The Idea of Sculpture: da Michelangelo ai robot a Venezia

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The idea of sculpture

A Venezia la mostra unisce Michelangelo e robot-scultori: un viaggio nella scultura dal Rinascimento al futuro

Venezia in questo periodo è una vera fucina di creatività. La Città lagunare non ospita soltanto la Biennale Cinema e la Biennale di Architettura “Intelligens, Natural, Artificial, Collective”, ma anche una mostra che apre un dialogo unico fra passato e futuro: “The idea of sculpture. From the hand to the robot”, inaugurata il 30 agosto 2025 a Palazzo Bollani, a cura di Roberta Semeraro e Giovanna Cicutto.

Il tema centrale dell’esposizione è quello di raccontare l’evoluzione della scultura dal Rinascimento ai giorni nostri, creando un ponte ideale tra la forza espressiva di Michelangelo Buonarroti e le nuove sfide introdotte dalla robotica e dall’intelligenza artificiale. La mostra resterà aperta fino al 19 novembre 2025, attirando l’attenzione del pubblico internazionale che affolla Venezia in questi mesi.

Un percorso fra Rinascimento e contemporaneità

Nei suggestivi spazi di Palazzo Bollani, i visitatori possono ammirare autentici capolavori che testimoniano l’evoluzione della scultura. Fra questi:

  • due disegni su carta di Michelangelo Buonarroti,

  • Un Torso virile in terracotta chiara attribuito al genio toscano, provenienti dal Museo Casa Buonarroti di Firenze.

Il percorso prosegue con 17 bozzetti di grandi artisti del Novecento, fra cui Botero, Mitoraj, Pomodoro e altri, provenienti dal Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Questi modelli dialogano idealmente con le 10 sculture dell’artista cubana Helena Bacardi, presente per la prima volta in Italia, quattro delle quali realizzate con l’ausilio di un robot. Un confronto affascinante che permette di riflettere su come la manualità e la tecnologia possano convivere e, talvolta, scontrarsi.

Il robot-scultore di Carrara: rivoluzione o minaccia?

Il dibattito si accende inevitabilmente intorno al tema del robot-scultore. Nelle cave di Carrara, proprio dove Michelangelo sceglieva i blocchi di marmo destinati a diventare capolavori come la Pietà, il David o il Mosè, oggi è operativo un gigantesco braccio meccanico capace di scolpire con estrema precisione.

Ma cosa direbbe Michelangelo di fronte a questa rivoluzione? Probabilmente rimarrebbe inorridito, considerando il sovrumano impegno che lui e le sue maestranze dedicavano alla scelta e alla lavorazione dei marmi.

Un robot-scultore infatti può produrre a catena opere in marmo che, nella tradizione, richiederebbero anni di certosino lavoro. Da qui nasce l’interrogativo: una scultura realizzata da una macchina può davvero sostituire la creatività umana?

Arte e tecnologia: due mondi a confronto

The idea of sculptureIl rischio, come anticipato già da Charlie Chaplin nel celebre film Tempi Moderni, è quello di trasformare l’arte in una catena di montaggio, svuotandola della sua componente più umana: l’anima. Eppure, molti artisti contemporanei come Maurizio Cattelan, Giuseppe Penone, Antony Gormley e Gregg stanno sperimentando l’uso dei robot come alternativa alla scultura tradizionale, aprendo nuove strade creative e nuove riflessioni.

Non mancano però le voci critiche. Diego Zampolini, presidente della Cooperativa Scultori di Carrara, sostiene che una scultura rifinita da un robot sia morta, mentre quella rifinita da uno scultore sia viva e capace di comunicare. E cita l’esempio del Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli, un’opera che non solo si osserva, ma sembra osservare lo spettatore.

Una sfida aperta fra arte e intelligenza artificiale

Il dibattito è aperto: la manualità artistica è destinata a essere sostituita dalla tecnologia?. Oppure l’intelligenza artificiale e i robot devono essere considerati strumenti a supporto della creatività umana, senza snaturarla?.

La mostra di Palazzo Bollani diventa così un luogo di riflessione non solo sull’evoluzione della scultura, ma anche sulle sfide del futuro. Fra intelligenza naturale e intelligenza artificiale, l’arte sembra destinata a rinnovarsi continuamente, senza mai perdere la sua funzione principale: quella di far riflettere, emozionare e raccontare la condizione umana.

In attesa di scoprire quale direzione prenderà la scultura contemporanea, una cosa è certa: il dialogo fra Michelangelo e i robot è appena iniziato, e Venezia si conferma ancora una volta capitale mondiale della cultura.

 

Paolo Montanari

Foto © Itinerarinellarte, VersiliaPost, Arte.it

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