Alexandru Grumeza racconta la crescita dell’armwrestling e del para-armwrestling

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Alexandru Grumeza

L’atleta e allenatore moldavo ha condotto la sua nazionale ai recenti successi europei e mondiali in tutte le categorie. Ora serve sviluppare il movimento sistematicamente

Un oro, sei argenti e un bronzo. La Moldavia chiude molto positivamente la sua quinta partecipazione ai mondiali di armwrestling e paraarmwrestling (per atleti con disabilità) di Bucarest 2021. Sotto la guida di Alexandru Grumeza, neurologo e presidente della Federazione nazionale di armwrestling, si sono presentati 15 sportivi in tutte le classi di competizione. La manifestazione ha visto la partecipazione complessiva di 46 Paesi, per un totale di 1.100 atleti.

Calendario rimodellato dalla pandemia

Allenarsi per i tornei continentali e mondiali è stato particolarmente difficile durante la pandemia di Covid19. Sia per le limitazioni agli accessi alle strutture sportive, che per il clima di incertezza dettato dall’evoluzione non lineare della situazione. Dopo la cancellazione degli appuntamenti 2020, anche gli europei 2021 di Vilnius hanno subito un rinvio da maggio a ottobre, proprio a ridosso del mondiale. Va aggiunto che la qualificazione ai mondiali passava per i risultati dell’europeo, per questo, «la preparazione è stata atipica», racconta coach Grumeza.

In più la Georgia, che avrebbe dovuto ospitare i mondiali, si è tirata indietro a un paio di settimane dall’inizio. Si è allora fatta avanti Bucarest e lo svolgimento del torneo è stato salvato in extremis. «L’effettiva preparazione si è basata sul recupero degli infortuni lievi». Per il resto, un grande lavoro motivazionale, «per mantenere lo spirito vincente del team».

Primo successo, il regolare svolgimento

Alexandru GrumezaViste le premesse, è già stato molto positivo che non ci siano state particolari difficoltà organizzative, seppure tutto sia stato messo in piedi rapidamente. Inevitabile qualche «piccola mancanza, ma non ha influito sullo spirito sportivo, la solennità e la gioia che si provano in eventi del genere», commenta Alexandru Grumeza. Né si sono segnalati contagi tra gli atleti, sottoposti a tampone ogni tre giorni.

Molto bene anche il seguito di pubblico, con le sei giornate di gare coperte dai media nazionali e dal canale video olimpico.

L’importanza di esserci

«La presenza degli atleti moldavi in certi contesti è la cosa più importante», dichiara Grumeza. «Per dimostrare la loro sportività, per fare esperienza gareggiando con i migliori, per rafforzare lo spirito di squadra nazionale. È un’opportunità speciale per aumentare il prestigio a livello internazionale».

In questo modo, «la Federazione si rafforza come organizzazione, si perfeziona, trasferisce competenze alle competizioni nazionali». Come risultato, ben tre arbitri moldavi hanno preso parte alla spedizione di Bucarest, Ioan Alexei, Anna Belenciuc e Nicoleta Bodrug, fresca di diploma.

Poi certamente contano anche le medaglie. Detto dei mondiali, agli europei di Vilnius la Moldavia ha ottenuto ben 11 ori, 6 argenti e 5 bronzi – terzo posto nel medagliere.

Avvicinarsi al para-armwrestling

Alexandru Grumeza Per prima cosa, chi sceglie questo sport è «attratto da una combinazione di esplosione, velocità,  tattica, tecnica e attenzione». Rispetto ad altre discipline poi, il para-armwrestling può essere meno «discriminante», nel senso che «può essere praticato sia in presenza di disabilità motorie, visive o uditive». Magari qualcuno ci si avvicina anche perché «ha perso un’amichevole con amici o colleghi e cerca un’ambiziosa vendetta!».

Nonostante lo si ritenga uno sport prettamente maschile, la componente femminile è molto forte. «Non si tratta solo di potenza, ma anche di velocità e intelligenza e le praticanti lo hanno dimostrato nel modo più elegante».

Anima prima della tecnica

«Allenare non è solo una questione puramente tecnica per me. Ci metto sempre l’anima quando l’atleta è appassionato. Cerco di capire qual è il suo schema psicologico, la sua spinta, i rischi che possono demotivarlo. Bisogna tenere tutto in considerazione, quando si impostano l’intensità di allenamento, le pause, la frequenza delle competizioni, la tecnica». Più si lavora insieme, più si superano «situazioni limite. Con qualcuno siamo diventati amici, a un mio allievo ho fatto anche da padrino».

Il legame con i suoi allievi è così stretto che Grumeza ha smesso di competere in gare dove ci sono i suoi pupilli. Ma al tempo stesso, «vederli vincere è impareggiabile, è la tua stessa evoluzione».

Il Grumeza atleta

Alexandru Grumeza Tre volte campione e altrettante vice-campione nazionale, terzo al National Open 2017 e alla Codlea Power Cup, Grumeza è sempre stato attratto dall’armwrestling. Ha iniziato già a 12 anni, quando non c’erano categorie. Solo a 24 anni ha svolto il suo primo allenamento specializzato, a Bucarest. Da lì Alexandru ha iniziato a prepararsi con il fratello Mihail. «Con lui ho scoperto i segreti dell’allenamento che rendono palpabili i progressi».

Nel 2013 si è unito alla formazione lo studente di medicina Daniel Procopciuc, che in seguito avrebbe inanellato una lunga serie di vittorie fino al mondiale.

Daniel Procopciuc

Quello di Bucarest è stato il terzo oro mondiale per Procopciuc, categoria seniores uomini. La sua esperienza è molta, ma mantenere gli alti standard è un traguardo ancora più difficile di quanto sia stato vincere il primo titolo. «Tutti puntano a detronizzarti!», spiega Daniel. Oltre all’ambizione personale, c’è anche la «responsabilità di portare in alto la Moldova, è uno stimolo serio». La repubblica exsovietica è ora tra i 7 Paesi su 46 partecipanti a vantare un oro senior.

La ristretta finestra temporale tra europei e mondiali, quest’anno, ha influito sulla preparazione. «Ho raggiunto la massima forma fisica per il Campionato europeo, dopodiché ho perso gradualmente peso, per evitare lo stress della disidratazione e della dieta».

Le maggiori difficoltà all’europeo sono arrivate dal lituano Mindaugas Tarasaitis, «rivalità sportiva che dura dal 2016». Le finali sono state sia con il braccio destro che col sinistro e in entrambe Procopciuc ne è uscito vittorioso. Ai mondiali invece la battaglia è stata col russo Oleg Cerkasov, ben 18 minuti, tempo che «per gli esperti può essere definito leggendario». Solo una breve pausa e già si ripartirà con la preparazione per gli europei di marzo, prodromo ai mondiali di ottobre 2022.

Daniel Moraru

Alexandru Grumeza Tra i giovani si è distinto invece Daniel Moraru, bronzo ai mondiali e due ori europei, categoria juniores. «Per me queste medaglie sono la materializzazione degli sforzi nell’allenamento quotidiano e l’orgoglio per aver rappresentato il mio Paese nei tornei più competitivi». Al di là delle già citate complicazioni nella preparazione, «il momento più difficile è quello psicologico. Sappiamo di dover combattere con i più forti del Mondo, la posta in gioco è altissima e ogni gara richiede massima concentrazione, fisica e mentale».

«Ho preparato due tecniche per sorprendere gli avversari», spiega Moraru, «una semi toproll e push. Ora posso confermare che la strategia ha funzionato». Per il futuro, Moraru ha le idee chiare. «Voglio continuare a promuovere l’armwrestling, nel mio Paese e nei tornei intercontinentali. Miro anche a migliorare le capacità fisiche e la tecnica, sperando di ottenere nuovi successi».

Ion Cernei

Nella categoria disabilità visive, Ion Cernei ha vinto due ori europei e l’argento mondiale. «La preparazione è stata breve, ma alla fine ha funzionato», commenta Cernei. «Il tempo è il fattore principale, che lo sport professionistico richiede di usare al massimo. Ogni ora di palestra implica sacrificio personale e le medaglie sono la prova del buon lavoro svolto in sala».

Ion Cernei ostenta anche una certa sicurezza. «Poiché conoscevo i miei avversari e il loro modo di combattere, i loro punti di forza e debolezza, non è stato molto difficile vincere l’europeo». Ai mondiali, invece, non c’è stato nulla da fare in finale contro il campione in carica, ma è comunque arrivato un grande risultato. «Continuerò ad allenarmi per nuove vittorie, punto sempre a migliorare e mantenermi in forma».

Vladimir Butucea

Alexandru GrumezaRisultati speculari sono arrivati da Vladimir Butucea, come Cernei due ori europei e il titolo di vice-campione del mondo nella categoria disabilità visive. «Non mi interessano tanto le medaglie, di solito le regalo ai miei cari. Mi aspetto soprattutto combattimenti intensi, interessanti e senza traumi».

Cristina Lozinschi

Tra le giovani debuttanti c’è anche Cristina Lozinschi, campionessa nazionale universitaria. 24 anni, sposata e con due figli, oltre a seguire un master in Educazione, gestione e marketing nello sport, è insegnante liceale di Educazione Fisica. Con il marito, ha avviato la Società Sportiva Fortius di Călăraşi, la loro città. Qui si possono praticare armwrestling, ginnastica, boxe, basket, fitness e perfino scacchi. «In futuro prevediamo di aprire danza, pallavolo e calcio. Offriamo ai bambini la possibilità di condurre uno stile di vita sano, fisicamente e mentalmente».

Già da tempo la Lozinschi era attratta dall’armwrestling, fino ad arrivare alla vittoria universitaria nella categoria -65 kg. «Questo mi ha motivato a partecipare ai mondiali. Avevo poca esperienza e non ho raggiunto il podio. Ma la maturazione avvenuta in questo campionato è insostituibile. Voglio grandi traguardi, che potrò raggiungere solo con l’allenamento quotidiano, la tecnica e la guida del miglior allenatore».

Altri successi

Il quadro è completato da un ottimo atleta nella classe disabilità motorie, Iaroslav Buchili, giunto al secondo posto mondiale. A scalare più posizioni è stato invece Anton Nacu, a un passo dal podio: quarto con il braccio sinistro e quinto con il destro.

La Federazione

Alexandru Grumeza Istituita nel 2016, la Federazione di armwrestling è giovane, ma di successo e in crescita. «Abbiamo svolto 5 campionati nazionali e il numero di partecipanti è in costante aumento, dai 120 della prima edizione ai 200 attuali», racconta Grumeza. È arrivata anche la copertura mediatica nazionale, grazie a un galà televisivo. Mentre con il ministero sono state concordate le regole per il conferimento titoli e delle categorie per disciplinare questo sport.

Lo sviluppo ha portato a una buona reputazione anche fuori dai propri confini. La Moldova ha organizzato due coppe internazionali: la Moldova Open Cup e il World Elite Armwrestling, che hanno visto la presenza dei migliori professionisti mondiali. «I nostri atleti si sono affermati a tutti i livelli e fasce d’età, compreso il  para-armwrestling».

Prospettive future

Superati con grandi soddisfazioni questi tornei, ora si torna al calendario regolare. «Vogliamo che si giochi in ogni distretto, ampliando la rete dei club soprattutto dove ora l’armwrestling non è rappresentato», chiude Alexandru Grumeza. In questo sarà decisiva la partnership con le emittenti televisive, anche per produrre «spettacoli tematici. Quando la situazione della pandemia lo permetterà, ci adopereremo per organizzare le attività della Lega Professionisti».

Altro sogno è l’apertura della «Republican Armwrestling School, speriamo con il supporto del Governo ma anche di qualche sponsor. Ci proponiamo di organizzare seminari, masterclass, training camp in giro per la Moldavia. Serve ogni sforzo affinché l’armwrestling sia popolare e riconosciuto, che diventi sempre più grande, dalle scuole, ai distretti, alla Nazione e oltre. Una volta provato questo sport, non puoi smettere di praticarlo!».

 

Ginevra Larosa

Foto © Alexandru Grumeza

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