Sperimentazione animale: tutt’oggi fulcro della ricerca scientifica

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Tema molto dibattuto e regolamentato a livello europeo, alla sua base ha il principio delle 3R senza mai trascurare il benessere animale

L’impiego di animali nelle attività umane, dalla sperimentazione all’intrattenimento, è divenuto solo recentemente oggetto di riflessione morale. Fin da bambini entriamo in contatto con il dolce paperotto, il coraggioso leone e il buffo pinguino. Man mano crescendo invece passiamo da una “stilizzazione” a una “catalogazione per funzione”: tendiamo a suddividerli tra quelli da compagnia, da laboratorio, da carne o da caccia. Sostanzialmente definiamo ogni animale solo in base al fine umano che verrà raggiunto attraverso di loro.

Eppure la scienza dimostra che sono dotati di senzienza, tramite l’etologia cognitiva sappiamo possano provare paura e sofferenza. Riconoscerne la dimensione cognitiva ha portato alla volontà di farne considerare la soggettività, nonché farne garantire il benessere. Non ci deve dunque sorprendere che, soprattutto negli ultimi anni, ci sia stata una forte mobilitazione volta ad ottenere una maggiore tutela degli animali. Perfino a livello europeo la questione è divenuta motivo di dibattito, creando spesso insoddisfazione, mentre si resta sospesi tra necessità scientifica ed etica della ricerca.

Origini e importanza della ricerca animale

sperimentazione animaleTra i temi più dibattuti del panorama scientifico contemporaneo troviamo la sperimentazione animale. Tutt’oggi passaggio fondamentale per lo sviluppo di farmaci e terapie, c’è chi la considera una pratica anacronistica, chi invece ritiene sia una necessità scientifica. In passato l’utilizzo degli animali permise lo sviluppo di vaccini salva vite, come quello contro la rabbia, che però prevedevano una metodologia di ricerca spesso cruenta e priva di regole. A imporre un cambio rotta fu Jeremy Bentham che, alla fine del ‘700, sottolineò che si dovesse considerare non tanto se una creatura potesse ragionare o parlare, quanto piuttosto se potesse soffrire. Con il Cruelty to Animals Act del 1876 si ebbe invece la prima legge che regolamentava la sperimentazione animale, richiedendo la minimizzazione del dolore, nonché la giustificazione dell’esperimento e la certificazione dello sperimentatore.

L’importanza dei test di sicurezza nello sviluppo dei farmaci divenne evidente tra la fine degli anni ’50 e inizio ’60 del 1900. In questi anni infatti la talidomide, farmaco tedesco, veniva prescritto per curare l’ansia e la nausea delle donne in gravidanza. Inizialmente il farmaco venne testato sui topi, senza rilevarne la tossicità. Una volta entrato in commercio, causò la nascita di circa 10 mila bambini affetti dalla focomelia. Difatti il farmaco era stato testato per troppo poco tempo e sulle specie sbagliate, nonché all’ora non si sapeva che la placenta non costituisse un totale riparo per il feto. Testata sui conigli in gravidanza, la talidomide diede gli stessi effetti collaterali tragici che si erano riscontrati sugli umani.

Il principio delle 3R

Una svolta nella sperimentazione animale è stata l’introduzione del principio delle 3R, elaborato dallo zoologo William Russell e dal microbiologo Rex Burch.

  • Remplacement: sostituire l’uso di animali quando l’obiettivo scientifico potrebbe essere raggiunto con metodi alternativi;
  • Reduction: ridurre al minimo il numero di animali utilizzati, mantenendo la significatività statistica dei risultati;
  • Refinement: minimizzare la potenziale sofferenza e lo stress degli animali coinvolti.

Tale paradigma, che tutt’oggi guida i ricercatori, spiega perché il 90% delle ricerche vengano effettuate sui roditori. Difatti, sulla base del loro sviluppo neurologico, questi possiedono una minore capacità di soffrire.

sperimentazione animaleA livello europeo, particolare interesse nei confronti degli animali si è raggiunto grazie al Trattato di Lisbona. L’art.13 li ha riconosciuti come “esseri senzienti”, ma è solo con la direttiva europea 2010/63, riguardante la protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, che è stato introdotto il concetto di 3R. L’obiettivo europeo, tramite tale direttiva, è di giungere un giorno alla completa sostituzione degli animali in iniziative a scopi scientifici ed educativi. Allo stesso tempo però viene specificato che ciò potrà avvenire solo quando sarà scientificamente possibile. Fino a quel momento, dovrà essere garantita la massima protezione degli animali. Su questa scia, ulteriore passo in avanti in Ue è stato compiuto nel 2013, con l’introduzione del divieto dei test cosmetici sugli animali.

Sperimentazione preclinica regolatoria e metodi alternativi

La normativa europea e italiana individua gli ambiti in cui è consentito l’impiego di modelli animali. Tra questi è compresa la sperimentazione preclinica regolatoria, finalizzata ad osservare come una molecola si comporti all’interno di un organismo complesso. Oggetto di studio diviene il grado di tossicità, quale sia la via di somministrazione più appropriata, i meccanismi di assorbimento e di eliminazione. Solo dopo approfonditi studi in vitro, lì dove vi è evidenza che la molecola possieda potenziali effetti terapeutici, si può procedere con la sperimentazione animale. Ciò al fine di verificare se e come la sostanza si mantenga o si modifichi.

Esistono metodi alternativi alla sperimentazione animale. Per alcune patologie però questi non possono essere sostitutivi quanto complementari alla ricerca. Tali metodi comprendono le colture cellulari e gli organoidi (repliche tridimensionali in miniatura di organi o tessuti), gli organ-on-chip (dispositivi che riproducono la fisiologia del corpo umano) e i modelli basati sull’intelligenza artificiale, utilizzati per elaborare previsioni sulla frequenza e sull’evoluzione delle patologie. Questi tuttavia presentano ancora importanti limitazioni: non riescono a riprodurre la stessa complessità dell’organismo umano e pongono problemi di eterogeneità e di standardizzazione. Gli studi disponibili mostrano che la ricerca condotta sugli animali mantiene una correlazione significativa e positiva con l’efficacia clinica, rispetto agli studi eseguiti esclusivamente in vitro.

Un elemento fondamentale nella scoperta di nuovi farmaci è la validità predittiva. Quasi tutti i farmaci, le terapie e i dispositivi medici oggi disponibili sono stati sviluppati anche grazie agli esperimenti condotti tramite questo metodo di ricerca.

Nuove norme di protezione

sperimentazione animaleNel mentre il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che aggiorna le norme di protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Il provvedimento, che recepisce la direttiva europea 2024/1262, introduce nuovi requisiti in merito l’alloggiamento, la cura, la gestione ambientale nonché la soppressione; soprattutto rispetto alcune categorie precedentemente non coperte da standard armonizzati a livello europeo. Si tratta dei pesci zebra, dei cefalopodi e degli uccelli passeriformi. Gli Stati membri dell’Ue dovranno adeguarsi entro il 4 dicembre 2025, con applicazione del ricevimento a decorrere dal 4 dicembre 2026.

Gli animali, qualunque sia il “ruolo” da noi attribuitegli, continuano ad essere centrali e fondamentali nelle nostre vite. Numerose ricerche dimostrano come non possiamo farne a meno, dobbiamo loro molti dei nostri traguardi, soprattutto in ambito scientifico. Per poter continuare a garantire la nostra sicurezza e benessere, dobbiamo in primis garantire il loro. Solo alimentando, giorno dopo giorno, una rete di consapevolezza e rispetto si potrà continuare a scrivere la storia del progresso scientifico.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Gircor, Look to the stars, Greenme, El Correo Gallego

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