Luisa Spagnoli: la pioniera che rivoluzionò lavoro e moda

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Luisa Spagnoli

La storia di un’imprenditrice visionaria che innovò il lavoro femminile, il tessile e il cioccolato, diventando un’icona italiana

Luisa Spagnoli era una donna che valorizzava le donne e, da grande sognatrice, intravedeva la possibilità di conquistare uno spazio oltre le mura domestiche. Una pioniera come Coco Chanel, che anticipò i tempi, animata dal desiderio di liberarsi dai ruoli costrittivi imposti dalla società. Un romanzo biografico scritto da Paola Jacobbi (Ed. Sonzogno), dal titolo “Luisa“, ne ripercorre la storia.

Un’imprenditrice moderna

Luisa Spagnoli, nata nel 1877 a Perugia, si sposa molto giovane con Annibale Spagnoli, dal quale eredita un cognome destinato a entrare nella storia. Insieme rilevano una piccola drogheria nel centro della città, che nel 1909 si trasforma in un laboratorio artigianale pronto a segnare un’epoca.

Ma le aspirazioni di Luisa, di famiglia umile, sono tante: non si accontenta di produrre confetti e cioccolatini, ma vuole che i suoi prodotti siano i migliori in circolazione. Da qui nasce il Cazzotto, che sarà ribattezzato dal suo nuovo compagno, Giovanni Buitoni, Bacio Perugina.

Un’intuizione geniale di Luisa, che però non si limita ai prodotti, ma si estende a chi li rende possibili: i dipendenti. Introduce strutture sociali capaci di migliorare concretamente la vita quotidiana. Fonda così l’asilo nido nello stabilimento di Fontivegge – considerato il più avanzato d’Europa nel settore dolciario – e apre numerosi spacci aziendali permettendo alle donne di fare la spesa dopo il lavoro.

Un’idea semplice ma rivoluzionaria che anticipa il concetto di welfare aziendale. Per Luisa, la buona riuscita di qualsiasi progetto passa prima di tutto dal prendersi cura delle persone.

Il tessile e il cinema

Luisa è una fucina sempre in attività e si lancia in un nuovo progetto lontano da quello alimentare: il settore tessile. Nel 1928 avvia un allevamento di conigli d’angora e, con il loro morbido pelo, realizza i primi maglioni. Nel quartiere di Santa Lucia nasce la produzione di scialli e boleri di lana soffice.

Non solo la qualità della materia prima conquista le clienti raffinate dell’epoca – tra cui Sofia Loren, Anna Magnani ed Esther Williams – ma i capi di Luisa incontrano anche le esigenze del periodo post-bellico, in cui si abbinano capi sportivi e chic. Un movimento imprenditoriale che si trasforma presto in maglieria alla moda.

L’affermazione

Il successo prosegue anche dopo la morte, avvenuta a 58 anni, della grande imprenditrice umbra. A prenderne la guida è il figlio Mario, che apre il primo negozio di abbigliamento a Perugia e trasforma l’azienda nel principale produttore d’angora.

Luisa SpagnoliA favorirne il successo contribuisce la politica autarchica del fascismo, che impose la realizzazione di capi interamente con tessuti italiani. Seguendo la logica imprenditoriale della madre, Mario realizza una comunità autosufficiente, la Città dell’Angora, dotata di case per i dipendenti, botteghe artigiane, piscina, sala medica, pediatria e asilo nido.

I servizi integrativi che Luisa Spagnoli riserva ai suoi dipendenti testimoniano i valori profondi alla base della sua visione imprenditoriale. Nella sua azienda il 76% delle lavoratrici è donna, e l’impresa continua a investire su di loro, migliorando costantemente l’ambiente lavorativo.

Luisa Spagnoli è stata una donna austera ma buona, lungimirante ma umile.

Il nuovo libro sulla Spagnoli

Nel libro biografico dedicato a Luisa Spagnoli si racconta la sua origine umile. Figlia di una casalinga e di un pescivendolo, ha conosciuto la povertà e sa bene che la sua drogheria, con molti sacrifici, si sarebbe potuta trasformare in un’industria.

Un incipit molto bello per questo romanzo biografico, scritto dalla giornalista e critica cinematografica Paola Jacobbi, che ripercorre l’ascesa di Luisa Spagnoli da giovane imprenditrice a icona dell’innovazione italiana.

 

Paolo Montanari

Foto © Comunicaffè, L’Ettore

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