Anno Santo: se abolissimo il turismo a Roma e non solo?

0
607
turismo

Problema che da sempre assale la Città Eterna ma che si potrebbe espandere a qualsiasi luogo nel Mondo: come far fronte al turismo di massa?

Ci siamo: finalmente è cominciato il fatidico Anno Santo. Un anno previsto da ben venticinque anni e come al solito la Città Eterna si è fatta trovare impreparata. Ma non è colpa del sindaco in carica, già l’ultimo Anno Santo, quello del duemila con Rutelli sindaco, la situazione del turismo era la stessa, basta leggere i giornali dell’epoca.

Certo, per chi non è romano, abbiamo il sottopasso nei pressi di San Pietro, il restailing di piazza Pia, di piazza Risorgimento e via Ottaviano, sempre a ridosso delle Mura Leonine del Vaticano, (dove è saltato già in alcuni punti il manto stradale, ndr) e, come se nulla fosse, ci sono ancora centinaia di cantieri ancora aperti che complicano la viabilità con code chilometriche nelle ore di punta. Per non parlare, poi, dell’annosa questione del trasporto pubblico, mezzi a loro volta intrappolati nel traffico a cui va aggiunta la mai risolta questione della carenza, o meglio, della disorganizzazione dei taxi. Insomma niente male come biglietto di presentazione dell’Urbe, nonché Capitale d’Italia, davanti al Mondo.

Turismo senza regole

Dopo questo sfogo, torniamo all’Anno Santo, certamente un periodo particolare per la Chiesa cattolica e i fedeli che accorreranno a Roma per attraversare le fatidiche porte e ottenere l’indulgenza plenaria dei peccati, cosa che non guasta certamente, ma anche il turismoGiubileo ha le sue criticità nella Città. Si prevedono insieme ai pellegrini anche una massa di semplice turismo “mordi e fuggi”, si parla di cifre di alcuni milioni di prenotazioni, secondo alcune stime ben 35 milioni di pellegrini, almeno di quelli prenotati. Una città di circa due milioni e mezzo di abitanti con una serie di carenze strutturali, si troverà a gestire una ondata umana di turisti spesso selvaggi, come raccontano le recenti cronache. Un turismo insomma spesso sen­za re­go­le dove ognu­no fa quel­lo che vuo­le e dove i re­si­den­ti del­le lo­ca­li­tà pre­scel­te in­dos­sa­no or­mai l’el­met­to per pro­teg­ger­si da que­ste orde di bar­ba­ri.

Non solo entrate

Mol­ti di­ran­no giu­sta­men­te che il tu­ri­smo da quan­do è nato ha por­ta­to non solo ric­chez­za, ma an­che nuo­vi scam­bi cul­tu­ra­li e com­mer­cia­li. E allora non si ca­pi­sce dove sa­reb­be la iattu­ra di viag­gia­re e di co­no­sce­re al­tri po­po­li. Cer­ta­men­te tut­to vero. Il tu­ri­smo per la ter­ra che lo ospi­ta è una ric­chez­za sot­to mol­ti pun­ti di vi­sta, ma se mal ge­sti­to, come da più par­ti de­nun­cia­to e non solo in Italia, ma un po’ in tutto il Mondo, di­ven­ta un pro­ble­ma serio.

Non solo per la vi­vi­bi­li­tà nel­le lo­ca­li­tà pre­scel­te, ma an­che per l’e­co­si­ste­ma già impazzi­to, pensiamo solo al boom dei Bed and Breakfast che hanno cancellato gli affitti nelle grandi Città, con grave ricaduta sociale. Per non parlare dell’im­pe­gno co­mu­na­le per quan­to riguarda i ri­fiu­ti, nota do­len­tis­si­ma, o l’im­pian­to fognario, strut­tu­re già con gravi criticità progetta­te per una po­po­la­zio­ne di cir­ca tre mi­lio­ni, quan­do però in un solo un anno que­sta aumen­ta a 35 mi­lio­ni, al­me­no di quel­li re­gi­stra­ti, sen­za con­ta­re il fai da te. In­som­ma è come se l’in­te­ra po­po­la­zio­ne ca­na­de­se ve­nis­se tut­ta in­sie­me nel­la Cit­tà Eter­na.

Cosa manca

Chi ama la pro­pria ter­ra di so­li­to è fe­li­ce di far co­no­sce­re ai fo­re­stie­ri le sue bel­lez­ze natura­li e ar­ti­sti­che, ma quan­do il tu­ri­sta per­de il ri­spet­to per la “casa al­trui” al­lo­ra cominciano i guai. Non solo per le co­la­te di ce­men­to che af­flig­go­no spiag­ge in­can­ta­te per se­co­li, l’aumen­to di smog o del traf­fi­co e il cambia­men­to di mol­ti cen­tri ur­ba­ni dove la fanno da pa­dro­ne ne­go­ziet­ti di sou­ve­nir “orienta­li” insieme a im­prov­vi­sa­ti fast food che deturpa­no o, peg­gio, cam­bia­no il vol­to del­le Città, specialmen­te quel­le d’ar­te che ven­go­no or­mai canniba­liz­za­te. Se poi ai pro­ble­mi infrastruttu­ra­li ag­giun­gia­mo la ma­le­du­ca­zio­ne di alcuni tu­ri­sti, che non si so­gne­reb­be­ro mai di fare a casa pro­pria quel­lo che fan­no in vacanza in casa al­trui, al­lo­ra l’el­met­to che accennava­mo pri­ma è fon­da­men­ta­le.

Assise permanente

La so­lu­zio­ne è sem­pli­ce (ov­via­men­te per chi scri­ve, ndr) o si po­ten­zia­no le in­fra­strut­tu­re o si met­te il bloc­co ai tu­ri­sti per ren­de­re la Cit­tà più vi­vi­bi­le per i vi­si­ta­to­ri, ma, so­prat­tut­to, per chi ci abi­ta tut­to l’an­no. Oggi con i voli low cost si ar­ri­va da per tut­to, an­che la lo­ca­li­tà più igno­ra­ta di­ven­ta una meta tu­ri­sti­ca del mo­men­to. Cosa fare al­lo­ra per li­mi­ta­re al­me­no que­sta vio­len­ta ma­le­du­ca­zio­ne? Una ric­chez­za in va­lu­ta stra­nie­ra da non po­ter cer­to sacrifica­re per l’e­co­no­mia spe­cie per Na­zio­ni che vi­vo­no solo di que­sto, ma qual­co­sa toc­ca pur fare per non mo­ri­re di tu­ri­smo sel­vag­gio.

Un’i­dea, pro­po­sta da qual­cu­no, è di crea­re una spe­cie di as­sem­blea, tipo Onu, per discute­re e ri­sol­ve­re que­sti pro­ble­mi che riguarda­no or­mai ogni an­go­lo del Glo­bo. Tut­ta­via, gli in­te­res­si sono tal­men­te for­ti e particola­ri per ogni Na­zio­ne che si­cu­ra­men­te, po­te­te starne cer­ti, non si farà nul­la, dovremo al­lo­ra spe­ra­re solo nel­la buo­na edu­ca­zio­ne di chi viag­gia e non è poco, op­pu­re, per chi ha fede, può sem­pre chie­de­re l’a­iu­to di San Cristoforo, il san­to dei pel­le­gri­ni, speran­do che qual­co­sa cam­bi.

 

Antonio Maria Rossi

Foto © Crux Now, Cnn, Rome Tourism

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui