Aiuti umanitari al centro della Comunicazione congiunta

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L’Ue resta il maggiore erogatore di finanziamenti destinati al sostegno delle popolazioni in contesti di crisi e guerre

Nella giornata di ieri, 27 maggio, la commissaria europea alla Preparazione e alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha rilanciato il ruolo centrale dell’Ue nell’erogazione degli aiuti umanitari, specificando che tale centralità verrà però maggiormente adattata alle sfide attuali. Ciò è stato, dunque, il contenuto della Comunicazione congiunta, realizzata dalla Commissione europea in collaborazione con l’Alta rappresentante dell’Unione per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, il cui scopo è di illustrare come l’Europa continuerà a essere un donatore affidabile e dai saldi principi in un sistema di aiuti globale sottoposto a pressioni crescenti.

Durante il suo intervento, Lahbib ha ricordato come il sistema umanitario internazionale sia lacerato dalla disastrosa situazione umanitaria a Gaza, in Ucraina o in Sudan, nonché dagli ingenti tagli ai finanziamenti che riguardano tutti gli aspetti del lavoro umanitario. Basti pensare che negli ultimi anni, il numero di persone sfollate forzatamente o richiedenti asilo è raddoppiato, raggiungendo quota 117,3 milioni nel 2025. Grande attenzione è rivolta verso il tasso crescente, oggi circa il 20%, dei bambini che sono costretti a vivere o fuggire da zone di conflitto. Così come all’aumento delle violenze sessuali e di genere connesse alle guerre, nonché all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione, in un Mondo in cui sono attualmente in corso circa 130 conflitti, più del doppio rispetto 15 anni fa.

«I bisogni umanitari sono ai massimi storici, con 239 milioni di persone in tutto il Mondo che hanno bisogno di assistenza, ma gli attuali finanziamenti umanitari globali possono aiutare meno della metà delle persone bisognose, lasciando milioni senza sostegno salvavita», ha spiegato Lahbib, aggiungendo che mentre il numero delle crisi e la loro durata aumentino, i tagli ai sussidi e l’insicurezza rendano sempre più complesso fornire aiuti necessari.

Un’Ue presente

aiuti umanitariL’Unione europea e i suoi Stati membri forniscono la quota maggiore di finanziamenti umanitari globali, pari al 35% nel 2025. Nel gennaio 2026, la sola Commissione ha stanziato 1.9 miliardi di euro per gli aiuti umanitari destinati a oltre 110 Paesi che verranno distribuiti attraverso l’aiuto di organizzazioni non governative e internazionali. L’impegno europeo nel fornire un’assistenza basata sulle esigenze, che sia inclusiva e non discriminatoria, al fine di salvare vite e preservare la dignità umana, è sostenuta da un forte consenso da parte dei cittadini dell’Ue. Difatti, nel 2024, ben il 91% dei rispondenti all’indagine Eurobarometro della Commissione ha indicato come “importante” che l’Ue finanzi gli aiuti umanitari.

Tali decisioni risultano fortemente in contrasto rispetto a quelle prese da storici grandi donatori, soprattutto gli Usa, che hanno invece apportato importanti tagli alle sovvenzioni destinate a tale settore, costringendo così le organizzazioni umanitarie a dover operare delle scelte di priorità nelle operazioni. L’esecutivo europeo ha inoltre osservato come «l’assistenza è sempre più influenzata da considerazioni politiche o ideologiche, anziché essere guidata dai principi umanitari di umanità e imparzialità, minando le fondamenta su cui poggia il sistema umanitario internazionale».

Rispetto alle nuove misure volte a rafforzare l’azione umanitaria dell’Ue si è espressa anche la presidente della Commissione, Ursola von der Leyen, dichiarando che «in qualità di principale donatore umanitario a livello mondiale, l’Unione europea continua a difendere la dignità delle persone bisognose e di coloro che rischiano la vita per aiutarli. Con questo pacchetto, garantiamo che gli aiuti salvavita siano consegnati in modo più efficiente, anche negli ambienti più difficili. Allo stesso tempo, stiamo sviluppando la resilienza per ridurre la dipendenza dagli aiuti». Le soluzioni sviluppate dalla Commissione e dall’Alto rappresentante si basano su tre pilastri: proteggere, eseguire e collaborare.

Proteggere

Sulla base di tale pilastro, l’Ue adotterà azioni concrete affinché l’assistenza umanitaria venga fornita in modo sicuro e in assenza di impedimenti. Per poter realizzare ciò, bisognerà intensificare la diplomazia umanitaria, raggiungendo uno sforzo collaborativo nel Team Europa, sfruttando ogni strumento disponibile, compresi i dialoghi politici e sui diritti umani, la difesa a livello internazionale, il coordinamento in seno al forum multilaterale, nonché la mediazione e la stabilizzazione della pace. L’Europa intende inoltre intensificare le misure e i finanziamenti per la sicurezza degli operatori umanitari, dalla prevenzione degli incidenti di sicurezza all’assistenza alle vittime dal momento che, solo nello scorso anno, sono morti più di 300 lavoratori di tale settore. L’Ue si impegnerà anche nel facilitare un ruolo maggiore per gli attori locali nella risposta umanitaria, responsabilizzando le comunità e garantendo che la risposta europea sia inclusiva per tutti.

aiuti umanitari«Faremo di più per proteggerli attraverso il sostegno finanziario, il rafforzamento delle capacità e la formazione sulla sicurezza, affinché tutti possano disporre delle conoscenze e degli strumenti necessari per operare in sicurezza, per proteggere sé stessi, ma anche i civili che assistono». Ha affermato la commissaria, aggiungendo che in quest’ottica sarà ampliato il programma Protect aid worker, meccanismo di intervento rapido per gli operatori umanitari in caso di pericolo, affinché divenga operativo a livello globale.

Eseguire

Attraverso una riforma delle catene di approvvigionamento umanitario, l’Europa massimizzerà l’efficacia in termini di costi in quanto, come specificato dalla commissaria, la logistica rappresenta «dal 60 all’80% di tutta la spesa umanitaria e ogni euro risparmiato sulla logistica è un euro che possiamo spendere in cibo e vaccini». È inoltre previsto l’aumento delle modalità di finaziamento che promuovono l’efficacia e la prevedibilità degli aiuti e la dignità dei beneficiari, tra cui l’assistenza in denaro, l’azione preventiva, gli aiuti economici pluriennali, i fondi congiunti e il sostegno agli attori locali. Ulteriore sostegno è previsto per i servizi collettivi che consentono la fornitura di aiuti umanitari, compresi dati di buona qualità.

Collaborare

L’obiettivo finale dell’Ue è di sostenere la resilienza e la pace offrendo delle soluzioni durature che riducano la dipendenza dagli aiuti umanitari. In quest’ottica l’Europa collaborerà più strettamente con i propri partner finanziari internazionali, il settore privato e le filantropie per poter elaborare modalità innovative per fornire sussidi alle zone maggiormente fragili e alle persone più bisognose, sostenendole e aiutandole nella transizione dalla fragilità alla resilienza. L’Unione aumenterà i finanziamenti fino al 25% di localizzazione entro il 2027, più del doppio rispetto ad oggi. La questione della localizzazione risulta però complessa dal momento che un regolamento del 1996 vieta all’Ue di finanziare direttamente gli attori locali. Per poter oltrepassare tale veto, Lahbib ha spiegato che l’Europa agirà infatti attraverso partner internazionali, ribadendo che «l’Ue dispone di un solido sistema di controllo per la tracciabilità e la responsabilità».

aiuti umanitariLa commissaria ha poi concluso evidenziando la necessità di adottare un cambio di approccio che consenta di accedere più rapidamente a dati affidabili da discutere tra gli Stati membri e le varie organizzazioni. Ha difatti spiegato che ogni organizzazione utilizzi un sistema diverso per la raccolta dati, creando così lacune o duplicazioni. In virtù di ciò l’Europa sta spingendo affinché vi sia una maggiore condivisione attraverso l’utilizzo di ogni strumento disponibile, incluse l’intelligenza artificiale e la tecnologia satellitare. Solo attraverso una forte coesione il Team Europa potrà fornire maggiori risultati nel settore umanitario.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Redattore Sociale, Eunews, European Commission, La Coordinadora

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