello che tradizionalmente chiamiamo vicino Oriente.
Inoltre è anche chiaro ciò che Ankara sta cercando di ottenere in Siria, sia scegliendo di dare sostegno militare ai filo–turchi, ex soldati dell’Isis, anziché ai fratelli musulmani come successori del deposto ex presidente Assad, sia attraverso gli sforzi per prevenire conflitti con Israele nel teatro di guerra siriano, ma anche nell’Egeo e nel Mediterraneo orientale con l’esercitazione militare di mentalità espansionistica “Patria blu” nel cortile di Grecia e Cipro. Con queste azioni, la Turchia sta cercando di imporre una calma sotto minaccia militare nella Regione, in modo da potersi dichiarare come regolatore energetico dell’Europa al posto della Russia caduta.
Nessun cambiamento
È chiaro che sia il Governo greco che quello cipriota sono pienamente consapevoli dell’imminente squilibrio negoziale che un tale sviluppo comporterà per l’economia europea e lo stanno comunicando a chiunque sia disposto ad ascoltare.
Però, sia la Germania che la Francia, i due Paesi da sempre leader dell’Ue, stanno attraversando le loro crisi interne e i loro dubbi, mentre sembrano scegliere di rimanere inattivi nella trappola della dipendenza energetica tesa dalla Turchia con la tolleranza di tutti, invece di sostenere e accelerare la dichiarazione di una Zee tra due dei suoi Paesi membri (Grecia e Repubblica di Cipro) e l’Egitto e allo stesso tempo garantire la sicurezza energetica attraverso Israele. Lo storico del futuro riderà quando, guardando a ciò che sta accadendo oggi, si chiederà dove fossero i grandi leader europei, quando davanti ai loro occhi c’era una trappola.
Alla fine, se l’Europa non riuscirà a trovare la sua posizione su questo tema, è probabile che la Grecia, la Repubblica di Cipro e Israele dovrebbero prendere l’iniziativa di dichiarare la Zee tra loro (dopo aver informato all’ultimo minuto, come è successo con l’Egitto) e lasciare che l’Europa segua nel riconoscimento.
Scongelamento EastMed
Intanto Il progetto del gasdotto tra Grecia e Italia sembra essere in fase di riavvio. Questa settimana la direzione competente del ministero dell’Ambiente e dell’Energia (Meen) ha firmato la decisione di modificare i termini ambientali della costruzione e del funzionamento del gasdotto sottomarino e delle strutture di accompagnamento, in quanto ha “calpestato” un’area naturale, che non era inclusa nella rete delle protette del Paese
quando era utilizzata. Il progetto (la prosecuzione del grande gasdotto EastMed che trasporterà il gas da Israele all’Europa), a quanto pare, sta tornando dal “frigorifero” in cui è stato messo tre anni fa, quando Washington in un non-paper a Nicosia e Atene ha dichiarato che non avrebbe sostenuto la realizzazione del gasdotto per motivi di fattibilità economica, danni ambientali e motivi di “sicurezza” nel Mediterraneo orientale.
Tuttavia, oggi, il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump, che ha dichiarato di voler sostenere i combustibili fossili e di bocciare gli ambiziosi obiettivi globali sul cambiamento climatico, così come i nuovi spostamenti nello scacchiere diplomatico-energetico del Mediterraneo orientale, danno il via libera al “rilancio” del progetto.
Cooperazione
La rottura delle relazioni tra Israele e Turchia contribuisce a questo (un percorso alternativo del gasdotto attraverso Ankara era stato precedentemente sul tavolo). Inoltre, in cima all’agenda delle discussioni tra il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, e il suo omologo, Theodoros Skylakakis, durante la sua recente visita in Grecia, c’è stato il rafforzamento dei legami tra i due Paesi nel settore dell’energia, in particolare quelli dell’elettricità e del gas naturale.
La nuova attività intorno alla sezione greca del Mediterraneo orientale era già iniziata a dicembre, quando Tenaris e IGI Poseidon (una joint venture tra DEPA International Projects e l’italiana Edison S.p.A. che gestisce il progetto del gasdotto) hanno unito le forze per approfonditi test di resistenza di materiali e saldature ad alte prestazioni, in condizioni di alta pressione, simulando il trasporto di idrogeno pulito attraverso i gasdotti sottomarini già progettati da IGI Poseidon per il gas naturale. Nello stesso mese, ha annunciato una partnership con Corinth Pipeworks per promuovere il trasporto sicuro ed efficiente.
Progetto 2.100 km
Il gasdotto EastMed–Poseidon, con una lunghezza totale di 2.100 km, è progettato per essere pienamente compatibile con l’idrogeno, fornendo un corridoio verso l’Ue per quello prodotto in Israele, Cipro e nell’Europa sud–orientale, nonché per quello importato dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Si tratta di un interconnettore bidirezionale
per il trasporto delle risorse energetiche del Mediterraneo orientale verso i mercati europei, attraverso Cipro, Grecia e Italia. La sua capacità totale è destinata a fornire fino a 12 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale e idrogeno, con possibilità di espansione fino a una portata massima di 20 miliardi di metri cubi all’anno.
Erdogan semina discordia
Intanto la Turchia è molto vicina all’acquisizione dei caccia Eurofighter Typhoon, ma il fattore chiave per raggiungere un accordo finale è il tipo aria-aria Meteor. Il quotidiano La Tribune ha riferito che la Francia era sotto pressione sia da parte del Regno Unito che della Grecia per sganciare i potenti missili.
Parigi, che è stata un fedele alleato di Atene, non ha venduto armi ad Ankara per molti anni e ha la capacità di bloccare la vendita dei Meteor, che sono prodotti congiuntamente attraverso la cooperazione tra sei Paesi (Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia). Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sta “seminando discordia” tra i Paesi mentre l’acquisizione dei potenti missili aria-aria “consentirebbe all’aviazione turca di competere con il Rafale greco“. Il rilascio dei missili “letali” è, come tutto dimostra, il punto di svolta che determinerà se la Turchia procederà con l’acquisizione di 40 caccia Eurofighter Typhoon.
George Labrinopoulos
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