La collaborazione tra le istituzioni e i cittadini alla base di un reale cambiamento per il bene del Pianeta
Sarebbe un Mondo magico, surreale, quello libero dall’inquinamento della plastica. Al posto di montagne di rifiuti, colline verdi e fiorite, mentre i parchi, divenuti luogo di abbandono, tornerebbero ad essere spazi puliti, dove giocare e godersi il sole. Sarebbe un sogno raggiungere un livello tale di consapevolezza dei danni che la plastica abbandonata, per inciviltà o cattiva gestione, provoca al nostro Pianeta. Il vero obiettivo da perseguire, però, è il passaggio dalla coscienza alle azioni poste in essere per essere più sostenibili. Tramite la sensibilizzazione si potrebbe cancellare il menefreghismo che spesso guida le nostre azioni. Con piccoli ma grandi gesti potremmo fare la differenza. Riconoscendo che il problema alla base dell’abuso della plastica e dell’inquinamento che ne deriva, sia intrinseco al rapporto tra l’uomo e la plastica stessa; ci sono numerose iniziative per affrontarlo nonché per velocizzare la transizione ecologica.
Comuni Plastic Free
Lo scorso 4 febbraio è stata presentata a Montecitorio la lista delle amministrazioni più virtuose nella gestione dei rifiuti e nella lotta all’inquinamento da plastica. Tale elenco, riguardante non solo Città ma anche paesi e borghi in tutta Italia, è stato elaborato da Plastic Free Onlus dopo un’attenta analisi basata su 23 criteri. Fondamentale per il bene del Pianeta è la collaborazione tra le istituzioni e i cittadini. Per tale motivo la cooperazione tra i Comuni e Plastic Free ha inizio con la stipula di un protocollo d’intesa, ad oggi ben 460. L’obiettivo è di ridurre la durata degli iter burocratici. Ciò favorirebbe le attività di volontariato, producendo benefici per il territorio, nonché avvicinerebbe e sensibilizzerebbe i cittadini alla tutela ambientale. Il riconoscimento come Comune plastic free ha durata annuale.
La premiazione vede la consegna del trofeo e dell’attestato di virtuosità, basata sull’attribuzione di 1, 2 o 3 tartarughe gold. Il premio viene assegnato sulla base di 4 pilastri principali, come spiegato da Luca De Gaetano, fondatore di Plastic Free: «Il primo è il contrasto all’inciviltà, una piaga che rovina il nostro territorio e anche la speranza di tanti giovani. Un’altra macroarea è la gestione corretta dei rifiuti. La terza è la sensibilizzazione sul territorio, importantissima perché portiamo i cittadini a fare scelte più sostenibili, e infine la collaborazione con la nostra associazione». Quest’anno sono ben 122 i riconosciuti come Plastic Free. In testa con il maggior numero di comuni coinvolti, per un totale di 16, c’è l’Abruzzo, seguito dai 14 della Sicilia e dai 12 della Puglia e del Veneto. Le uniche Regioni con zero comuni sono la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia-Giulia e la Basilicata.
Impegnarsi ogni giorno per la propria comunità
La cerimonia di premiazione si è svolta ieri (8 marzo 2025) a Napoli, presso il Teatro Mediterraneo, alla presenza di rappresentanti nazionali e sotto il patrocinio del Parlamento europeo, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del ministro dell’ambiente e della Sicurezza Energetica, nonché del Comune di Napoli. Importanti le parole del sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, per ribadire l’impegno e l’importanza della lotta all’inquinamento: «essere Plastic Free non significa solo eliminare la plastica, ma impegnarsi ogni giorno per la propria comunità. Noi sindaci siamo in prima linea e vogliamo costruire un futuro più sostenibile insieme ai cittadini».
In merito alle politiche europee in materia è intervenuto il presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo, Antonio Decaro. Per incentivare la transizione ecologica ha ribadito l’importanza delle legislazioni volte a limitare l’impatto della plastica sull’ecosistema. In proposito ha sottolineato la futura attuazione, nel corso della corrente legislatura, del Green Deal e delle sue misure, tra cui la direttiva SUP che vieta la plastica monouso.
Piccole scelte quotidiane
Nella lotta al contrasto dell’inquinamento, i cittadini giocano un ruolo fondamentale anche attraverso le loro azioni quotidiane che, se adottate su larga scala, possono portare a un impatto significativo.
Acquistare prodotti sfusi o con imballaggi ridotti
Molti negozi offrono la possibilità di acquistare merce alimentare sfusa (pasta, riso,
legumi, spezie) portando i propri contenitori. In questo modo, si riduce l’uso di imballaggi in plastica. Quando, invece, è inevitabile acquistare prodotti confezionati, si possono ricercare con imballaggi riciclabili o compostabili. Inoltre una buona scelta sarebbe usare borse riutilizzabili quando si fa spesa, evitando di prendere quelle di plastica monouso.
Riutilizzare e riciclare
Molti oggetti di plastica, come barattoli, contenitori e bottiglie, possono essere riutilizzati per conservare alimenti o per altri scopi domestici. Se la plastica non può essere riutilizzata, bisognerebbe assicurarsi di smaltirla correttamente nei contenitori dedicati alla raccolta differenziata, seguendo le regole locali sul riciclo. Fare scelte consapevoli consente di acquistare articoli più durevoli e riutilizzabili, piuttosto che articoli usa e getta.
Sostenere aziende e prodotti eco-friendly
Si possono scegliere marchi sostenibili, acquistano da aziende che si impegnano a ridurre l’uso di plastica nei loro imballaggi e che promuovono la sostenibilità ambientale. Nonché supportare iniziative locali attraverso l’acquisto di prodotti da negozi che utilizzano materiali alternativi ed ecologici.
Sensibilizzazione e partecipazione
Condividere le proprie conoscenze riguardo l’impatto della plastica sull’ambiente con amici, familiari e colleghi può aiutare nel comprendere come ognuno di noi possa contribuire al cambiamento. Inoltre si può prendere parte alle iniziative comunitarie organizzate dai gruppi locali, come la pulizia di spiagge e parchi. Anche piccole azioni come raccogliere la plastica durante una passeggiata possono fare la differenza. Si può aderire a petizioni che promuovono leggi contro l’uso della plastica monouso e per la tutela ambientale; richiedendo ai rappresentanti locali e nazionali che approvino politiche in materia.
Perché risolvere il problema dell’inquinamento?
L’inquinamento da plastica non è solo un problema estetico, ma una vera e propria emergenza globale. Ogni anno, tra i 7 e i 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli Oceani, alimentando la formazione di enormi isole di rifiuti galleggianti. Secondo i dati del Copernicus Marine Service, attualmente oltre 120 milioni di tonnellate giacciono nei nostri mari. La plastica, che impiega centinaia di migliaia di anni per decomporsi, minaccia gravemente la biodiversità marina. Solo nell’Australia settentrionale, ogni anno, tra le 5.000 e le 15.000 tartarughe rimangono intrappolate nei rifiuti. L’inquinamento, invece, aumenta il rischio di malattie nei coralli, che passa dal 4% all’89%. Il costo, sia ambientale che economico, è altissimo: si stima che l’inquinamento da plastica possa costare all’economia globale tra 2.500 e 28.000 euro per ogni tonnellata dispersa in mare.
«Quando istituzioni e cittadini lavorano insieme, il cambiamento non solo è possibile, ma diventa inarrestabile» ha dichiarato De Gaetano. Nella lotta contro l’abbandono illecito di rifiuti, la diffusione di una conoscenza che riduca l’utilizzo della plastica e la sensibilizzazione giocano un ruolo fondamentale. Solo promuovendo una cultura della sostenibilità potremo tornare a godere di un Mondo meno inquinato e più vivibile per tutti.
Ottavia Scorpati
Foto © Life Hugger, Telestense, The Straits Times, Ohga













