Assisi celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco con eventi, mostre e liturgie per riscoprire il suo messaggio di pace e fraternità universale
Le celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, noto come il Transito, sono iniziate ufficialmente il 10 gennaio 2026 e si svolgeranno durante l’anno. Assisi e Gubbio sono i centri principali delle commemorazioni, con un anno giubilare che include l’esposizione delle spoglie del Santo, eventi culturali e celebrazioni liturgiche per riscoprire il messaggio di pace e fraternità.
Inaugurazione del centenario del Transito
Una commissione ufficiale per le celebrazioni del centenario del Transito è guidata dal noto poeta Davide Rondoni, e ha preso il via ad Assisi con una Liturgia della Luce, il 10 gennaio, culminata con l’accensione del cero nella Cappella del Transito in Porziuncola.
Fra gli eventi più importanti è prevista l’ostensione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco a partire dal 22 febbraio 2026. Il 4 ottobre, festa nazionale dedicata a San Francesco patrono d’Italia, rappresenterà il momento centrale, preceduto da numerosi eventi diffusi e convegni per valorizzare l’attualità del Santo.
Un volume: San Francesco d’Assisi – Pellegrino della povertà
Un volume dal titolo San Francesco d’Assisi – Pellegrino della povertà ripercorre la vita del Santo e i suoi viaggi e peregrinazioni. Anche l’editoria è in pieno movimento per ricordare la figura di San Francesco, il Giullare di Dio, come lo definì Roberto Rossellini nel suo omonimo film, nel quale, al di là dello stile neorealista, volle identificare il poverello d’Assisi nel binomio di laetitia e povertà. Un altro film, capolavoro su Francesco, è il Francesco di Liliana Cavani, in cui la rottura sociale domina anche sull’aspetto spirituale, in un contorno ambientale semplice e selvaggio.
Fra i libri che stanno uscendo in questo periodo, si segnala il bel volume ben illustrato di Federico Uncini, dal titolo San Francesco d’Assisi – Pellegrino della povertà. Cronologia e itinerari dei suoi viaggi. Tutti i luoghi della vita del Santo, edito da Nisroch.
Nella prefazione al libro, fra Ferdinando Campana, OFM, ha voluto evidenziare il valore storico e geografico dell’opera: «Ci sono a volte delle opere di storia e di geografia che ti sembra che sia scontato che si trovino da qualche parte e che sia facile reperire. Eppure non è così, perché spesso opere di ricerca talvolta certosina non è facile da reperire».
Ripercorrere le strade e le rotte
Il volume di Federico Uncini ha colmato un vuoto, soprattutto per il lettore comune. Gli studi su San Francesco sono innumerevoli, dai volumi biografici alla sua spiritualità e alla sua opera, che con il Cantico delle Creature è divenuta il primo grido poetico della letteratura italiana, di grande e drammatica attualità per gli squilibri ambientali, ecologici, geopolitici, spesso in mano ai poteri forti.
Il libro di Uncini è originale perché aiuta a ripercorrere le strade e le rotte che il Santo d’Assisi, primo immigrato–emigrato della civiltà cattolica, ha percorso in rotte italiche e del Mediterraneo, nel pur breve tratto della sua vita: un percorso religioso di vent’anni e peregrino, divenuto simbolo della cristianità. Fra Ferdinando Campana, frate minore, sottolinea nella prefazione: «Lo stesso San Francesco, che ha fatto del peregrinare lo stile della sua vita, raccomanda ai frati di non fermarsi a vivere dentro un monastero, che il poverello d’Assisi non concepì strutturalmente, ma di andare per il mondo ad annunciare il Vangelo, poveri e lieti, umili e amanti di Dio e di ogni creatura».
«I frati non si appropriano di nulla, né casa, né luogo, né alcun altra cosa. E come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povertà e umiltà, vadano per l’elemosina con fiducia». (Regola dei Frati Minori, Capitolo VI, in Fonti Francescane)
Il pauperismo francescano
Un movimento, più diffuso di un partito politico, sorto nel XII secolo con San Francesco d’Assisi, basato sull’estrema povertà personale e collettiva, intesa come imitazione della vita di Cristo e degli apostoli. Il Medioevo, secolo definito “buio”, ha avuto queste fiammate spirituali e sociali come il pauperismo, che si differenziò dai movimenti ereticali mantenendo l’obbedienza alla Chiesa, promuovendo la questua e il lavoro manuale e opponendosi al possesso di beni.
Il grande filosofo, scrittore e teologo Proudhon, nel suo interrogativo Che cos’è la proprietà?, rispose seccamente: «La proprietà è un furto».
Pur essendo un laico che definiva Gesù un Anticristo, Proudhon, da uomo naturaliter religiosus, o meglio naturaliter christianus, era vicino alla spiritualità francescana, che anticipò anche i movimenti anarchici dell’Ottocento. Si pensi a Tolstoj e alla sua ideologia politica razionalista e immanentista.
Francesco d’Assisi: un santo pop
Da Papa Giovanni XXIII al cardinale Martini, da De Gasperi a Patti Smith e Rimbaud, la figura di Francesco d’Assisi resta iconica, capace di attraversare secoli di storia, movimenti politici, pacifisti e spirituali.
È divenuto un simbolo del dissenso poetico e musicale, dai poeti maledetti come Arthur Rimbaud, alla ricerca di una spiritualità oscillante tra fede e ribellione, fino a Patti Smith, cantautrice e poetessa statunitense, figura atipica e innovativa nel rock degli anni Settanta.
Chi non ha amato Francesco? Anche nelle altre religioni la sua figura ha un spazio rivoluzionario, che tocca il mondo dei bisognosi e il silenzio del deserto. Dice il Signore: «Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi. Siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe».
Francesco applica alla lettera il Vangelo e ammonisce i frati: «Ammonisco inoltre ed esorto
gli stessi frati che, nella predicazione che fanno, le loro parole siano esaminate e caste, a utilità e a edificazione del popolo, annunciando ai fedeli i vizi e le virtù, la pena e la gloria con brevità di discorso». Nasce così la poesia italiana. Nasce così la comunicazione verso altri popoli, i Saraceni e gli infedeli. Il teologo Vito Mancuso, nel suo saggio Gesù e Cristo, apre a un ecumenismo senza limiti: il Gesù del Crocifisso di San Damiano in Assisi diviene figura universale e paritaria, anticipando il dialogo interreligioso che Francesco visse nel suo difficile cammino storico.
La guida di Federico Uncini
Il volume di Federico Uncini ha due grandi finalità:
essere una guida moderna sulle tappe francescane, poiché il Poverello d’Assisi voleva raggiungere tutti gli uomini per parlare loro con la voce della salvezza.
Mostrare il suo universalismo, anche nelle contrapposizioni del suo tempo, che non riguardavano solo le città italiane – come i Guelfi e i Ghibellini di Firenze – ma si estendevano al papato e all’impero, alla cristianità e all’Islam.
Cosa direbbe oggi Francesco delle 58 guerre in corso nel Mondo?
Certamente il suo spirito influirebbe più di tante mediazioni diplomatiche e meritatamente sarebbe il vero vincitore del Premio Nobel per la Pace.
Paolo Montanari
Foto © Roma.Com, Libreria Universitaria, Medium Aevum, Vito Mancuso













