Confcommercio: bilancio drammatico servono risorse europee

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Mezzo milione di imprese e lavoratori autonomi potrebbero chiudere l’attività

Il 2020 si chiude con un bilancio altamente negativo per il nostro sistema produttivo. L’effetto del Covid con la chiusura di centinaia di migliaia di esercizi e il crollo dei consumi, ha comportato una perdita di circa 120 miliardi di euro rispetto al 2019. È quanto denuncia la Confcommercio nella sua informativa di fine anno. Secondo l’ufficio studi il 2020 porterà alla chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato, non compensato dalle 85 mila nuove aperture.

Riduzione del tessuto produttivo

L’emergenza sanitaria con restrizioni, chiusure obbligatorie, ha acuito il tasso di mortalità delle imprese che ammonterebbe a quasi 305mila, di queste 240mila esclusivamente a causa della pandemia. Secondo la stima fatta dall’Ufficio studi di Confcommercio, le chiusure sono raddoppiate nel commercio e triplicate nelle imprese non alimentari quali l’ingrosso e dei servizi.

I dati delle imprese “sparite”

Delle 240 mila imprese “scomparse” dal mercato a causa della pandemia – prosegue la nota – 225mila si perdono per un eccesso di mortalità e 15mila per deficit di natalità. La riduzione si attesta al 13,8% rispetto al 2019 mentre nel commercio rimane più contenuta ma comunque elevata ed è pari all’8,3%.

I settori colpiti

Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (– 17,1%), gli ambulanti (- 11,8%), i distributori di carburante ( -10,1%), nei servizi di mercato sono le agenzie di viaggio che registrano le maggiori perdite (– 21,7%), seguono bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi la filiera del tempo libero con le sue attività artistiche, sportive e di intrattenimento che segnano un crollo pesantissimo con la sparizione di una impresa su tre.

Lavoratori autonomi penalizzati

Alla perdita di imprese va poi aggiunta quella dei lavoratori autonomi, quei soggetti titolari di partita Iva operanti senza alcun tipo di organizzazione societaria. L’ufficio studi stima la chiusura per circa 200 mila professionisti operanti in attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche di intrattenimento e divertimento.

Variazioni tra le imprese del commercio non alimentare ed effetti della crisi pandemica

Dall’esame delle variazioni tra le imprese che erano attive all’inizio del 2020 e quelle che saranno attive all’inizio del 2021 si evince che se all’inizio 2020 le imprese commerciali attive erano 1.218.154, ad inizio 2021 caleranno a 1.117.602. Nell’ambito dei servizi – cinema, palestre, agenzie di viaggio, attività immobiliari, alloggio, trasporti – che erano ad inizio 2020 1.480.055, ad inizio 2021 scenderanno a 1.275.731.

Carlo Sangalli sulla chiusura delle imprese

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando i dati dell’Ufficio studi, ha dichiarato: «con un bilancio così drammatico per il nostro sistema produttivo e con quasi mezzo milione di imprese e lavoratori autonomi che potrebbero chiudere l’attività, oltre il vaccino sanitario c’è bisogno ora del vaccino economico. È necessario attivare indennizzi adeguati al crollo dei fatturati, con l’utilizzo di tutte le risorse europee, per rimettere in moto l’economia del nostro Paese».

Migliaia di piccoli imprenditori si trovano realmente alla fame. Lo dimostra l’articolo apparso oggi su “Il Corriere della Sera” che racconta di un episodio avvenuto qualche giorno fa in un panificio del centro di Milano, ove un signore ben vestito ha cercato di rubare un pane. Rincorso da una commessa  si è scusato e con fare contrito ha detto di essere un piccolo imprenditore che non aveva più soldi per comprarsi il mangiare.       

 

Giancarlo Cocco

Foto © Sestopotere, Welfare Network, Carlo Sangalli

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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