Appello di Papa Leone XIV: «in Terra Santa ci sono ora scintille di speranza, auspicabile una pace anche in Ucraina»
Quando, giovedì 25 settembre, è cominciato il processo d’appello per la gestione dei fondi della Santa Sede, per la compravendita di un palazzo a Londra, definito da molti “il processo del secolo”, non ci si aspettava che, all’inizio dell’udienza, un colpo di scena avrebbe riportato alla ribalta la tesi dell’innocenza del cardinale Giovanni Angelo Becciu, già ex sostituto per gli affari generali della Santa Sede, condannato in primo grado nel 2023 ed escluso dal conclave da Papa Francesco, nel quale è stato eletto poi Papa Leone XIV.
Macchinazioni ai danni di Becciu e inquinamento del processo
Ricordo ai lettori che il cardinale Becciu ha sempre dichiarato la sua «assoluta innocenza». In questa udienza gli avvocati della difesa hanno contestato i «rescripta» di Papa Francesco perché, secondo i legali, «è stato permesso al promotore Diddi di selezionare a sua discrezione gli atti da consegnare alle controparti pieni di omissis». A parere quindi della difesa emergerebbe che gli interrogatori del prelato sarebbero frutto di macchinazioni a danno del cardinale Becciu, nel quale, peraltro, sarebbero coinvolti funzionari vaticani.
Insomma, in molti hanno gridato allo scandalo per un processo inquinato da condizionamenti e triangolazioni, che sembrano richiamare vendette personali. Comunque è stata presentata istanza di ricusazione al promotore di giustizia vaticano Diddi, e gli imputati hanno impugnato le quindici ordinanze pronunciate dal tribunale vaticano nel corso del 2022 e 2023. In attesa di ulteriore documentazione, il processo è rinviato ai primi mesi del 2026.
Il primo viaggio all’estero di Papa Leone XIV
È il primo viaggio apostolico del Papa, che sarà in Turchia e Libano dal 27 novembre al 2 dicembre. Un pellegrinaggio a Iznik, l’antica Nicea, che avrebbe voluto fare il suo predecessore Papa Francesco: una promessa che ora si avvera con Prevost, suo successore sul trono di Pietro.
La Turchia, terra del concilio di Nicea, nel quale si celebrano i 1700 anni del primo concilio della storia, convocato dall’imperatore romano Costantino I insieme a vescovi e patriarchi. Oggi chiamata Iznik, è a 130 km da Istanbul. Leone sarà in questa cittadina dal 27 al 30 novembre e porterà un messaggio di pace nella polveriera medio-orientale.
Dal 30 novembre al 2 dicembre si trasferirà in Libano, il Paese dei cedri, piagato da guerre e crisi. Anche in questo caso Papa Leone risponderà a una promessa fatta a un giornalista nel marzo del 2021 da Francesco, quando, sul volo di ritorno dall’Iraq, in quell’indimenticabile pellegrinaggio compiuto nonostante i timori del covid, rispose su una sua possibile visita e disse di aver scritto al patriarca Bechara Bei, che gli chiedeva di fare una sosta a Beirut.
Ricordo, in proposito, una battuta che fece papa Francesco nei viaggi: «Pietro c’è sempre. Non l’uomo, ma il Papa».
Il viaggio di Prevost in Libano sarà una carezza al popolo libanese, oppresso dalla crisi economica e umiliato dalla guerra dei mesi scorsi tra Israele e Hezbollah, che ha devastato i territori del sud del Paese. L’ultima volta che un Pontefice aveva visitato il Libano fu Benedetto XVI nel 2012.
Il Venezuela chiede l’intervento di Leone XIV
Aumentano le tensioni in Venezuela. Il leader socialista Nicolás Maduro ha avvertito sul rischio di un attacco da parte di un gruppo terrorista locale contro l’ambasciata americana a Caracas. L’attentato sarebbe stato pianificato con esplosivi, come gesto di provocazione per la presenza militare statunitense nel Mar dei Caraibi. L’intenzione dell’attentato sarebbe quella di provocare un’escalation tra i due Paesi.
Con una lettera ufficiale a Papa Leone XIV, il leader socialista ha chiesto aiuto alla Santa Sede per mantenere la pace. L’ambasciatore del Venezuela Zeltzer ha consegnato la lettera al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano.
L’intervento del Vaticano nella mediazione del conflitto venezuelano è auspicabile anche per l’opposizione, la cui leader María Corina Machado (insignita del Nobel in questi giorni) ha chiesto al Santo Padre un concreto interessamento presso il regime di Maduro per liberare tutti i prigionieri politici, in occasione delle cerimonie che si svolgeranno domenica 19 ottobre per la canonizzazione dei primi santi venezuelani: José Gregorio Hernández e Carmen Rendiles.
Il Vaticano soddisfatto per l’accordo su Gaza
Il segretario di stato Parolin ha espresso soddisfazione per l’accordo di pace tra Hamas e Israele, siglato in Egitto con la mediazione Usa.
Intervistato presso l’università Urbaniana, ove si è recato per un convegno internazionale su “I 100 anni dal Concilium Sinense”, ha definito l’accordo sul conflitto a Gaza come «un passo avanti… ma ora viene la parte più difficile. Come dicono, il diavolo sta nei dettagli, e ci sono tanti punti che chiedono di essere implementati e probabilmente sui quali non c’è perfetta coincidenza tra le due parti. Ciò che serve è la buona volontà», ha concluso Parolin.
Papa Leone in visita al Quirinale
Il presidente Sergio Mattarella ha avuto la prima udienza in Vaticano il 6 giugno; ora Papa Leone XIV lo incontra martedì 14 ottobre alle ore 11, quando il pontefice sarà accolto ufficialmente al Quirinale. È questo il terzo incontro tra Prevost e Mattarella, che aveva partecipato il 18 maggio scorso alla messa di inizio pontificato e quindi aveva salutato il Papa nella basilica vaticana al termine della celebrazione.
L’ultima volta che un pontefice è salito al colle risale al 10 giugno 2017, quando Papa Francesco fece visita al presidente Sergio Mattarella, rieletto per un secondo mandato. La prima visita di un Pontefice al Quirinale, un tempo residenza dei pontefici, risale al 28 dicembre 1939: Pio XII ricambiò l’incontro ufficiale in Vaticano con i sovrani d’Italia.
Giancarlo Cocco
Foto © Nuovo dialogo, FarodiRoma, Virtus Magazine, Al Jazeera













