Riforma Ndis in Australia: arriva Thriving Kids

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Riforma Ndis in Australia

Dal 2027 cambiano le regole con la nascita del nuovo sistema per i bambini con autismo lieve o moderato, tra investimenti e polemiche

Il ministro federale della Disabilità dell’Australia, Mark Butler, ha annunciato ai media dei cambiamenti all’Ndis che entreranno in vigore dal 2027.

L’Ndis (National Disability Insurance Scheme) è il sistema che in Australia fornisce fondi e supporto alle persone con una disabilità permanente e significativa.

Non è un servizio standard uguale per tutti: ogni partecipante riceve un piano personale con un budget annuale, che può usare per pagare terapie (fisioterapia, logopedia, supporto per trovare lavoro), assistenza a casa, trasporti, strumenti come carrozzine o computer, e attività sociali per favorire la partecipazione nella comunità.

Il programma è gestito dalla Ndia (National Disability Insurance Agency), che decide chi ha diritto e approva i piani. Possono accedere solo persone con disabilità gravi e durature, residenti in Australia e con meno di 65 anni (chi entra resta anche oltre quell’età). L’idea è dare più libertà: i fondi vanno direttamente al partecipante, che sceglie come spenderli e con quali fornitori.

La riforma: il programma Thriving Kids

Butler ha annunciato che i bambini con forme lievi o moderate di autismo verranno seguiti da un nuovo sistema chiamato “Thriving Kids”, che secondo il Sydney Morning Herald potrebbe generare un risparmio di 46 miliardi di dollari. Questa notizia ha però suscitato forti polemiche tra le famiglie con figli autistici, che temono di perdere i fondi necessari per garantire ai bambini tutto il supporto di cui hanno bisogno.

Secondo The Guardian Australia, diverse associazioni di persone con disabilità si sono dette «collettivamente deluse», perché non erano state consultate prima dell’annuncio. Il Governo federale investirà 2 miliardi di dollari nel programma Thriving Kids, che partirà a metà 2026, mentre le nuove regole per l’accesso all’Ndis scatteranno da metà 2027, quando il sistema sarà pienamente operativo.

Le preoccupazioni delle famiglie

Molte famiglie hanno raccontato la difficoltà di diagnosticare l’autismo, perché i segnali spesso non sono chiari per molto tempo. La preoccupazione è che il nuovo modello aumenti la pressione sugli insegnanti, già oggi molto stressati quando devono seguire studenti autistici.

Alcune associazioni, però, invitano a non avere paura dei cambiamenti: i bambini con autismo grave continueranno a rientrare nell’Ndis. Hanno anche criticato l’aumento eccessivo di diagnosi da parte dei pediatri, non solo di autismo ma anche di Adhd (disturbo da deficit di attenzione e iperattività).

Il ministro Butler ha ricordato che i costi dell’Ndis sono saliti del 10,2% e che probabilmente i Governi statali dovranno chiedere ai cittadini circa 2 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Alcuni premier, come Chris Minns (NSW) e Jacinta Allan Riforma Ndis in Australia(Victoria), hanno già avvertito che non accetteranno riforme «alla cieca», senza prima capire in dettaglio obiettivi e conseguenze. Attualmente, secondo il Sydney Morning Herald, circa 174.000 bambini sotto i 9 anni ricevono sostegno per un totale di circa 3 miliardi di dollari all’anno.

Opinioni degli esperti

Sam Bennett, direttore del Disability Program al Grattan Institute, ha dichiarato che l’Ndis lo scorso anno è costato circa 46 miliardi di dollari e che nel 2028 potrebbe superare i 58 miliardi. Per Bennett il programma è una speranza concreta per le famiglie, ma va migliorato: servono controlli migliori e diagnosi più accurate per intervenire precocemente.

Anthia Jacobson, avvocato e attivista con un figlio autistico, ha dichiarato che il Thriving Kids potrebbe essere utile per i bambini con forme lievi e moderate, ma non bisogna perdere il dialogo umano tra famiglie e medici. Spesso i genitori conoscono molto bene i comportamenti dei figli, mentre giovani medici alle prime armi faticano a cogliere i segni dell’autismo e a conquistare la fiducia dei bambini. Per Jacobson è fondamentale mantenere empatia e trasparenza: «le famiglie hanno diritto di sapere come sono spesi i fondi pubblici e devono poter scegliere liberamente i servizi».

Il Governo Albanese, forte della sua maggioranza, ha la possibilità di portare avanti la riforma, ma, come sottolinea la giornalista Natassia Chrysanthos del Sydney Morning Herald, restano domande aperte: come funzionerà davvero Thriving Kids? Quanti supporti avranno i bambini autistici? Rimarrà la possibilità di accedere comunque all’Ndis per servizi extra? La sfida tra Governo federale e governi statali è appena iniziata.

Giovanni Maria Pontieri

Foto © Early Start Australia, Mindful Thriving Kids, Ideaginger

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