Le storie di Giuseppe, narrate nella Genesi, viste da Pontormo e Bronzino. All’inaugurazione il nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Si trova tutta l’esuberante fantasia di Pontormo e Bronzino nei venti arazzi commissionati da Cosimo de’ Medici ai due artisti, ai quali si aggiunse anche Francesco Salviati, riuniti dopo centocinquanta anni ed esposti nell’imponente salone dei corazzieri al Quirinale (saranno poi nel Palazzo Reale milanese per l’Expo, prima di tornare nella loro sede naturale fiorentina di Palazzo Vecchio).
Firenze era all’epoca il fulcro culturale dell’Europa, luogo di incontro di artisti di varia provenienza. Risulta dunque interessante vedere come l’inventiva italiana venisse declinata dai fiamminghi Jan Rost e Nicholas Karcher, ai quali si deve la realizzazione materiale degli arazzi.
Il principe dei sogni recita il titolo della mostra, e infatti dietro un tale ambizioso progetto iconografico c’è tutta l’esuberanza del mecenate, il quale nel personaggio biblico evidentemente si identificava. Il ciclo di Giuseppe narrato nella Genesi propone un uomo di grande forza morale, il quale supera una serie infinita di traversie riuscendo ad esercitare il proprio governo in maniera saggia ed equa. Venduto come schiavo dai suoi stessi fratelli alla fine li perdona, dando prova di enorme magnanimità. Una narrazione di epica grandezza, simbolo del governo illuminato degli stessi Medici.
Inconfondibile la maniera arguta e bizzarra di Pontormo, ad esempio nel Lamento di Giacobbe, il quale piange la perdita del suo figlio prediletto con una posa che forza l’esempio michelangiolesco in un manierismo estremo.
In Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre il Bronzino gioca sulla contrapposizione dei corpi e dei volti. Da un lato la seduttrice, la quale umiliata dal rifiuto giunge a denunciare l’eroe come aggressore, dall’altro il protagonista stesso, pronto a pagare con la prigione la propria incrollabile fedeltà. Anche Francesco Salviati non si dimostra da meno, ideando una scenografia complessa e teatrale per Giuseppe spiega il sogno del faraone delle vacche grasse e magre. Grazie alle sue doti morali e intellettuali, Giuseppe diviene vicerè d’Egitto. L’atto del perdono concesso ai fratelli, nei quali riconosce il cambiamento d’animo, è l’azione più nobile per un sovrano.
Per completare il progetto di restauro di quello che è stato definito da Louis Godart, curatore della mostra e del patrimonio del Quirinale, il più grande ciclo di questo genere nell’arte italiana, sono occorsi oltre dieci anni e il lavoro di oltre quaranta esperti. L’esposizione è stata realizzata con la collaborazione di Gucci, della Fondazione Bracco e con il supporto di Comunicare Organizzando. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto il compito di inaugurarla, annunciando inoltre la volontà imminente di aprire il palazzo al pubblico tutti i giorni della settimana.
Riccardo Cenci
Il principe dei sogni
Orari: da martedì a sabato 10-13 / 15.30-18.30
Domenica 8.30-12.00 /Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito
Catalogo: Skira
Immagini
in alto:
Giuseppe fugge dalla moglie di Putifarre, 1549
disegno e cartone di Agnolo Bronzino
atelier di Nicolas Karcher
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale
Al centro:
Giuseppe spiega il sogno del Faraone delle vacche grasse e magre, 1548
disegno e cartone di Francesco Salviati
atelier di Nicolas Karcher
Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale
In basso:
Lamento di Giacobbe, 1553
disegno e cartone di Pontormo
atelier di Jan Rost
Roma, Presidenza della Repubblica













