Luoghi Sacri Condivisi a Roma: mostra a Villa Medici 2025

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Un viaggio tra arte, fede e cultura mediterranea nell’anno del 150° anniversario dell’École française de Rome

Nel 2025 l’École française de Rome festeggia un traguardo storico: il 150° anniversario dalla sua fondazione e installazione a Palazzo Farnese. In occasione di questa importante ricorrenza, l’istituzione prosegue con rinnovato impegno la propria missione di diffusione dei risultati della ricerca verso il grande pubblico, promuovendo eventi culturali volti a esplorare la storia e le culture del Mediterraneo.

Un progetto condiviso tra istituzioni francesi e italiane

Proseguendo le proficue collaborazioni con i suoi partner romani, l’École ha dato impulso all’organizzazione della mostra “Luoghi Sacri Condivisi: viaggio tra le religioni”, attualmente accolta a Villa Medici, e prodotta dall’Accademia di Francia a Roma, dal Mucem e dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sedei Pii stabilimenti francesi a Roma e a Loreto.

La mostra, a cura di Dionigi Albera, Raphaël Bories e Manoël Pénicaud, è visitabile dal 10 ottobre 2025 al 19 gennaio 2026.

Dieci anni di ricerca antropologica in viaggio

L’esposizione originale, “Lieux saints partagés”, è stata presentata per la prima volta nel 2015 al Mucem di Marsiglia (Musée des civilisations de l’Europe et de la Méditerranée). In questi dieci anni ha viaggiato in tutto il Mondo, trasformandosi e adattandosi ogni volta all’attualità e ai luoghi che la ospitavano.

La mostra è arrivata per la prima volta a Roma nel 2022, quando l’École française de Rome ne ha accolto una parte nella galleria della sua sede di Piazza Navona, con il titolo “Luoghi sacri condivisi. Un pellegrinaggio fotografico nel Mediterraneo” (6 dicembre 2022 – 19 gennaio 2023). L’obiettivo era far conoscere al pubblico i risultati del grande lavoro di ricerca antropologica svolto nel Mediterraneo, con l’auspicio che Roma potesse accogliere nuovamente il progetto in una forma più ampia.

Brigitte Marin, direttrice dell’École ha dichiarato: «sono molto felice che, in occasione del Giubileo 2025, Roma possa accogliere nuovamente la mostra “Luoghi sacri condivisi”, su cui l’École aveva investito qualche anno fa, grazie all’impegno di Florence Mangin, ambasciatrice di Francia presso la Santa Sede, e all’entusiasmo di Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Roma».

Un ciclo di conferenze dedicato ai luoghi sacri condivisi

Per accompagnare l’apertura della mostra, l’École française de Rome ha scelto di dedicare al tema dei luoghi sacri condivisi il ciclo di conferenze annuale “Letture mediterranee”. Giunto alla nona edizione, questo ciclo è ormai un appuntamento consolidato di divulgazione del sapere, nato con lo spirito di condividere i risultati delle scienze umane con un pubblico ampio e variegato. Affidato alla voce di Dionigi Albera, antropologo e direttore emerito di ricerca al CNRS, co-curatore della mostra, il ciclo di tre conferenze si intitola “Negli interstizi delle religioni. Devozioni condivise nel Mediterraneo”.

L’iniziativa è organizzata dall’École française de Rome in partenariato con l’Ambasciata di Francia in Italia, l’Institut français Italia, l’Accademia di Francia a RomaVilla Medici e l’Institut françaisCentre Saint-Louis.

Tavole rotonde e giornate di studio sul dialogo tra religioni

L’École française de Rome partecipa inoltre al programma di incontri, tavole rotonde e giornate di studio organizzate nell’ambito della mostra, con l’obiettivo di offrire uno sguardo d’insieme sul tema religioso e sulle devozioni condivise nel Mediterraneo, creando un terreno di riflessione comune tra arte, storia e spiritualità.

Il ciclo di conferenze e giornate di studio, pilotato dall’Institut français Centre Saint-Louis, si articola in più appuntamenti lungo tutto il periodo di apertura della mostra.

I prossimi incontri in programma:

  • Pluralismo religioso e migrazioni in Italia
    13 novembre 2025 – Institut Français – Centre Saint-Louis
    14 novembre 2025 – Sapienza Università di Roma

  • Esperienze concrete di dialogo interreligioso nel mondo mediterraneo
    11 dicembre 2025 – Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, Villa Bonaparte
    12 dicembre 2025 – Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica (PISAI)

Per l’inizio del 2026, il programma proseguirà con due incontri dedicati al tema “Arte, architettura, urbanistica. Le conversioni dei luoghi di culto: approccio storico e valorizzazione contemporanea”, previsti per l’8 e 9 gennaio 2026 presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. Attraverso queste iniziative, l’École française de Rome conferma la propria vocazione a promuovere la ricerca e i suoi risultati, offrendo al pubblico chiavi di lettura per comprendere la complessità del mondo mediterraneo.

Una mostra che intreccia arte, storia e spiritualità

La mostra “Luoghi Sacri Condivisi. Viaggio tra le religioni”, aperta fino al 19 gennaio 2026 presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, esplora i luoghi simbolici del sacro tra cristianesimo, ebraismo e islam.

Ideata e prodotta dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, dal Mucem e dall’Ambasciata di Francia presso la Santa Sede, con il consiglio scientifico dei Musei Vaticani e del Museo Ebraico di Roma, l’esposizione è frutto anche del supporto e della collaborazione dell’École française de Rome, che aveva già ospitato nel 2022-2023 una selezione fotografica del progetto.

Oltre un centinaio di opere, che abbracciano circa due millenni di storia, accompagnano il visitatore in un percorso inedito alla scoperta di santuari e figure condivise tra le tre religioni monoteiste. Tra gli autori esposti spiccano Marc Chagall e Le Corbusier, con prestiti provenienti dai Musei Vaticani, dal Museo Ebraico di Roma, dal Museo del Louvre e dal Mucem.

La mostra pone una domanda fondamentale: come può un luogo essere allo stesso tempo sacro e condiviso? Nell’immaginario comune, un santuario è solitamente associato a una sola confessione. Eppure, non è raro che fedeli di religioni diverse superino i confini dogmatici per recarsi a pregare in un luogo appartenente a un’altra tradizione, alla ricerca di una figura sacra condivisa.

Sette sezioni per raccontare il sacro nel Mediterraneo

Il percorso espositivo si articola in sette sezioni – Città sante, Il mare, Il giardino, La montagna, La grotta, Oggetti vagabondi, Architetture – che guidano il visitatore in un viaggio nel dialogo tra fedi e culture.

Questi spazi sacri condivisi si intrecciano all’interno delle tre grandi religioni monoteiste – ebraismo, cristianesimo e islam – rivelando le interazioni storiche, culturali, spirituali e artistiche che hanno plasmato le società del bacino del Mediterraneo. Un fenomeno spesso occultato in Occidente, ma che in realtà mostra la ricchezza delle contaminazioni e dei legami tra comunità diverse.

Come sottolineano i curatori Dionigi Albera, Raphaël Bories e Manoël Pénicaud, l’intento della mostra è «rivelare il Mediterraneo come spazio di interconnessioni e di scambio tra religioni, culture e popoli», invitando il pubblico a riflettere sui valori di pace, dialogo e rispetto della diversità.

 

Matteo Vinci

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