La canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis segna un nuovo cammino di santità. Con loro il ricordo di Don Oreste Benzi nel centenario.
Papa Francesco, nel suo insegnamento, ha lasciato un concetto fondamentale: la «santità della porta accanto», quella vissuta nel quotidiano, nelle piccole e grandi scelte che aprono il cuore al prossimo. Nel settembre 2025, un avvenimento storico ha segnato la vita della Chiesa cattolica: Papa Leone XIV ha canonizzato due giovani figure straordinarie, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, proclamandoli santi come modelli di santità per le nuove generazioni.
Durante la cerimonia, Papa Leone XIV ha sottolineato: «la santità non è un traguardo irraggiungibile, ma una strada percorribile da tutti, soprattutto dai giovani che sanno mettere al centro la fede, l’amore per i poveri e il coraggio di testimoniare il Vangelo anche nella modernità».
Pier Giorgio Frassati: il filantropo e alpinista torinese
Pier Giorgio Frassati, nato a Torino il 6 aprile 1901 e morto il 4 luglio 1925, rimane ancora oggi un punto di riferimento per i giovani. Figlio dell’alta borghesia torinese – il padre Alfredo fu direttore del quotidiano La Stampa – visse in un contesto segnato dalla grande guerra. Nel 1914, quando l’Italia entrò in conflitto contro l’Austria-Ungheria, la sua famiglia mantenne una posizione neutralista. Eppure Pier Giorgio, spinto da una generosità innata, volle contribuire in prima persona: inviava i suoi piccoli risparmi ai soldati italiani e alle loro famiglie, mostrando fin da adolescente un cuore aperto agli altri.
La sua breve vita è stata un intreccio di fede, solidarietà e passione per la
montagna. Filantropo, studente e terziario domenicano, seppe coniugare la leggerezza giovanile con un impegno profondo. La sua compagnia, la Società dei Tipi Loschi, dietro un nome goliardico, nascondeva una missione: pregare, divertirsi in amicizia e praticare la solidarietà concreta verso i più poveri. Oggi, di fronte a conflitti come quello russo-ucraino o la guerra nella Striscia di Gaza, l’esempio di Frassati resta attuale. Anche allora, come oggi, i giovani erano chiamati a scegliere: chiudersi nell’indifferenza o impegnarsi per gli altri. Pier Giorgio scelse la seconda strada, dimostrando che la vera gioia nasce dal donarsi.
Il rapporto con i poveri fu il cuore della sua esistenza. Frassati era definito un vero «san Vincenzo de Paoli dei giovani»: vedeva nella povertà materiale uno strumento per avvicinarsi a Dio. Frequentava le conferenze vincenziane e, in assoluto anonimato, portava cibo, coperte e conforto agli ultimi di Torino.
Non cercò mai riconoscimenti. Diceva: «Gesù mi visita ogni giorno nell’Eucaristia, io posso ricambiarlo visitandolo tra i poveri». Questo spirito di servizio, silenzioso e concreto, lo rese amato da chi lo conosceva. Quando morì a soli 24 anni, migliaia di persone – poveri e bisognosi da lui aiutati – riempirono le strade di Torino per salutarlo.
Carlo Acutis: il santo dei social
Il secondo giovane canonizzato, Carlo Acutis, è stato definito il «santo dei social». Nato a Londra il 3 maggio 1991, visse la sua adolescenza a Milano e morì a soli 15 anni a Monza, il 12 ottobre 2006, a causa di una leucemia fulminante. Beatificato da Papa Francesco nel 2020, è stato proclamato santo da Papa Leone XIV il 7 settembre 2025.
Carlo mostrò fin da bambino una straordinaria fede cattolica. Aveva una devozione particolare per la Vergine Maria e per l’Eucaristia, che considerava la sua «autostrada per il cielo». Nonostante la giovane età, dedicò il suo tempo libero al volontariato, aiutando i senzatetto e servendo nelle mense per i poveri.
Appassionato di informatica, utilizzò la tecnologia come strumento di evangelizzazione: realizzò un sito web sui miracoli eucaristici con l’aiuto dell’Istituto San Clemente I Papa. Dopo la sua morte, quel lavoro è diventato una mostra itinerante che ha fatto il giro dei cinque Continenti, portando il messaggio di fede a milioni di persone.
I modelli spirituali di Carlo erano giovani santi come san Francesco d’Assisi, san Domenico Savio, san Luigi Gonzaga e san Tarcisio. Anche lui, come Frassati, nacque in una famiglia benestante, ma scelse una vita segnata dalla vocazione religiosa e dalla solidarietà verso i poveri.
Durante la canonizzazione, Papa Leone XIV ha affermato: «Carlo Acutis ha mostrato al Mondo che internet e i social non sono soltanto strumenti di svago, ma possono diventare luoghi di missione e di annuncio. Il suo esempio dice ai giovani: non abbiate paura di essere santi nella modernità».
Don Oreste Benzi: a 100 anni dalla nascita
Accanto a queste due figure, il 2025 segna anche il centenario della nascita di don
Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Un sacerdote che non è stato proclamato santo, ma che è stato ricordato da Papa Benedetto XVI come «infaticabile apostolo della carità». Don Benzi era chiamato in tanti modi: il prete degli ultimi, il parroco dalla tonaca lisa, il santo degli umili. Nonostante non sia stato canonizzato, il suo esempio rimane vivido. Diceva spesso: «non seppellitevi nelle vostre scarpe. Andate sempre oltre voi stessi».
Fu un uomo capace di cambiare il tempo che abitava, scuotendo cuori e menti, costruendo una vera rivoluzione culturale e sociale. A Rimini, città che gli ha dato i natali, il 2025 è stato proclamato anno di celebrazione del suo centenario, con eventi che sottolineano la sua visione di società del gratuito.
Una società che mette al centro la persona, che cammina «al passo degli ultimi», inclusiva e ricca di diversità. Don Benzi fu innamorato dei giovani e degli scartati dalla società, difensore della dignità delle donne, sostenitore di una Chiesa «in uscita», povera tra i poveri.
La sua più grande eredità è la Comunità Papa Giovanni XXIII, realtà diffusa in tutto il Mondo, che continua la sua missione accanto agli ultimi.
Giovani santi e santità quotidiana
L’esempio di Pier Giorgio Frassati, Carlo Acutis e don Oreste Benzi dimostra che la santità non appartiene al passato, né è privilegio di pochi eletti. È una chiamata universale, possibile anche oggi.
Frassati ci insegna che la fede può convivere con la gioia e l’amicizia, senza rinunciare al servizio concreto verso i poveri. Acutis ci mostra come i social e la tecnologia possano diventare strumenti di evangelizzazione e di carità. Don Benzi ci ricorda che ogni persona, anche la più fragile, ha una dignità inviolabile che va difesa.
Come ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia di canonizzazione: «la Chiesa oggi offre ai giovani due fari luminosi: Pier Giorgio e Carlo. Guardando a loro, comprendiamo che la santità non è un ideale lontano, ma un cammino che si percorre giorno per giorno, nella preghiera, nel servizio, nell’amore per i fratelli. E come don Oreste Benzi ha testimoniato con la sua vita, è possibile cambiare la storia se scegliamo di costruirla con gratuità e speranza».
Paolo Montanari
Foto © Fondazione Don Oreste Benzi













