Nizza, 10 anni dopo l’attentato del 14 luglio 2016

0
272
Nizza 14 Luglio

Una serie di eventi commemorativi si svolge nel capoluogo della Costa Azzurra per non dimenticare le 86 vittime

Ci sono date che non si dimenticano, incise per sempre nella memoria sia individuale che collettiva: il 14 luglio 2016 è una di quelle. Dieci anni fa, la Festa Nazionale del 14 Juillet – che commemora la presa della Bastiglia del 1789, segnando l’inizio della Rivoluzione oltre che simbolo dell’unità del popolo francesesi è trasformata in un bagno di sangue sull’iconica Promenade des Anglais, in riva al Mediterraneo.

Il decennale: memoria, commemorazioni e partecipazione

A dieci anni di distanza dalla sciagura, il ricordo delle vittime è più vivo che mai con familiari, amici, istituzioni, residenti, turisti che in questi giorni partecipano numerosi agli eventi organizzati dal Comune di Nizza e da associazioni locali per rendere omaggio agli 86 innocenti morti nell’attentato rivendicato dall’Isis. “Nizza porta i suoi Angeli nel cuoreè lo slogan scelto dal Comune di Nizza – amministrato da Eric Ciotti (ex presidente di Les Républicains (destra conservatrice) alleatosi con il Rassemblement National di Marine Le Pen) – per le commemorazioni del decennale dell’attentato, con i nomi di tutte le vittime scritti uno accanto all’altro, a formare un cuore, sopra uno sfondo celeste, qualche nuvola e il tricolore francese.

Ieri una marcia silenziosa si è svolta sulla Promenade des Anglais, partita alle 8.15 di fronte all’ospedale dei bambini Lenval, per concludersi al chiosco della musica dove i partecipanti hanno lasciato delle rose bianche. Centinaia di persone si sono raccolte sul posto per ore e ore, in una giornata di memoria e condivisione. Un tributo davvero toccante. Domani, invece, giorno della Festa Nazionale, la centrale Piazza Masséna ospiterà una parata militare repubblicana alle ore 9 che, scrive il Comune sul suo account Instagram, “radunerà le forze armate e i servizi al servizio della Nazione”.

Alle ore 18, una cerimonia ufficiale renderà omaggio alle 86 vittime, accompagnata da una esibizione nei cieli di Nizza della Patrouille de France. Nel segno della memoria e dell’unità, l’Orchestra filarmonica di Nizza si esibirà in un concerto omaggio alle ore 20.30, allo storico Théâtre de Verdure, in centro. Al termine della giornata, alle 22.34, orario in cui l’attentato ebbe inizio, uno spettacolo di droni illuminerà il cielo di Nizza, con potenti fasci di luce che ricorderanno le vittime.

Le mostre: memoria e resilienza della città

Sulla Promenade du Paillon, è stata allestita una mostra fotografica, visitabile fino al 30 luglio, dal titolo “Memoria, specchio della nostra umanità”. Un’esposizione pensata come una testimonianza della storia collettiva della città che va ben oltre il racconto della tragedia, invitandoci a ricordare e a portare uno sguardo sul cammino percorso da allora. Anche il noto museo Masséna ospita una mostra intitolataNice, 10 anni di memoria e resilienza”, aperta fino al 27 luglio, per ripercorrere la tragica notte del 14 luglio 2016 che ha segnato per sempre il capoluogo della Costa Azzurra, attraverso documenti, testimonianze e percorsi di memoria, “rendendo omaggio ai nostri 86 angeli”.

L’attentato: dinamica e responsabilità

A scatenare l’inferno nella “Baia degli Angeli” – la “Baie des Anges” così viene chiamata la baia di Nizza, con la sua storica passeggiata sul lungomare – il 14 luglio 2016 è stato Mohamed Lahouaiej Bouhlel, 31 anni, nato in Tunisia e residente a Nizza. Dai suoi vicini di casa veniva descritto come un uomo poco praticante, solitario e silenzioso. Era totalmente sconosciuto ai servizi segreti, anche se nel marzo 2016 era stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per violenze fisiche volontarie con arma da fuoco.

Fatima Charrihi – mamma di sette bambini, che portava il velo e praticava un Islam moderato – è stata una delle prime vittime della terribile corsa del camion guidato da Bouhlel. Diversi cittadini tunisini e marocchini, come Fatima, che erano andati a vedere i tradizionali fuochi d’artificio del 14 luglio, sono stati trascinati come birilli dall’attentatore, con un bilancio di 86 morti e 187 feriti, di cui molti gravi. Uno degli attacchi più sanguinosi contro la Francia negli ultimi anni, dopo quello del 13 novembre 2015, al Bataclan e in altri luoghi della Capitale, causando 130 morti e oltre 400 feriti.

L’incubo del terrorismo jihadista ha nuovamente colpito Nizza, il 29 ottobre 2020, quando un attentatore uccise in pieno centro tre persone con un coltello nella Basilica di Notre-Dame, tra cui il custode della chiesa e due donne. Durante il processo, celebrato a Parigi nel 2025, l’assalitore, Brahim Issaoui, un tunisino di 21 anni, ha dichiarato di aver volutovendicare tutti i musulmani uccisi dagli occidentali“.

Un ricordo personale tra infanzia e convivenza

Il mio personale ricordo di quel tragico 14 luglio 2016 mi ha invece riportato a un pezzo di storia della mia infanzia, essendo nata e cresciuta a Nizza. Stranamente, mi sono venuti in mente i momenti di condivisione – negli anni 80’ – con i vicini tunisini del piano di sopra che ci portavano il couscous e i pasticcini al termine del Ramadan, per festeggiare insieme. Porto con me, inoltre, l’immagine un po’ sbiadita dei compagni di scuola che guardavamo in modo strano, soprattutto durante le settimane in cui digiunavano, con l’henné sulle mani e sotto i piedi. Dopo le ferie estive trascorse nei Paesi di origine, facevamo loro un sacco di domande sul Maghreb, sugli usi e costumi della terra dei loro nonni e antenati. Per curiosità, per conoscere, non per giudicare. Qualche discussione tra di noi e le nostre famiglie c’era, ma tutto si risolveva sempre alla buona.

La voce della comunità musulmana

Dopo la sciagura del 14 luglio, in una mia intervista per Il Fatto Quotidiano, Otmane Aissaoui, presidente dell’Unione dei musulmani delle Alpi Marittime (Umam), rettore e imam della più grande moschea di Nizza, Ar-Rahma, nel quartiere l’Ariane, dichiarò che «l’attentato è ormai rivendicato, quindi mi rivolgo direttamente a Daesh (Stato islamico, ndr) per dire loro che faremo fronte al loro terrore. Uniti con tutti gli uomini e le donne di Nizza e della Francia combatteremo le loro ideologie estremiste e i loro discorsi di odio e incitamento all’odio. Dobbiamo salvaguardare la Repubblica nella libertà, nel rispetto dei diritti e nella gioia».

Nella nostra conversazione Aissaoui mi confidò di temere per la stigmatizzazione dei musulmani, per la divisione delle nostre comunità e per il rischio di implosione dell’unità nazionale. «Del resto questo è uno degli obiettivi di Daesh, dividere e alimentare tensioni e violenze sociali. La convivenza quotidiana rischia di essere più complicata», sottolineò l’imam.

Radicalizzazione e sfide future

In Costa Azzurra, negli ultimi anni, l’Islam si è ulteriormente radicalizzato e da Nizza 14 LuglioNizza, a partire dal 2011, sono partiti numerosi foreign fighters verso la Siria e l’Iraq. Sempre a Nizza vive circa il 10% di quella componente estremista monitorata dai servizi di informazione. Nella mia domanda su cosa fare per arginare questa deriva pericolosa per la comunità musulmana locale e per i rapporti con gli altri, Aissaoui mi rispose che «i numeri diffusi nei media devono essere letti in un’altra prospettiva e dire le cose come stanno. Quei giovani partiti verso la Siria e l’Iraq sono soltanto lo 0,01% della nostra comunità. Davvero una minoranza rispetto alle migliaia di giovani che vivono, lavorano qui onestamente e sono integrati. Aggiungo anche che questi foreign fighters partiti da Nizza non frequentavano le nostre moschee».

In conclusione, l’imam di Ar-Rahma, sottolineò la necessità di guardare oltre, verso quello che costituisce una sfida nazionale e mondiale: «Deploriamo la radicalizzazione dell’estremismo e del linguaggio in generale, in buona parte veicolato dalla rete, ma anche dai media che hanno delle responsabilità nel presentare i fatti. Per non parlare poi della strumentalizzazione politica di fatti come quello del 14 luglio, per servire i propri fini di potere». Parole lungimiranti e di grande attualità quelle di Aissaoui in relazione alla campagna elettorale, di fatto già avviata, per le presidenziali francesi del 2027, e ai conflitti che scuotono il Mondo.

 

Véronique Viriglio

Foto © Ville de Nice

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui