Incontro tra Fidan e Lavrov: cessate il fuoco e cooperazione

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Fidan Lavrov

Il logo provocatorio di un’associazione studentesca turca ha suscitato reazioni nella comunità greca e cipriota

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, e il suo omologo russo, Sergei Lavrov, hanno discusso degli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra della Russia con l’Ucraina, ha sostenuto una fonte diplomatica turca. I due ministri hanno anche analizzato le questioni di cooperazione energetica e relazioni bilaterali durante un incontro a margine del Forum diplomatico di Antalya.

Intanto la Turchia ha nuovamente alzato i toni contro Israele, accusando Tel Aviv di espansionismo e violazione della stabilità regionale, pur confermando che sono iniziati colloqui tra le due parti per prevenire un conflitto militare nello spazio aereo siriano. Il ministero della Difesa turco, in una dichiarazione, ha invitato la comunità internazionale ad agire contro ilcomportamento illegale” di Israele, sottolineando che le recenti azioni di Tel Aviv rappresentano una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente.

Le attività di Israele in Cisgiordania e i suoi continui attacchi ai Paesi vicini, come la Siria, minano la stabilità e la pace nella Regione”, si legge nella dichiarazione. Il ministero turco ha sottolineato in particolare la necessità di fermare gli “attacchi provocatori” che minacciano l’integrità territoriale di Damasco e destabilizzano la sua sicurezza, invitando Israele a mostrare responsabilità.

Dialogo solo per la de-escalation – Non per la normalizzazione delle relazioni

Nonostante la dura retorica, la Turchia e Israele hanno tenuto il loro primo incontro tecnico in Azerbaigian mercoledì, con l’obiettivo di creare un meccanismo di de-escalation in Siria basato sul modello che esisteva con le forze russe a Damasco al fine di evitare “incidenti” militari tra le due forze che operano nella stessa Regione. Fidan, parlando alla Cnn Türk, ha dichiarato: «Mentre conduciamo operazioni specifiche in Siria, è necessario un meccanismo di prevenzione dei conflitti con Israele, che opera anche con aerei nella Regione. Proprio come abbiamo meccanismi simili con gli Stati Uniti e la Russia, anche qui ci deve essere un’intesa tecnica».

Da parte israeliana, l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato l’incontro, affermando che il capo della missione era il capo del Consiglio di sicurezza nazionale israeliano, Jitchi Hanegbi, accompagnato da alti rappresentanti del ministero della Difesa israeliano e dei servizi di sicurezza di Tel Aviv.

La dichiarazione israeliana afferma che le due parti hanno presentato le rispettive aspirazioni regionali e hanno concordato di mantenere un dialogo tecnico per garantire la stabilità. Fidan ha chiarito, tuttavia, che i colloqui non mirano a ripristinare le relazioni bilaterali, ma si limitano strettamente alla prevenzione di conflitti militari.

La Siria a un crocevia di confronto geopolitico

La tensione riflette l’escalation della competizione geopolitica in Siria. Israele ha intensificato i suoi attacchi aerei, prendendo di mira principalmente le ex posizioni iraniane e le strutture dell’esercito siriano, tra cui l’aeroporto T-4 di Palmira che la Turchia vuole utilizzare. Queste azioni, presentate da Tel Aviv come un messaggio al nuovo Governo siriano, hanno suscitato preoccupazione ad Ankara, che mantiene una grande presenza militare nel nord del Paese.

La nuova leadership siriana sotto Ahmed al-Saraa, che è succeduto ad Assad, si sta rivolgendo alla Turchia per il sostegno militare, poiché non c’è alcun tentativo di riavvicinamento da parte di Israele. Al contrario, i funzionari di Tel Aviv sembrano ancora più ostili ad al- Saraa di quanto non lo fossero ad Assad.

Cosa viene prefigurato?

Se i colloqui tecnici funzioneranno, potrebbero fungere da meccanismo cruciale per prevenire incidenti accesi. Fidan LavrovMa lo sfondo politico rimane teso: Israele è preoccupato di rafforzare la presenza turca come contrappeso al ritiro iraniano, mentre la Turchia cerca di consolidare una profonda influenza in Siria, possibilmente fino a Homs o addirittura ad Hama. Se questa situazione porterà a una de-escalation o a un nuovo ciclo di confronto regionale rimane incerto, dato che Netanyahu ha già chiarito che vede negativamente la presenza della Turchia in Siria e impedirà la sua espansione vicino al confine con Israele.

Reazioni al logo degli studenti turco-ciprioti che mostra Cipro come parte della Turchia

Intanto a Cipro sono sempre aperti enormi problemi tra greci e turchi per la questione che dura da 1974. Questa volta la pietra dello scandalo è il logo degli studenti turco-ciprioti che mostra Cipro come parte della Turchia. Il fatto ha portato a uno scambio di lettere con l’Unione degli studenti dell’Università di Manchester e alla mobilitazione di organismi diplomatici e governativi in Grecia e a Cipro.

Il logo provocatorio di un’associazione studentesca turca ha suscitato molteplici reazioni nella comunità. Lo stemma in questione può essere trovato sulla pagina ufficiale della suddetta associazione su Instagram e Linkedin. Il nome del club è altrettanto provocatorio.

«Il club greco e cipriota ha espresso forti obiezioni all’incorporazione del terminecipriota del nord“, stiamo parlando di Cipro del nord che non esiste, nel nome del club», ha sostenuto Dimitris Achiladellis a Mega.

«La società turca e cipriota del nord, che per noi è controversa, offensiva e, a quanto pare e come concorda la comunità internazionale, illegale, allo stesso tempo ha adottato un logo che non abbiamo mai visto prima su internet. Non è solo la bandiera dello pseudo-stato o qualche altro simbolo proibito, è un emblema fatto su misura, che mostra la mappa della Repubblica di Cipro integrata con i colori della Turchia», ha affermato il vicepresidente delle associazioni studentesche greco-cipriote di Manchester, Zacharias Poutziouris.

«È il logo ufficialmente depositato presso l’Università di Manchester ed è ciò che usano in documenti, brochure, eventi, social media, ovunque c’è la mappa della Turchia con Cipro sotto. A parte questo, in altri eventi, anche nelle partite di calcio, usano questo logo e naturalmente la bandiera dello pseudo-stato», ha sottolineato Achiladellis.

L’Università di Manchester invoca la libertà di parola

«L’Università di Manchester invoca la libertà di parola e l’autodeterminazione degli studenti. Possono dire quello che vogliono e infatti alle elezioni hanno votato sia per il logo che per il nome», ha continuato Achiladellis. L’associazione studentesca greco-cipriota parla di propaganda da parte della Turchia.

«Parte del nostro sforzo per risolvere la questione è stato quello di incontrare l’associazione e ci siamo resi conto che non c’erano turco-ciprioti, almeno nel consiglio di amministrazione, e non ci sono molti membri, e questo ci fa vedere come sia una forma di propaganda da parte turca», ha ribattuto Poutziouris.

 

George Labrinopoulos

Foto © Mid.ru, The Jerusalem Strategic Tribune, The New Arab, The Economist

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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