Tania Calenda, l’arte senza limiti

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Tania Calenda

La presidente di Sixteen Art & More reduce da Art Shopping 2022, la fiera dell’Art Expo Carrousel du Louvre dedicata a un commercio artistico più accessibile

Dall’8 al 10 aprile si è tenuta a Parigi, presso l’Art Expo Carrousel du Louvre, la fiera Art Shopping 2022. L’evento rappresenta un’interessante occasione di incontro tra grande pubblico e artisti contemporanei, quasi cento in quest’ultima edizione. Tra questi, i ventidue dell’associazione culturale italiana Sixteen Art & More, dedita alla promozione di talenti, emergenti e già affermati.

«Siamo un gruppo di persone che hanno deciso di unire esperienze e conoscenze», spiega la presidente Tania Calenda. Così ha preso forma «un progetto che promuove l’arte nelle sue più svariate forme, senza condizionamenti esterni».

 Anima artistica

«Ciò che ricerchiamo è una chance per esprimere noi stessi», prosegue, «nutrendo le anime di chi viene a visitarci». L’artista deve avere «qualcosa da raccontare, volare alto. Se il suo progetto è artisticamente interessante e la sua mente aperta, viene accolto senza condizioni». L’importante è che «ognuno si senta libero di esprimere la propria arte come crede, senza limiti o forzature».

Questa è la base da cui «ricercare situazioni e occasioni per mettersi alla prova. E la collaborazione ha inizio, ciascuno con il proprio percorso, la propria tappa, il suo pezzo di storia. Siamo consapevoli che essere arrivati qui sia già un traguardo personale, la conferma che nessuna meta è preclusa. Anzi, è incoraggiata».

Rete internazionale

Tania CalendaL’associazione, grazie alla vasta rete di contatti, può scegliere le fiere nazionali e internazionali a cui partecipare. In questo modo, «i nuovi talenti nella pittura, scultura, fotografia, possono beneficiare di grandi opportunità e accrescere il proprio curriculum». Il procedimento prevede una «selezione di artisti da esporre. Poi ci prendiamo cura delle loro opere, dalla consegna all’esposizione».

Sixteen Art & More, per questo scopo, si avvale di un partner commerciale specializzato in assicurazione di beni artistici di valore. Data la natura indipendente del gruppo, il trasporto verso la meta prefissata avviene grazie ai mezzi personali. «Il viaggio in auto è anche scoperta di luoghi nuovi, o il ritrovo di Paesi già visitati e ora condivisi. Ognuno di essi racchiude una nuova ricchezza, nuovi contatti. E spesso meno opere, che nel frattempo possono essere state vendute».

Art Shopping, arte alla portata del grande pubblico

La particolarità di Art Shopping, rispetto a molte fiere più tradizionali, è la maggiore accessibilità. Lontano dalle idee di speculazioni, l’evento punta sul semplice piacere dell’acquisto e non sul desiderio di investire. In questi tre giorni, sono state rappresentate tutte le discipline artistiche, pittura, scultura, arte digitale, street art, fotografia.

L’incontro con il pubblico mira a creare un rapporto amichevole e di condivisione, insieme alla possibilità di effettuare acquisti tutt’altro che proibitivi. Per questo, Art Shopping si è affermata come tappa imprescindibile per artisti e galleristi contemporanei.

Esperienza unica

Tania CalendaEllen Loke, fotografa tedesca dell’associazione Sixteen Art & More, concorda pienamente. «Ringrazio Tania Calenda per la partecipazione, un’esperienza unica. Lo scambio con i visitatori è stato stimolante e ho avuto l’opportunità di conoscere gallerie di tutto il Mondo». La prospettiva futura è continuare a prendere parte a eventi del genere.

Si accoda Norman Tacchi, fotografo. «Il Carrousel du Louvre è un traguardo prestigioso. Ho avuto la fortuna di vedere le mie immagini, esposte accanto a grandi nomi e maestri della fotografia, attirare l’interesse e l’attenzione di moti visitatori. Più delle vendite, è stato importante nutrire il mio animo artistico. Mi sono sentito immerso in una realtà che ora mi appartiene. Tornerò sicuramente al Louvre, ma con occhi diversi».

Luogo “sacro”

Del resto, la sacralità del luogo è indiscutibile. «Rimarrà impresso nella mia memoria», commenta Alessandro Caramagna, fotografo. «Anche per il lustro di averne fatto parte, in splendida compagnia di altri artisti italiani. L’insieme variegato delle personalità ha reso il nostro stand un fiore all’occhiello della mostra». Le diverse interpretazioni della figura femminile hanno dimostrato «quante variabili siano possibili a seconda delle sensibilità artistiche. Spero sia solo un arrivederci. Come si può non amare Parigi?».

«Anche in metropolitana si respirano i colori della città, la frenesia, le abitudini noncuranti della gente», aggiunge Hido, pseudonimo del pittore Samuele Di Felice. «Maestoso, con antico e moderno in perfetta armonia: arrivare al Louvre colpisce per l’enormità, i soffitti altissimi, la piramide capovolta». Poi all’interno del Carrousel sembra «di essere in una festa. Un caleidoscopio di artisti e amatori da tutto il Mondo. E vedere il mio Ercole appeso mi ha fatto un certo effetto. Si è creata immediatamente complicità e comprensione reciproca».

Il “peso” della scelta

Tania Calenda«I giorni precedenti la fiera sono stati scanditi da forti ripensamenti sulle opere che avevo scelto di portare», confida la fotografa Genny Coppola. La paura era rimediare «critiche distruttive» e che la positività dei mesi precedenti potesse svanire in un attimo. «Con mia grande soddisfazione, l’ansia si è dissolta quando le prime persone si sono avvicinate incuriosite ad ammirare i miei scatti. La visibilità in un ambiente rinomato come il Carrousel du Louvre è un’emozione irripetibile».

Salvatore Giò Gagliano si è letteralmente affidato alla “speranza”, scegliendo l’opera Rise and Shine dal suo progetto Hope. Il fotografo di Vercelli non ha potuto essere presente fisicamente a Parigi. Ma «portare la mia arte è come portare una parte di me. Ed è stato gratificante aver riscontrato successo. Torno alla parola iniziale, “hope”, speranza: che la mia arte possa continuare a dar voce a tutte le sfumature che ogni essere umano ha, ma spesso non riesce a colorare».

Organizzazione emozionante

«La preparazione del progetto, la realizzazione delle foto, mail, messaggi e telefonate con l’organizzazione, il viaggio in macchina», sono state «emozioni pure» per Roberto Bressan. «Ho sentito tantissima gioia, ricorderò per sempre questo aprile 2022».

«Le uniche parole che mi sento di usare sono adrenalina pura», gli fa eco il collega fotografo Roberto Mannini. «Per molti il Louvre è un punto di arrivo, per me è stato un punto di partenza». Mannini ha portato il suo stile “Nude Art Nature”, «fino a ieri lo insegnavo ai miei allievi, ora  è soggetto di esposizione a livello internazionale. È un sogno che si realizza e non posso che ringraziare Tania Calenda e la Sixteen Art & More per la possibilità».

 

Raisa Ambros 

Foto © Tania Calenda, Sixteen Art and more

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