Ricordo del comico Gianfranco D’Angelo quando lavorava in Sip

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Gianfranco D’Angelo

Un passato poco conosciuto per un artista che ha fatto della spontaneità e della genialità la sua caratteristica principale

Gianfranco D’Angelo se ne è andato il 15 agosto, giorno della assunzione in Cielo della Madonna quasi che la Madre di tutti lo avesse voluto con Lei, per far sorridere le anime in cielo. Avrebbe compiuto 85 anni fra pochi giorni. Fu un monologhista insuperabile, in primis un cabarettista, poi attore comico eccellente, riusciva ad interpretare i personaggi più disparati. Vitalissimo sia in scena che nella vita era persona saggia.

Il passato in Sip

Lo conobbi nel lontano 1961 quando fui appena assunto in Sip – Societa italiana per l’esercizio telefonico – poi divenuta Telecom Italia e ora Tim. Operava nella sede di Direzione Regionale del Lazio nella storica Piazza Mastai 9 a Roma in zona Trastevere. Io lavoravo al terzo piano dell’edificio presso l’Ufficio del personale mentre Gianfranco, assunto qualche anno prima, era al secondo piano dello stabile addetto al ricevimento del pubblico.

Primi passi nella comicità

Qui affluivano, da tutta Roma, gli utenti telefonici che non avendo pagato la bolletta e avevano avuto il telefono fisso staccato (i cellulari non esistevano).Gianfranco D’Angelo Ed è qui che, forse, Gianfranco D’Angelo, a contatto con tante persone, ha affinato quei personaggi che poi ha portato in televisione o sugli schermi. Spesso saliva al nostro piano e ci deliziava con le sue barzellette, fino quando per il clamore delle risate, usciva dalla sua stanza il capo del personale che con un burbero – “che fa lei qui, ritorni alle sue pratiche” – lo riportava alla realtà.

Un episodio esilarante

Poiché all’epoca era consentito la mattina uscire per dieci minuti dallo stabile, per fare colazione nel Bar, lo storico Pucci sottostante la sede, Gianfranco ci raccontò questa sua performance. Una mattina si era presentata al bancone dell’ufficio ove lavorava una vecchina. Gli avevano bloccato il telefono per non aver pagato la bolletta e ora trionfante con la ricevuta voleva il riallaccio subito. Era però l’ora della colazione e Gianfranco si apprestava a lasciare la stanza. Per nulla al mondo avrebbe rinunciato al cornetto caldo e al suo cappuccino. Disse quindi alla vecchina che avrebbe dovuto attendere un po’ perché doveva andare nei sotterranei del palazzo per rintracciare la pratica. Poichè davanti il suo ufficio era posizionato un bancone Gianfranco si abbasso come se avesse una scala che lo portava nei sotterranei, così disse alla signora, ma in realtà raggiunse a carponi la porta vicina e uscì per andare a sorbirsi la meritata colazione. Quando tornò, dopo un tempo che alla vecchina sembrò una eternità, aveva in mano il sospirato biglietto con la scritta “pagato”.

Gli anni del cabaret

Lo stipendio della Sip non gli era sufficiente per le sue necessità e quindi iniziò ad esibirsi ad un cabaret lì vicino in Trastevere, il Puff del grande Lando Fiorini, ove cominciò a farsi notare. Le barzellette e le scenette che interpretava, erano preparate da un nostro collega che lavorava nel suo reparto. Rientrava quindi molto tardi la notte e, di conseguenza, spesso la mattina, invece che alle 8, arrivava al lavoro alle nove e alle dieci. Dopo una decina di volte di richiami scritti e orali – all’epoca si era molto rigidi sull’orario di inizio, specie chi era a contatto con il pubblico – fu chiamato dal capo del personale, che gli offrì una adeguata buonauscita per lasciare l’azienda. Gianfranco aderì subito ma restammo orfani di un caro collega.

Poi la televisione

Seguì l’esordio televisivo nel 1971 in Rai quando partecipò al programma “Sottovoce ma non troppo”, successivamente prese parte al programma “Foto di gruppo “, nel quale affiancò Raffaele Pisu poi “Milleluci “ nel 1974 con Raffaella Carrà e nel 1975 “Mazzabubù”. Il vero successo arrivò nel 1983 con Drive In. Celebre il personaggio del Sig. Armando, proprietario e addestratore di un cane – che gli fu prestato da un generale suo amico – che Gianfranco ha raccontato trattarsi di un animale buonissimo. Restano memorabili le sue imitazioni di Pippo Baudo e Katia Ricciarelli, quella di Sandra Milo e Roberto Gervaso, Piero Angela e Raffaella Carrà. Gianfranco D’Angelo ha vinto 4 Telegatti e nel 2001 il Premio Delfino D’Oro. Una grande perdita per tutti coloro che lo hanno conosciuto.

 

Giancarlo Cocco

Foto © AliceTv, TvFanPage, Informazione

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